Passa ai contenuti principali

OLGA GAMBARI DIRETTRICE DI PARATISSIMA

Laura Milani (a sinistra) e Olga Gambari

Paratissima cambia tutto: dopo la nuova presidente, Laura Milani, adesso arriva anche una nuova direttrice artistica, Olga Gambari, curatrice indipendente e critico d'arte.
E con il vertice, cambia anche il modello della manifestazione, nuoco "come visione e come respiro, facendo tesoro di tutta l’esperienza acquisita e delle rinnovate energie", per usare il claim ufficiale.
Laura Milani e Olga Gambari "condividono - sostiene l'ufficio stampa - lo spirito che dà forma al nuovo progetto: pensare all’arte, alla creatività, alla progettualità come luogo di vita, prima di tutto, e poi di incontro, scoperta, relazione e cambiamento costante".
Il primo appuntamento è a maggio, quando è annunciata la grande mostra di Peter Lindbergh "Untold Stories". Ammesso naturalmente che a maggio si facciano mostre.
“La scelta di affidare a Olga Gambari il fil rouge artistico del prossimo futuro di Paratissima è una scelta mirata e felice - si congratula con se stessa la presidente Milani, e volevo vedere che diceva il contrario. - Ho riconosciuto in lei professionalità, sensibilità e capacità di visione che saranno elementi indispensabili per attuare e raccontare con puntualità la crescita di questa realtà unica, in profonda trasformazione. Sono entusiasta di intraprendere con lei e con tutto lo staff un percorso fatto di step importanti e coerenti al fine di raggiungere obiettivi ambiziosi. Si apre una nuova era, più articolata e complessa, che potrà contare su molteplici competenze e diversi livelli di intervento. Paratissima durerà un anno, tutti gli anni. Ringrazio Francesca Canfora per il grande lavoro svolto in tanti anni di passione e dedizione. Francesca resterà a bordo occupandosi in particolare di NICE, il master per curatori che quest’anno passa da una a due edizioni, e di altri possibili progetti in ambito education".
C'è anche la dichiarazione della neodirettrice, che riporto integralmente perché non mastico bene il critichese e non vorrei commettere errori tentando una sintesi: “In questa rigenerazione, i concetti fondamentali dell’identità di Paratissima sono ripresi e mantenuti: l’arte come luogo condiviso, spazio accogliente, sociale dove si è tutti cittadini, con un’energia benefica del rapporto e dello scambio. Un posto dove vivere l’esperienza di un mondo che non è a parte ma cerca il dialogo con tutti i pubblici, che ritiene il territorio di appartenenza importante come quello nazionale, che sceglie di essere sia stanziale sia nomadica, partendo da Torino per arrivare fino a Milano, Venezia, Bologna e poi chissà. Con questa pluralità di sguardi, ogni campo artistico e concettuale è interessante da conoscere, ogni linguaggio creativo, soprattutto nella dimensione della contaminazione culturale, dell’attraversamento di generi e linguaggi. Una libertà progettuale e di visione intesa come pratica rigorosa, ricerca, cura, labor limae. Nella nuova impostazione, grandi mostre dialogheranno con i progetti che vedono protagonista l’arte emergente, gli artisti che, al di là di età anagrafiche e percorsi artistici, si affacciano al mondo dell’arte e cercano un confronto e uno spazio per presentare il proprio lavoro. I grandi eventi si trasformano in paesaggi attivatori di temi, aperture, riflessioni. Così come figure di artisti internazionali si rivelano modelli, ispirazione, confronto per le giovani generazioni di artisti ma non solo. Anche la fiera muta pelle aspirando a diventare una grande galleria d’arte, mostra ed esposizione mercato insieme. Una galleria d’arte itinerante, che ancora di più lavori sugli aspetti della curatela, di un percorso condiviso in cui accompagnare, valorizzare e sostenere gli artisti che partecipano. Il rapporto degli artisti con Paratissima, dalla selezione al debutto, avrà una valenza formativa, una consulenza su tutti quegli aspetti che risultano fondamentali nell’elaborazione e presentazione del proprio lavoro. Per Torino, Paratissima vuole essere anche una casa di riferimento, grazie all’ARTiglieria , uno spazio che offre ospitalità a progetti ed eventi di natura diversa. Un luogo familiare che entri nel tessuto culturale quotidiano, in dialogo con realtà diverse, istituzionali così come indipendenti”.
Olga Gambari è stata direttrice responsabile del progetto editoriale artesera.it. Dal 2013 per tre edizioni è stata direttrice artistica della fiera di The Others Art Fair. Dal 2015 è direttrice artistica del network internazionale di arte indipendente NESXT. Ha sviluppato decine di progetti curatoriali per spazi privati e per pubbliche istituzioni. È docente allo IED- Istituto Europeo di Design.

