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DOPO ALFIERI, QUALCOSA SI MUOVE PER BALMAS

Incredible but true: la pressante sollecitazione a intitolare a Giorgio Balmas un luogo pubblico (via, giardino, parco o quel che vogliono) ha trovato una sponda in Consiglio comunale: ieri il consigliere Silvio Viale ha presentato ben tre documenti (due proposte alla Commissione Toponomastica e una proposta di mozione del Consiglio) nei quali chiede di intitolare a Balmas la nuova Biblioteca Civica Centrale o, in alternativa, il Parco Sempione (che fu tra le prime sedi scelte da Balmas per i Punti Verdi).

Nell'attesa di graditi e si spera solleciti risconti, pubblico qui sotto il mo terzo toc-toc uscito ieri sul Corriere e non disponibile on line:

Quando si dice la combinazione. Venerdì 11 ci sarà la cerimonia di intitolazione di una piazzetta dietro la scuola «Tommaseo» di piazza Cavour a Fiorenzo Alfieri, che proprio quel giorno avrebbe compiuto 83 anni. Doveroso riconoscimento: Alfieri, prematuramente stroncato sei anni fa dal Covid, ha dato tantissimo a Torino, nei lunghi anni del suo servizio come assessore alla Cultura, e non solo. Per citare la presidente del Consiglio comunale (e della Commissione toponomastica) Maria Grazia Grippo, Alfieri «è stato una persona che come poche altre ha lasciato una traccia profonda nella storia amministrativa della nostra città soprattutto nel campo delle politiche culturali, della scuola e della gioventù».

Sacrosanto. Per cui la domanda mi sorge spontanea, in questi giorni di MiTo Settembre Musica nei quali mi ostino a non capacitarmi della «dimenticanza» tutta torinese nei confronti di Giorgio Balmas: le stesse identiche parole spese dalla presidente Grippo per Alfieri non si adattano forse anche a Balmas? Le biblioteche di quartiere, i Punti Verdi, Settembre Musica e le tante altre intuizioni di Balmas non hanno lasciato una traccia altrettanto profonda?

E dire che Balmas ci manca da vent'anni, mentre per Fiorenzo Alfieri si è dovuti ricorrere alla deroga prefettizia, prevista dal civico regolamento della toponomastica, per intitolare vie, piazze, giardini o edifici pubblici a persone decedute da meno di un decennio, qualora abbiano «particolari meriti verso la nazione». Una versione laica del «santo subito», insomma.

Sia chiaro: non è una gara, non è un derby Alfieri-Balmas. E neppure una lotteria fra sommersi e salvati. Meritano entrambi la riconoscenza della città, ed entrambi è giusto onorarli. Così l'altro giorno ho arpionato Lo Russo all'uscita dall'incontro di MiTo intitolato, manco a dirlo, «Ricordare Giorgio Balmas», e gli ho domandato se, appunto per ricordarlo, non sia il caso di intitolare qualcosa anche a Balmas. Lo Russo mi ha risposto che, personalmente, sarebbe favorevolissimo, ma «non dipende dal sindaco: chi decide è la Commissione toponomastica su proposta del presidente del Consiglio comunale, o di consigliere, o di un assessore, oppure di un Consiglio di Circoscrizione, di un'associazione, o di una petizione dei cittadini». Ok, conosco la procedura, e so che ad oggi non è mai arrivata nessuna proposta per Balmas, a riprova della sabauda smemoratezza. Però so pure che, secondo il regolamento, anche il sindaco potrebbe proporre... 

Peccato che a Lo Russo non sia andata giù la storia dei Subsonica «ambasciatori di Torino», una sua idea che l'opposizione di destra bocciò seccamente suscitando un surreale pandemonio, manco si trattasse di beatificare dei pericolosi sovversivi. «Adesso – mi dice - sono cauto anche nell'avanzare proposte: è giusto che le forze politiche valutino tra di loro. Il nostro regolamento prevede per l'approvazione delle intitolazioni la maggioranza dei tre quarti del Consiglio, e non voglio che qualcosa venga letto in chiave politica. Quindi è giusto che siano Grippo e i consiglieri comunali a decidere in maniera autonoma». Detta come la capisco io: Balmas era un impenitente comunista, metti mai che sotto elezioni qualcuno pianti un canaio sui rigurgiti dello stalinismo.

Vabbé, prendo atto. Ma, persa per persa, la butto lì: «E intitolargli la nuova Biblioteca Centrale?». Scusate se m'allargo, ma a me «Biblioteca Balmas» suona comunque meglio di «Vale», che fa tanto deodorante. La risposta del sindaco è criptica, e la riporto testuale: «La Biblioteca, lo presenteremo, è un altro... è un altro tipo di evoluzione...». E boh...

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