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SI FA PRESTO A DIRE "PUNTI VERDI"...

Ancora guai per i "Punti Verdi", e Lanterna Verde si dispera

Per strada, una madre prende a scapaccioni il figlio piangente urlandogli "sei ambizioso e sporcaccione!", e slaf!, giù uno schiaffo, "sei ambizioso e sporcaccione!" e slaf! un altro schiaffo, tanto che un passante indignato interviene: "Signora, si fermi! Ma che fa? Perché picchia il bambino?". "Se lo merita - ringhia l'assatanata - se lo merita perché è ambizioso e sporcaccione!". Al che il brav'uomo insorge: "Non si picchiano i bambini! E poi che vuol dire, ambizioso e sporcaccione?". E la madre furente: "E' ambizioso perché vuole scorreggiare come suo padre, e sporcaccione perché non è capace e se la fa nelle mutande".

Lo so, lo so: ve l'ho già raccontata. Però c'è chi è duro a capire la metafora. E dunque tocca ripeterla.
Intanto, per voi che siete ragazzi svegli, mi limito a ricostruire la cronistoria dell'incresciosa gag estiva che - alla seconda replica -s'avvia a diventare un classico del repertorio comico cittadino.
Lo scorso 21 maggio il Comune annuncia con lieta baldanza che ben nove progetti di altrettanti punti estivi "diffusi sul territorio" (ommioddio ma come parlano...) sono stati selezionati tramite apposito bando e riceveranno ben 10 mila euro cadauno di contributo. Giubilano la consigliera M5S Monica Amore, pugnace pasionaria della "Resurrezione Dei Punti Verdi" con apposita mozione, e i colleghi tutti.
Passano dieci giorni, e ancor prima dell'apertura ufficiale del cartellone si verifica, in uno dei punti designati per i diporti estivi dei torinesi, un increscioso contrattempo. Sabato 1 giugno il Comune stesso vieta la proiezione all’aperto del film “The Cove” in programma al Valentino sul prato davanti all’Imbarchino.
"I motivi che hanno portato la commissione di vigilanza ad annullare l’evento - riferiscono le gazzette - sono stati la presenza del proiettore in mezzo al prato e dei cavi elettrici sull’erba, per quanto coperti". E continuano: "Una decisione che mette a rischio l’intera programmazione estiva. Infatti, l’Imbarchino ha vinto il bando per organizzare uno dei 9 punti verdi e si sta preparando a lanciare un calendario di 20 appuntamenti estivi davanti al locale. A questo punto, le 10 proiezioni e le performance musicali, teatrali e circensi sono tutte a rischio".
Su Fb si fanno sentire anche gli organizzatori: "Faremo di tutto per cercare di sbloccare la situazione entro l’estate, così da garantire il calendario di eventi estivi che abbiamo in programma. Siamo convinti che un altro modo di vivere il Parco sia possibile, e ci impegneremo per realizzarlo". Entro l'estate.
Ma porcazozza, in Comune prima di affidare l'incarico non hanno verificato se c'erano le condizioni tecniche per realizzare il progetto? Di sicuro sono io che non capisco: però gradirei che qualcuno, se possibile competente, mi illuminasse. Astenersi "secondo me".
In Municipio tuttavia le sinistre avvisaglie non suscitano preoccupazioni di sorta. Così il 6 giugno si vara ufficialmente la gloriosa Ripuntiverdizzazione di Torino. Nuova Società, testata on line non certo sospetta di fiancheggiamento, scrive, in quel giorno di gloria: "Torino riavrà gli storici Punti Verdi, quelli che negli anni 80 riempivano le estati dei torinesi che restavano in città. Merito dell’amministrazione targata Chiara Appendino, che dopo la commissione permanente 3 più 5 più 6 a verifica della mozione Aumentiamo i Punti Verdi di cui la prima firmataria è la consigliera del Movimento Cinque Stelle Monica Amore, approvata dal consiglio comunale Torino il 17 aprile 2018..." eccetera eccetera eccetera. La soddisfazione è tangibile. 
Annuncia con fierezza una pagina d'area: "Grazie al #M5S e alla consigliera Monica Amore tornano i Punti Verdi ad animare l'estate torinese!". Scende in campo persino il sindaco, che lancia il suo proclama a mezzo Fb: "A Torino ritornano i #PuntiVerdi ad animare l'estate dei cittadini! Un'iniziativa che nasce dalla mozione della consigliera del Movimento 5 Stelle, Monica Amore".
