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CONCORSI? ANCHE NO, PORTANO SOLO CASINI...

Sudate carte. Un aspirante-dirigente del Comune di Torino si prepara al concorso
C'è sempre un motivo.
Insomma, ieri avevo cose ben più serie da fare e non sono andato alla seduta dei Consiglio comunale. Non discutevano nulla d'importante. Non lo fanno quasi mai.

Una  frettolosa delibera

Però oggi mi casca sott'occhio, su Fb, il clip dell'intervento del capogruppo del pd, Stefano Lo Russo: costui ha presentato un'interpellanza a proposito di una delibera, approvata frettolosamente dalla giunta durante le vacanze di Natale, il 30 dicembre: delibera che autorizza il Comune ad assumere personale attingendo a graduatorie di altri enti pubblici anziché che bandire concorsi in proprio (mecc. 2016 06767/004, comma 3: "L'assunzione può inoltre avvenire mediante l'utilizzo delle graduatorie approvate da altri enti pubblici in seguito a selezioni pubbliche indette per la copertura di posti a tempo indeterminato, in profilo professionale analogo o equivalente a quello da ricoprire"). Il provvedimento era peraltro già annunciato fin dall'insediamento di Appendino, come si evince da apposita delibera di giunta (mecc. 2015 03243) del 5 luglio approvata dal Consiglio il 18 luglio.
Di per sé la cosa non mi emoziona. Certo, mi pare una bella fregatura per i dipendenti del Comune: pensa solo, un tapino aspetta da una vita il concorso per diventare dirigente, e invece zacchetè, se il Comune ha bisogno di un dirigente va a beccare, putacaso, un tizio che si è piazzato quinto al concorso di Roccacannuccia. Ma io non sono un dipendente comunale, e quindi, nel mio profondo egoismo, potrei anche fregarmene. 

Ma che fa Lo Russo? Allude?

E invece no: spesso le scoperte più gustose s'ammantano di banalità. Ieri l'interpellanza di Lo Russo viene discussa in Consiglio, e la replica di Lo Russo alle spiegazioni dell'assessore al Bilancio Rolando mi incuriosisce assai.
Lo Russo, che di mestiere fa il prof al Poli, comincia a menare il torrone attorno all'ipotesi che la delibera sia "un artificio per far rientrare dalla finestra persone gradite che sono in graduatoria in concorsi di altre pubbliche amministrazioni e che per loro inadeguatezza non sono state in grado di vincere i concorsi del Comune di Torino". 
L'ipotesi mi pare un briciolino contorta, ma la mia curiosità cresce perché Lo Russo pare certo del fatto suo e insiste: "Penso a un'amministrazione a caso, una che conosco: il Politecnico". 
Il Politecnico? Che cosa c'entra il Politecnico? Il video va avanti: "Il Politecnico nel 2015 fece un bando per dirigenti che ebbe una graduatoria con dieci idonei. E non vorremmo mai che, per esempio, il decimo idoneo di quella graduatoria, con meccanismi diversi, scavalcasse altri e entrasse caso strano nei ruoli dirigenziali del Comune di Torino". 

Graduatoria con sorpresina

Lo Russo prosegue con alate considerazioni su sindacati, motivazione del personale e aspettative dei dipendenti. Ma io non lo ascolto più. Sono affascinato da quell'indizio buttato lì con tanta falsa noncuranza - minchia, mancavano soltanto gli squilli di trombe e il rullar di tamburi...
Faccio qualche verifica e apprendo che in effetti il 24 febbraio 2015 il Politecnico ha bandito un concorso pubblico, a esami, per un posto di dirigente di seconda fascia: c'è stato un vincitore (anzi, una vincitrice) con il punteggio di 58/60, in una graduatoria di dieci candidati idonei. 
E proprio al decimo e ultimo posto di idoneità, con il punteggio di 44,6/60, chi ti trovo? Massì che l'avete già indovinata: Paolo Giordana.
Hai capito, quel volpino di Lo Russo? Ecco dove andava a parare tutta 'sta manfrina.

Il destino di un funzionario

Nel febbraio 2015 Giordana era ancora un semplice funzionario comunale per nulla certo, a quanto pare, del suo luminoso futuro con Appendino: tant'è che partecipava a bandi e concorsi a raffica. Oltre che al Politecnico, s'era difatti candidato alla carica di segretario generale della Fondazione Cultura. Ricordate? Appendino si arrabbiò tantissimo quando capì che su quella cadrega avrebbero confermato Angela Larotella, al punto da giurare morte e distruzione alla Fondazione Cultura (che peraltro gode tuttora di ottima salute).

Bandi e concorsi son brutte bestie

E parte, possente, lo stream of consciousness. Risalendo sul filo della memoria, per libere associazioni d'idee, arriviamo fino all'imbarazzante concorso dirigenziale del 2010, che ebbe pure strascichi penali e costò al city manager Vaciago un processaccio per abuso d'ufficio. Processo dal quale quale Vaciago uscì assolto con formula piena, è vero: ma son cose brutte, quando capitano.
A questo punto, e fors'anche per associazione d'idee, la nuova e saggia amministrazione avrà pensato che chi non fa non falla:
quindi è meglio evitare i concorsi, al Comune di Torino. E pure i bandi, suggerisco sommessamente. Manco quelli gli riescono benissimo.

Il paradosso del non dirigente

Non è però costruttivo approcciarsi a ogni questione con un atteggiamento polemico e complottista. Affrontiamo dunque laicamente e senza pregiudizi il dramma umano del povero Giordana che, benché assurto agli onori di capogabinetto (nonché AsCulProp e sindaco), ancora non gode dello status dirigenziale.
Purtroppo finora al Comune di Torino, in ossequio a una stantìa convenzione, si diventava dirigenti tramite concorso. Forse la liberale delibera del 30 dicembre porrà fine a un palese controsenso: un sindaco che non è dirigente del Comune che dirige.



Commenti

  1. I concorsi, come gli esami, non finiscono mai... ma per qualcuno finiscono meglio che per altri: http://lospiffero.com/ls_article.php?id=10404

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