Commenti

Post popolari in questo blog

L'UCCELLINO, LA MUCCA E LA VOLPE: UNA FAVOLA DAL FRONTE DEL REGIO

Inverno. Freddo. Un uccellino intirizzito precipita a terra e sta morendo congelato quando una mucca gli scarica addosso una caccona enorme e caldissima; l'uccellino, rianimato dal calore, tutto felice comincia a cinguettare; passa una volpe, sente il cinguettìo, estrae l'uccellino dalla cacca e se lo mangia. (La morale della favola è alla fine del post) C'era una volta al Regio Ora vi narrerò la favola del Regio che dimostra quanta verità sia contenuta in questo elegante aforisma. Un anno fa Chiarabella nomina alla sovrintendenza del Regio William Graziosi, fresco convertito alla causa grillina, imponendolo al Consiglio d'indirizzo e premendo sulle fondazioni bancarie: "Io non vi ho mai chiesto niente - dice ( bugia , ma vabbé) - ma questo ve lo chiedo proprio".  Appena installatosi, Graziosi benefica non soltanto i nuovi collaboratori marchigiani, ma anche i fedelissimi interni. Però attenzione, non è vero che oggi al Regio sono tutti co ntro Graz...

CHI TIRA TARDI AL MERCATO DELLE NOMINE

Un'altra settimana è andata, il Museo Egizio è ancora senza il nuovo Cda, e a tirare troppo la corda si rischia il commissariamento. Come scrivevo la settimana scorsa , il Consiglio d'amministrazione uscente è scaduto lo scorso 15 settembre e quello nuovo non può insediarsi perché incompleto: quattro dei cinque soci (Mic, Comune e le due fondazioni) hanno già indicato i propri rappresentanti, ma la Regione no. Mentre il presidente Cirio fa lo splendido in Giappone magnificando le nostre «eccellenze culturali», a Torino la sua maggioranza – lo scontro è tutto interno al centrodestra - s'accapiglia al gran mercato delle poltrone, e non riesce «a trovare una quadra» - parole loro – per dare una governance all'eccellenza culturale del Museo Egizio. Fossero almeno capaci di spartirsi la torta con un minimo di buona creanza. E qui parliamo di incarichi senza compenso: non oso immaginare quando ci sono in ballo stipendi e prebende. Ma l'indegna gazzarra deve finire in fret...

IL VANGELO DI GIULIO

Sono andato alla presentazione torinese del nuovo film di Giulio Base, «Il Vangelo di Giuda», al cinema Massaua, multisala della periferia ovest comodissima da casa mia. Non essendo un cinefilo militante, ero attratto soprattutto da curiosità mondana – vediamo chi c'è e chi non c'è – e non sono rimasto deluso: all'insegna dello «stiamo tutti invitati» la sala era stracolma di soliti noti, con il Museo del Cinema presente in massa a partire dal direttore Chatrian e dal presidente Ghigo (che ha addirittura rinviato la vacanza pasquale in Riviera per non perdersi l'evento); ben rappresentata anche Film Commission, ma non mancavano i duri e puri tipo Piemonte Movie e vari cenacoli cinefili, il manipolo dei giornalisti, l'intellighenzia cittadina (da dov'ero seduto vedevo Patrizia Sandretto, Alessandro Bollo del Museo del Risorgimento, Alessandro Isaia di Fondazione Cultura), il potere economico (onnipresente Giampiero Leo di Fondazione Crt) e politico-amministrativ...