Passa ai contenuti principali

IL MUSEO DEL CINEMA CERCA IL RAGIUNATT

Barbera è direttore artistico
Come previsto da tempo, si fa (con un certo ritardo) il bando per il nuovo direttore del Museo del Cinema: si tratta del famoso "direttore amministrativo" (il ragiunatt). Alberto Barbera - che finora si è occupato anche dell'amministrazione - è già stato confermato - con buona pace dell'Appendino, che lo credeva un pensionato di lusso - e dovrebbe restare come "direttore artistico", ruolo per il quale, vivaddio, non si richiede bando. Così almeno si era detto a dicembre, quando per l'appunto si era deciso di dotare il museo di un direttore amministrativo.

Per ora mi limito a pubblicare il comunicato che annuncia il bando.

Verrà diffuso oggi il bando per la ricerca del nuovo Direttore del Museo Nazionale del Cinema. Il bando sarà pubblicato in Italia e sarà aperto anche a soggetti esteri. Al nuovo Direttore sarà chiesto di curare la gestione organizzativa, amministrativa e finanziaria della Fondazione, l’organizzazione delle risorse umane e la comunicazione interna ed esterna del Museo. Il candidato dovrà aver ricoperto posizioni di responsabilità all’interno di strutture culturali pubbliche o private, aver maturato esperienze manageriali nella gestione e organizzazione di risorse umane ed economico-finanziarie e avere un’ottima conoscenza, scritta e parlata, della lingua italiana e inglese. Le candidature dovranno pervenire entro le ore 12.00 del 2 settembre 2016. La selezione sarà condotta da Praxi S.p.a., primaria società di consulenza specializzata nella ricerca di profili Executive. Il bando è consultabile sul sito www.museocinema.it e sul portale di Praxi S.p.a. www.executive.praxi/museodelcinema.

Commenti

Post popolari in questo blog

L'UCCELLINO, LA MUCCA E LA VOLPE: UNA FAVOLA DAL FRONTE DEL REGIO

Inverno. Freddo. Un uccellino intirizzito precipita a terra e sta morendo congelato quando una mucca gli scarica addosso una caccona enorme e caldissima; l'uccellino, rianimato dal calore, tutto felice comincia a cinguettare; passa una volpe, sente il cinguettìo, estrae l'uccellino dalla cacca e se lo mangia. (La morale della favola è alla fine del post) C'era una volta al Regio Ora vi narrerò la favola del Regio che dimostra quanta verità sia contenuta in questo elegante aforisma. Un anno fa Chiarabella nomina alla sovrintendenza del Regio William Graziosi, fresco convertito alla causa grillina, imponendolo al Consiglio d'indirizzo e premendo sulle fondazioni bancarie: "Io non vi ho mai chiesto niente - dice ( bugia , ma vabbé) - ma questo ve lo chiedo proprio".  Appena installatosi, Graziosi benefica non soltanto i nuovi collaboratori marchigiani, ma anche i fedelissimi interni. Però attenzione, non è vero che oggi al Regio sono tutti co ntro Graz...

IL VANGELO DI GIULIO

Sono andato alla presentazione torinese del nuovo film di Giulio Base, «Il Vangelo di Giuda», al cinema Massaua, multisala della periferia ovest comodissima da casa mia. Non essendo un cinefilo militante, ero attratto soprattutto da curiosità mondana – vediamo chi c'è e chi non c'è – e non sono rimasto deluso: all'insegna dello «stiamo tutti invitati» la sala era stracolma di soliti noti, con il Museo del Cinema presente in massa a partire dal direttore Chatrian e dal presidente Ghigo (che ha addirittura rinviato la vacanza pasquale in Riviera per non perdersi l'evento); ben rappresentata anche Film Commission, ma non mancavano i duri e puri tipo Piemonte Movie e vari cenacoli cinefili, il manipolo dei giornalisti, l'intellighenzia cittadina (da dov'ero seduto vedevo Patrizia Sandretto, Alessandro Bollo del Museo del Risorgimento, Alessandro Isaia di Fondazione Cultura), il potere economico (onnipresente Giampiero Leo di Fondazione Crt) e politico-amministrativ...

IL FRUTTO TOSSICO DELLA SCIATTERIA POLITICANTE

Il saluto finale di Paolo Lucà, ieri pomeriggio per l'ultima volta sul palco del Folk Club, ha confermato quanto scrivevo sul Corriere. Come tante altre volte, quest'ennesimo vulnus al nostro sistema culturale è il frutto tossico di un sistema dei bandi ottuso e deleterio, e più in generale della noncuranza, della sciatteria politicante, della stolida supponenza di chi pretende di amministrarci senza possedere gli strumenti adeguati - o quantomeno un minimo di banale buon senso. Dunque non ho altro da aggiungere. Riporto qui l'articolo uscito ieri sul Corriere, non disponibile on line. Eccallà: loro combinano i casini, e ci rimettiamo noi. Non è necessario possedere l'intuito di Poirot per immaginare quale sia stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso e ha indotto Paolo Lucà a dire basta. Ho motivo di supporre che il Folk Club, come decine di altre realtà culturali, sia vittima dell'incommensurabile sòla della Regione: parlo delle associazioni che hanno partec...