Nonostante il trionfo, la pasionaria Amore resta umile: "L’anno scorso non è andata bene", ammette sulla sua pagina Fb. Sbagliato. Non è vero che "non è andata bene": è che avevate lavorato ad minchiam improvvisando, all'ultimo momento, un bando con regole demenziali e antieconomiche. E poiché nessuno è disposto a rimetterci di tasca propria per la gloria altrui, nessuno aveva partecipato. Stop. Bando fallito e fine del gatto.
All'epoca pensai che quella figura dimmerda fosse frutto di superficialità e noncuranza. Invece no: era colpa del destino baro e crudele. "Non è andata bene". 
Fantastico. 
Anche l'anno scorso era stata l'Amore a battersi per la Resurrezione Dei Punti Verdi. Dopo l'epic fail, l'unico che ebbe parole di sincera autocritica fu l'assessore Giusta, che ammise: "Siamo arrivati tardi, ne prendiamo atto e contiamo di fare meglio per il prossimo anno”. Un anno dopo, rieccoci. Nel seminale 6 di giugno la pasionaria trionfante, pur restando umile, si abbandona a un pericoloso eccesso d'ottimismo e, sempre a favore di Fb, scrive: "Sono felicissima per questo mio sogno che si è realizzato Grazie Con tanto amore 💪❤️".
Mai fidarsi dell'amore. Il destino malignazzo è sempre in agguato e se la ride dell'amore: a una settimana dal giorno del gaudio, e a due settimane dal "contrattempo" dell'Imbarchino, tocca a un altro preteso Punto Verde. E' quello all'ex cimitero di San Pietro in Vincoli, che viene chiuso dai vigili per violazione delle norme sulla capienza. Riferiscono le cronache: "La struttura era autorizzata ad ospitare al massimo 99 persone, così nelle prime ore di domenica scorsa, per ripristinare le adeguate condizioni di sicurezza è stato fatto uscire tutto il pubblico in eccesso. Il meccanismo è chiaro: sotto le 200 unità per ottenere l’agibilità basta una relazione tecnica, ma oltre quella soglia il via libera deve arrivare dalla commissione comunale di vigilanza. Per questo motivo ai responsabili dell’evento, oltre a una multa, è stata formalizzata una denuncia penale, mentre la commissione competente dovrà riunirsi nei prossimi giorni per decidere sulla riapertura".
E fanno due su nove. Posso sperare che sia finita qui?
A 'sto punto (non verde) mi sia concessa una sommessa considerazione. Prima di usare certe parole, bisogna soppesarle e capirle. I veri Punti Verdi inventati dal sempre rimpianto Giorgio Balmas (maestro, quanto manchi...) furono - a partire dalla metà degli anni Settanta, e ripeto Settanta - un capolavoro di innovazione, buona gestione, creatività. Fecero belle le estati torinesi con meravigliosi spettacoli su palcoscenici nel verde, prezzi bassi e qualità altissima: star internazionali, protagonisti della grande musica e del grande teatro italiani, tutte le arti performative al massimo splendore, momenti irripetibili quali il balletto di Nureyev o il concerto di B.B. King. Assimilarli oggi, sia pure per vanteria personale, ai modesti spettacolini organizzati alla meglio con un finanziamento pubblico complessivo di 90 mila euro, beh, non è irriguardoso. E' semplicemente ridicolo. Solo chi non ha mai visto i Punti Verdi, e non sa cos'erano e cos'hanno rappresentato per Torino e per la cultura italiana, può essere tanto confuso da associare l'espressione "Punti Verdi" al prodottino che oggi si tenta - con discutibili esiti - di rabberciare. Chiamiamoli come ci pare, i chioschetti con intrattenimento, ma non "Punti Verdi". Rispettiamo la Storia della città.
Ciò detto: per la riuscita di un qualsiasi evento, che sia il megaconcerto o la serata di ballo liscio, occorrono capacità, professionalità, esperienza. Io non so se gli "intoppi" dell'Imbarchino e di San Pietro in Vincoli siano conseguenza di errori degli organizzatori, di falle nelle procedure comunali, o di che altro. Ma fete di faciloneria lontano un miglio. O di superficialità, di disattenzione. 
Ma ti pare? Non puoi distribuire i tuoi danari al primo che passa e dirgli "vai, fai" e ciao. Intanto devi essere certo della sua affidabilità e della sua professionalità. E poi devi stargli dietro. Controllare, indirizzare, consigliare, sostenere. 
I lavori fatti bene richiedono fatica, prudenza e vigilanza da parte di tutti: committenti ed esecutori. Altro che lodarsi e imbrodarsi a Cavour e su Facebook. Ripetersi allo specchio ma quanto siamo bravi ma quanto siamo belli non serve a nulla. E alla lunga si fa la fine del bambino ambizioso e sporcaccione.

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