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NESPOLO SENZA FILTRI

«... Io amo questa città che mi ha dato tanto: ma secondo me oggi Torino ha un problema serio. È convinta di essere il caput mundi della cultura, dell'arte in particolare. Perché? Perché ci sono stati alcuni fenomeni, in primis l'Arte povera, esaltati come se fossero il cardine della cultura mondiale. La cosa non è vera. A Torino oggi l'arte ha soltanto certe isole di protezione, di piccoli interessi... E tutti convinti che facendosi i fatti loro hanno portato a Torino una cultura pazzesca, Torino capitale mondiale di che cosa non si sa. Certo, Torino ha avuto un ruolo importante negli anni Cinquanta e Sessanta. Ma oggi...».
Oggi Torino si proclama capitale dell'arte contemporanea, abbiamo un sacco di musei e fondazioni di arte contemporanea, però visitatori pochi.
«E poi dicono che la gente non è preparata. Ma non siete lì apposta per preparare la gente? Fate conferenze, fate cose interessanti, che la gente venga e parli. Non siate dei clan chiusi. Il 90% degli artisti che conosco, se gli dici ti regalo un libro, ti dicono no, grazie, ne ho già uno. Non leggono, non sanno niente, parlano a vanvera, annoiano. Io, piuttosto che passare una sera con un artista, la passo col mio portinaio, che è una persona squisita, intelligente e colto, anche se non è andato a scuola. Non ha la protervia degli artisti, sacerdoti che celebrano dei riti che conoscono solo loro...».

Ne ha per tutti, Ugo Nespolo, nell'intervista di oggi sul Corriere: dall'Arte povera "roba per salotti" ad Andy Warhol "noioso", l'ottantaquattrenne artista torinese, più attivo e progettuale che mai, aveva voglia di togliersi qualche sassolino (beh, pure un po' più che un sassolino...) dalla scarpa. Così la nostra conversazione è subito diventata piuttosto interessante - detesto anch'io le intervista noiose... - e mi sono divertito a scriverla. Spero che voi vi divertiate a leggerla: questo è il link.

Commenti

  1. Complimenti! Ce ne fossero di Nespoli, di sassolini e di interviste così...

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  2. Sono pienamente d'accordo con Nespolo. Troppi "giardini privati da curare", musei doppione e soprattutto nessun gallerista degno di fama che sappia e possa fare promozione. E dal lato degli intellettuali e dei critici c'è il deserto.
    Infine la tanto sbandierata Artissima è in pratica un circolo chiuso che dicono "crei valore", ma a chi, ai soliti noti?
    Perchè le fondazioni bancarie comprano opere di arte contemporanea per la GAM solo durante Artissima? Tanto finiscono tutte nel deposito....Non sarebbe meglio comprare ad un asta un' opera importante di qualche artista che a Torino manca? Avremmo anche un motivo in più per attrarre turisti.

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