Come ampiamente previsto, Giulio Biino (foto) è confermato alla presidenza del Circolo dei Lettori per un altro anno. La nomina è stata deliberata oggi dalla giunta regionale. Non si tratta di un prolungamento del precedente mandato triennale, bensì di un nuovo mandato escogitato per superare l'impasse creatasi con la mancata partecipazione di Biino (forse per un malinteso, o per banale dimenticanza) al primo avviso che prevedeva il consueto incarico triennale. Insomma, Cirio voleva confermare Biino alla presidenza, e a furia di provarci ce l'ha fatta. Giusto oggi ha firmato la nomina. Ora, la domanda sorge spontanea: convenuto - perché ne convengo - che Biino è stato un buon presidente, e che la sua esperienza notarile sarà preziosa nei prossimi step (la modifica dello Statuto e l'ingresso del ministero della Cultura, operazione quest'ultima a cui Cirio tiene molto e di cui Biino è il primo sostenitore), e che quindi non c'era motivo per non confermarlo, perché mai lorsignori non riescono a fare le cose senza tante manfrine e aumma aumma? Santiddio, la nomina del presidente del Circolo dei Lettori è a discrezione della Regione, il che significa che del tutto lecitamente Cirio può nominare chi meglio crede, foss'anche il suo cavallo, senza montare lo spettacolo filodrammaricodanzante di un "avviso pubblico" che non è nulla, non è un bando con regole e valenze giuridiche, è soltanto una gherminella, uno scarico di responsabilità non richiesto e non necessario, al quale ormai non crede più nessuno. Quindi per cortesia ce lo risparmino, almeno quando hanno già deciso. Risparmieremmo tempo e scocciature. Tanto, se fanno la scelta sbagliata, glielo faremo sapere il giorno delle elezioni.
Inverno. Freddo. Un uccellino intirizzito precipita a terra e sta morendo congelato quando una mucca gli scarica addosso una caccona enorme e caldissima; l'uccellino, rianimato dal calore, tutto felice comincia a cinguettare; passa una volpe, sente il cinguettìo, estrae l'uccellino dalla cacca e se lo mangia. (La morale della favola è alla fine del post) C'era una volta al Regio Ora vi narrerò la favola del Regio che dimostra quanta verità sia contenuta in questo elegante aforisma. Un anno fa Chiarabella nomina alla sovrintendenza del Regio William Graziosi, fresco convertito alla causa grillina, imponendolo al Consiglio d'indirizzo e premendo sulle fondazioni bancarie: "Io non vi ho mai chiesto niente - dice ( bugia , ma vabbé) - ma questo ve lo chiedo proprio". Appena installatosi, Graziosi benefica non soltanto i nuovi collaboratori marchigiani, ma anche i fedelissimi interni. Però attenzione, non è vero che oggi al Regio sono tutti co ntro Graz...

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