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VITTORIA POGGIO, UNA COMMERCIANTE ALLA CULTURA

Vittoria Poggio, assessore alla Cultura
Vittoria Poggio, alessandrina, 66 anni, è il nuovo assessore regionale al Commercio, Turismo e Cultura. La scelta di Cirio è coerente con l'idea che aveva espresso ieri: la cultura come fattore economico, da valutare in base e alla luce delle ricadute sul territorio. Cultura volano dell'economia, esattamente come il turismo. Tout se tient. 
Non risultano infatti particolare competenze del nuovo assessore in ambito culturale. In compenso è un pezzo grosso del commercio alessandrino. Lo conferma questo curriculum on line, come presidente del gruppo Terziario Donna della Confcommercio di Alessandria nonché vicepresidente di Confcommercio Alessandria: "Terminati gli studi (è laureata in Lettere moderne all'Università di Genova, NdG), ha avviato un’attività commerciale orafa a Valenza. In seguito ha aperto un negozio di abbigliamento sportivo con insegna “Piero Sport” e infine TEX-AL, attività di import export del settore tessile. Queste esperienze, unite alla profonda passione per il mondo della moda, le hanno consentito di sperimentare tutti gli aspetti della gestione d’impresa. Un’esperienza che ha fin da subito messo a disposizione dell’Associazione Confcommercio, in cui ha sempre avuto un ruolo attivo, ricoprendo cariche di Amministratrice e occupandosi di imprenditoria femminile, avviando diverse importanti iniziative, quale lo Sportello Donna Ascom Alessandria, i progetti “La culla in ufficio” e “Teleasco“, di docenze sulle pari opportunità, fino ad occupare la carica di Presidente del Gruppo Terziario Donna Alessandria. Sostiene fermamente che la condivisione dei progetti con le imprese associate, la formazione continua e la comunicazione in tutte le sue sfaccettature, siano elementi chiave per lo sviluppo e la vivacità della vita associativa, oltreché per la crescita della cultura d’impresa, uno degli obiettivi che il Gruppo TD Alessandria, in linea con le strategie di Confcommercio Alessandria, ha come mission".
Penso che la linea sia chiara: se le iniziative culturali attraggono turisti, e di conseguenza fanno guadagnare i commercianti, sono buone e le sosteniamo. Altrimenti, s'arraggiano. Detto così è un po' tranchant, ma rende l'idea.
Sul piano politico, Poggio è una convertita: nel 2011, consigliere comunale di Alessandria, lascia il PdL e si trasferisce armi e bagagli alla Lega per "sentirsi più vicina al territorio".
Nel 2017 diventa presidente della Consulta pari opportunità del Comune di Alessandria.
Grande tifosa di Salvini, si è candidata alle Europee di maggio, ha avuto 11 mila preferenze (molte a Torino) ma non è stata eletta. Qui una sua recente intervista radiofonica
Per conoscerla meglio potete visitare la sua pagina Fb personale "Poggio Vittoria" e quella ufficiale "Vittoria Poggio" dalla quale apprendo che nei giorni scorsi ha partecipato alla premiazione di un premio letterario e all'inaugurazione della Festa di Borgo Rovereto ad Alessandria 

Questo è quanto. Se devo dire come la vedo, così a naso, andiamo verso una politica culturale tutta territorio e bottega. Appena mi capita di scambiare due parole con il nuovo assessore mi farò di certo un'idea più precisa. In base ai dati di cui dispongo mi pare evidente che alcune realtà torinesi perderanno peso. Premesso che comunque il presidente Cirio ha tenuto per sé la delega ai Grandi Eventi, mi permetto di dubitare che il nuovo assessore conosca più di tanto le istituzioni culturali di Torino; e se le conosce sa che non tutte sono ciò che si definisce una calamita per turisti. Non principalmente, almeno.
Come giochetto personale, provo a tirare giù un elenchino di buoni e no buoni, dal punto di vista dell'attrattività turistica e altre nugae:
Salone del Libro, buono buono, buonissimo, però Lagioia deve andarsene per quella storia di Altaforte.Come dite? Che in quella storia Lagioia non c'entrava? Beh, deve andarsene lo stesso. 
Museo Egizio, buono buono però Greco deve andarsene per quella storia dei regali agli arabi.
Reggia di Venaria, buono.
Museo del Cinema, buono. Tranne Lovers con Luxuria, no buono.
Circolo dei Lettori, buonino ma anche no.
Teatro Stabile, da rivedere (quanti turisti vanno a teatro?)
Teatro Regio, anche lui da rivedere (adesso dicono che vogliono i turisti, ma per il momento non risultano agli atti).
Polo del Novecento, no buono.
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