Passa ai contenuti principali

L'ABBONAMENTO MUSEI E' IN RIPRESA

L'Abbonamento Musei Piemonte e Lombardia oggi ha presentato i numeri dei primi mesi del 2019: nei primi 5 mesi 2019 gli abbonamenti per i 250 musei del Piemonte che aderiscono al circuito sono cresciuti del 30% (+24,3% invece per i 150 musei dell'Abbonamento Lombardia). Al 1° giugno le tessere attive in Piemonte erano 131.042.
Giusto due mesi fa la direttrice Simona Ricci mi aveva già anticipato qualche cifra: in quell'occasione mi aveva detto le tessere attive erano 128 mila, già allora con adesioni in crescita dopo un 2018 difficile che aveva fatto registrare ancora un -0,2% rispetto al 2017. Per farvi un'idea, il 31 dicembre 2017 le tessere circolanti erano oltre 136 mila.
L'Abbonamento comunque ha ancora molto da recuperare rispetto al 2015, quando le tessere circolanti erano 145 mila: ma quelli erano altri tempi, c'erano ancora le mostre blockbuster.
Nel primo trimestre del 2019 i tesseramenti erano stati 50 mila tesseramenti (+12% rispetto allo stesso periodo del 2018) al netto delle 8 mila tessere che il Politecnico ha acquistato in blocco per distribuirle - a prezzo ridotto - a studenti e docenti (l'anno scorso ne aveva diffuse il doppio, e gratuitamente).
Nel 2018 gli ingressi sono stati in totale un milione e 58 mila, di cui oltre 940 mila in Piemonte.
L'abbonato entra in media 8 volte all'anno nei musei. La spesa media in ogni visita è di 13 euro, per audioguide, cataloghi e servizi aggiuntivi.

Commenti

Post popolari in questo blog

L'UCCELLINO, LA MUCCA E LA VOLPE: UNA FAVOLA DAL FRONTE DEL REGIO

Inverno. Freddo. Un uccellino intirizzito precipita a terra e sta morendo congelato quando una mucca gli scarica addosso una caccona enorme e caldissima; l'uccellino, rianimato dal calore, tutto felice comincia a cinguettare; passa una volpe, sente il cinguettìo, estrae l'uccellino dalla cacca e se lo mangia. (La morale della favola è alla fine del post) C'era una volta al Regio Ora vi narrerò la favola del Regio che dimostra quanta verità sia contenuta in questo elegante aforisma. Un anno fa Chiarabella nomina alla sovrintendenza del Regio William Graziosi, fresco convertito alla causa grillina, imponendolo al Consiglio d'indirizzo e premendo sulle fondazioni bancarie: "Io non vi ho mai chiesto niente - dice ( bugia , ma vabbé) - ma questo ve lo chiedo proprio".  Appena installatosi, Graziosi benefica non soltanto i nuovi collaboratori marchigiani, ma anche i fedelissimi interni. Però attenzione, non è vero che oggi al Regio sono tutti co ntro Graz...

CULICCHIA DIRETTORE DEL CIRCOLO

Uscito sul Corriere e non disponibile on line. È andata come era previsto, e logico: Giuseppe Culicchia è il nuovo direttore del Circolo dei Lettori. Nomina scontata, se solo si considera il curriculum: scrittore affermato in Italia e pubblicato anche all'estero; solidi legami sia con la scena culturale cittadina, sia con l'editoria nazionale; esperienza nel mondo dei giornali; una lunga collaborazione con il Salone del Libro; apprezzato anche al Circolo, dove dirige un festival letterario, «Radici», di ottima qualità. Insomma, il perfetto kit del candidato naturale alla successione di Elena Loewenthal, anche a prescindere dall'endorsement – alquanto sfacciato – del fratello d'Italia Maurizio Marrone; endorsement che a Culicchia ha fatto più male che bene, facendone involontario oggetto di scontri di potere e appiccicandogli addosso un'etichetta «politica» che dubito gli appartenga e comunque non s'è avvertita nelle sue scelte alla direzione di «Radici», onestam...

IL CINEMA CHE PIACE A MOLLICONE

Già al Regio, venerdì sera, l'occupazione delle poltrone d'onore raccontava i nuovi equilibrii: accanto a un rabbuiato Lo Russo sedevano ( nella foto da sinistra - beh, si fa per dire... - a destra ) Alberto Cirio, quindi il direttore del Tff Giulio Base (poltrona raramente occupata, lui stava sempre sul palco), più a destra ancora il fratello d'Italia Federico Mollicone, presidente della Commissione cultura della Camera, e infine Sergio Castellitto in quota amicale. Specchio del paese, la maggioranza cinematografica si accomoda al Torino Film Festival lanciando accorati appelli per salvare l'industria del cinema (Castellitto) e subito dopo impegnandosi a salvarla «ma con cognizione» (Mollicone). Intanto a Roma covano tagli al Fondo per il cinema mentre a Torino la giunta Cirio proclama la granitica volontà di «trasformare il Piemonte in uno dei principali poli cinematografi d'Europa». Nientemeno. Si mettessero d'accordo con se stessi: 'sto cinema lo voglion...