Passa ai contenuti principali

SALONE DEL LIBRO: LA SPARTIZIONE E' COMINCIATA

Un milione di anni fa. Un tempo, la chiusura del Salone del Libro prevedeva il taglio della torta (qui in una foto del 2012)
Adesso tutti (o quasi) i protagonisti di quella remota cerimonia sono ormai fuori dai giochi. E la torta da spartire è il Salone
Direi che è fatta. Ed è fatta esattamente come scrivevo lo scorso 15 novembre. La Fondazione per il Libro è in stato di pre-liquidazione, come prescrive la legge avendo esaurito il Fondo di garanzia. E vai con la spartizione. Ieri in piazza Bernini, nella ginnica ed economica sede della liquidanda Fondazione, si è riunita la Cabina di Regia, che com'è noto comprende Regione, Comune, Banca Intesa; e che includerà anche gli editori "Amici del Salone". 
In teoria, il CdA della Fondazione per il Libro ha tempo fino al 19 dicembre per "verificare se vi siano le condizioni per il prosieguo dell’attività dell’Ente", e alcuni volonterosi - mi risultano tentativi del vicepresidente Montalcini e dell'assessore Parigi - ancora cercano altri volonterosi disposti a metterci la faccia e i capitali per salvare la Fondazione. Ma è una corsa contro il tempo, e soprattutto contro un destino già scritto nel libro dei conti, e della convenienza politicante.
Con la riunione di ieri è cominciata la divisione dei pani e dei pesci: si tratta di decidere chi farà cosa, fra Fondazione Cultura e Circolo dei Lettori: ad essi - con apposita convenzione - verrà assegnato il compito di organizzare il prossimo Salone del Libro. Ma di che cosa si è discusso ieri in piazza Bernini? Le poche e reticenti risposte fornite dai protagonisti dell'incontro ai mastini dell'informazione lasciano intendere che si sia soltanto ai preliminari. In realtà trattasi di preliminari molto hard: si parla già della destinazione dei dipendenti della Fondazione per il Libro: chi verrà deportato in Comune e chi al Circolo. Ma soprattutto si decide quali compiti spetteranno alla Fondazione Cultura (che è come dire al Comune) e quali al Circolo (emanazione regionale). In altre parole, la posta in gioco è il controllo politico del Salone. Considerata l'armonia che regna fra le parti in causa, sarà un Vietnam: solo più caciarone e meno tragico, perché nessuno si farà fisicamente male.
Quanto alle possibilità che si riesca a fare un buon Salone spartendosi il lavoro - non si capisce bene con quale criterio - fra due Fondazioni (Cultura e Circolo) profondamente diverse sotto infiniti punti di vista... beh, che dire? Può anche darsi che quest'anno il Benevento si salvi: alla Provvidenza non c'è mai limite.

Stima del marchio: le curiosità della procura

Intanto la procura della Repubblica si sta attivamente interessando alla brillante operazione sul valore del marchio, e i magistrati si pongono le mie stesse domande, ovvero chi sia stato a fornire materialmente le indicazioni che hanno portato lo studio Jacobacci ad attribuire il prezzo di un alloggio in semiperiferia a un brand che anche quest'anno, nonostante le infinite tregende, ha dimostrato tutta la sua forza propulsiva. A differenza di me, tuttavia, i magistrati non soltanto si pongono le domande, ma le fanno anche; e possono avvalersi di argomenti assai convincenti per rendere facondi pure i più taciturni.
Io non bazzico la cronaca giudiziaria, quindi non so nulla in merito. Per il momento, leggo sui giornali, è assodato che "lo studio Jacobacci ha ricevuto l’incarico di valutare il marchio il 20 luglio dalla Fondazione per il Libro che in quel periodo era presieduta dalla sindaca Chiara Appendino e gestita dal segretario generale Beppe Ferrari, uomo “prestato” dal Comune dopo l’arresto di Valentino Macri per turbativa d’asta nell’ambito di un altro filone delle inchieste che nell’ultimo periodo hanno travolto la kermesse libraria".

Commenti

Post popolari in questo blog

SEMPRE A FARE FIGURE DIMMERDA...

Ma era il caso? Così presentiamo piazza San Carlo ai visitatori in città per le ATP Finals Diciamocelo chiaro e tondo, che tanto è sotto gli occhi di tutti: abbiamo fatto un'altra figura dimmerda, E non parlo soltanto dell'inverecondo spettacolo offerto dalla (dis)organizzazione al PalaAlpitour.  Strano, però: de l comitato organizzatore - per l'esattezza "Commissione Tecnica di Gestione (CTG)" - presieduto dal presidente della Federazione Italiana Tennis Angelo Binaghi, facevano parte Paolo Damilano - in qualità di vicepresidente - in rappresentanza della Regione Piemonte, e Alberto Sacco in rappresentanza della Città di Torino. L'ex Assessore Triste e l'Uomo Che Volle Farsi Sindaco sono senz'altro una garanzia, non capisco come qualcosa sia andato storto... So much of cazzads: come ti cancello Palazzo Madama Ma la figura dimmerda la sta facendo la città intera agli occhi dei turisti-spettatori arrivati per le ATP Finals. "Una grande occasione

LA TRAGEDIA DI UN BUE VERDE

Fotografia dalla pagina Fb Boogia.net Torino: imbrattato Toret gigante appena installato (ANSA)- TORINO, 26 GIU - Inaugurato mercoledì dalla sindaca Appendino, il Toret gigante dell'artista Nicola Russo è già stato imbrattato. Nelle scorso ore sono comparse alcune scritte sull'installazione artistica. Bon, quando smettete di ridere, posso dire una cosa? Vi capisco: considerati i presupposti  - nonché l'evanescente entità del "danno" - la prima reazione, istintiva, è l'ilarità (titolo suggerito: "Audace colpo delle Brigate Buongusto"). La seconda reazione è un sospiro di sollievo: per fortuna in piazza non c'era una vera opera d'arte. Già peggio era andata nel 2017 con la Luce d'Artista sbattuta all'impronta in piazza Montale  (se non altro, l'incidente generò un esilarante dibattito ). Niente di paragonabile però ai problemi di Roma, dove in piazza hanno le opere d'arte vere . La ridicola conclusione della ridicola esibizion

LA CARRAMBATA DI SAN GIOVANNI

Separati dalla nascita: il toret Toh e, sotto, l'ippopotamino Pippo   Una commovente carrambata corona i festeggiamenti di San Giovanni 2021. Pippo, l'ippopotamino blu dei pannolini Chicco nato nella torinesissima agenzia di Armando Testa, rit rova il fratellino verde che non aveva mai conosciuto, il toret Toh. Come vedete nelle fotografie, la somiglianza fra le due creature è impressionante. Auspice della romanzesca riunione fra separati dalla nascita è il Comune di Torino, che la rende nota alla popolazione tutta con un comunicato che pubblico a edificazione delle masse e maggior gloria dei promotori dell'intervento artistico. Ispirandosi ai Toret, l'artista Nicola Russo ha creato tre installazioni simbolo della volontà di rinascita della città dopo il lungo lockdown e le ha donate alla città di Torino (molto gentile, ma non doveva disturbarsi: bastava un bigliettino d'auguri, se proprio proprio ci teneva... NdG) . Il 23 giugno saranno inaugurate in tre punti del