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Annalena Benini |
Ebbene sì, trascuro il blog. Non scrivo da una settimana, e che settimana! Lunedì scorso è addirittura piombata nelle redazioni, a metà pomeriggio, la notiziona che finalmente, dopo mesi di cazzeggi e cazziate, il Salone del Libro ha trovato una nuova direttrice nella garbata personcina di Annalena Benini, giornalista-scrittrice il cui miglior biglietto di visita è di essere cordialmente detestata da suo suocero Vittorio Feltri. Ciò me l'ha resa automaticamente simpatica (ecco il link).
Ad ogni modo: lunedì l'annuncio, e l'indomani la presentazione del Salone di quest'anno, l'ultimo diretto dal mitico Nic Lagioia. Intanto, però, avevo pure scovato una minchiatella on line (TripAdvisor che ignora l'esistenza di Torino tra le location di "Fast X", qui il link) che ovviamente, come tutte le minchiatelle on line, ha avuto un travolgente quanto immeritato successo sulle pagine web del Corriere. In compenso, ho anche intervistato la Purchia a proposito di quelle che io considero delle criticità, e ne è uscito un dialogo che trovo abbastanza interessante: potete leggerlo sul Corriere di oggi o a questo link.
Ecco, sono arrivato al punto: dacché sono rientrato in città dal romitaggio sardo, ho scritto a raffica per il Corriere, e francamente non sono andato in pensione per sbattermi più di quando stavo in redazione: posso quindi sentirmi giustificato se trascuro quello che considero un mio personale hobby (il blog) a favore di un impegno professionale. Succede persino che non trovi il tempo e la voglia di parlare di belle cose che vedo: negli ultimi giorni sono stato a Venaria per l'inaugurazione della mostra di Mario Lattes, e ne ho approfittato per dare anche un'occhiata ai begli arazzi "leonardeschi" esposti con vasto apparato iconografico: cose belle, appunto. Come bellissimo è l'allestimento del "Flauto Magico" in scena al Regio, un'esperienza unica, un godimento per gli occhi, un rodimento per i soloni puri e duri della tradizione.
Già, di tutto questo non ho scritto sul Corriere, e neppure sul blog. Anch'io ho una vita, piuttosto piacevole peraltro, e ogni tanto preferisco vivermela senza troppi sbattimenti. La voglia di lavorare prima o poi tornerà. Ma non c'è fretta.
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