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DAVIDE GARIGLIO E COSTANTINO XI: DUE VITE, UNA STORIA

Davide Gariglio, segretario regionale Pd
Iddio fa impazzire coloro che vuol perdere. Ma con uno come Davide Gariglio il Padreterno fatica di meno, perché gran parte del lavoro è già fatto.
Da questa parte del mare apprendo, tramite le gazzette sabaude, che Davide Gariglio - segretario regionale del Pd per meriti ignoti a tutti, tranne che a Davide Gariglio - anziché leccarsi le ferite e porsi qualche seria domanda sulla sua ragion d'essere, ha avuto un'altra delle alzate d'ingegno che l'han reso leggenda nell'intero Occidente, dalle cancellerie ai vaudeville.
Il baldo Davide ha rispolverato la sua idea fissa di un rimpasto della giunta Chiamparino. Un rimpasto finalizzato, a detta dei più fini osservatori politici, non tanto a migliorare la qualità della giunta regionale, quanto a piazzare qualche altra fedele nullità su un cadreghino assessorile: en manque de mieux, su quelli ancora occupati da personaggi "esterni" al fu-partito, ovvero gli assessori alla Sanità (Saitta), alle Attività produttive (De Santis) e - naturalmente - alla Cultura (Parigi). Quest'ultima casella agli occhi di Gariglio conta meno di una scorreggia nell'universo, ma in certi momenti tutto fa brodo: dal primo giorno l'apparatnik piddino fa la guerra alla Parigi, con un incessante fuoco di sbarramento contro la sciagurata che occupa uno strapuntino senza avere la tessera pd, e men che meno - quel ch'è peggio - quella garigliana.
Costantino XI, ultimo imperatore d'Oriente
Ora: io non capisco un cazzo di politica. Però so abbastanza di storia per dichiarare che lo spettacolo è degno della penna del grande Edward Gibbon: una scena perfetta per quelle pagine del "Declino e caduta dell'Impero Romano" in cui si descrivono vividamente le lotte intestine a Bisanzio per salire sul trono allorché l'Impero Romano d'Oriente era ormai ridotto a un fazzoletto di terra pressato da ogni lato da invasori assetati di sangue e saccheggio. Con la stessa lungimiranza politica di Costantino XI, mentre tutt'attorno un mondo sta crollando, il geniale Gariglio si sbatte per piazzare sui malfermi scranni qualche suo coboldo organico alla prossima epocale débacle.
In attesa che la situazione si chiarisca, il presidente Chiamparino ha avuto sulla questione un approfondito e pacato confronto con Gariglio. A quanto risulta, gli ha ricordato il popocchio delle firme (di cui lo ritiene responsabile) e alla fine lo ha mandato a cagare.

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