Passa ai contenuti principali

CURTO VA ALLA VENARIA

Ricevo e volentieri pubblico:

Il presidente della Regione Piemonte ha ricevuto oggi dal Ministro alla Cultura l'esito della manifestazione d'interesse per l'individuazione del nuovo direttore del Consorzio delle Residenze Reali Sabaude, che ha indicato il professor Guido Curto come candidato più idoneo a ricoprire tale ruolo.
Come sottolineano il Presidente e l'Assessora alla cultura della Regione Piemonte, l'amministrazione regionale è lieta di accogliere la proposta del Ministro, in virtù della grande esperienza e delle competenze maturate dal professor Curto nel corso della sua carriera, in particolare presso importanti istituzioni culturali del territorio. Il Presidente e l'Assessora regionale alla Cultura esprimono dunque soddisfazione per il risultato della selezione operata dal Ministro ed esprimono un sincero ringraziamento a Mario Turetta per l'importante lavoro di rilancio e valorizzazione della Reggia di Venaria, nonchè di avvio del Consorzio delle Residenze Reali Sabaude, svolto negli anni del suo mandato come direttore dell'ente.
La nomina del nuovo direttore dovrà essere ufficializzata dall'Assemblea dei Consorziati.

Guido Curto, attualmente direttore di Palazzo Madama, è stato membro del Consiglio di Amministrazione del Museo Egizio di Torino e del Centro per la Conservazione e il Restauro di Venaria Reale, nonché direttore dell'Accademia Albertina di Belle Arti di Torino e della Pinacoteca Albertina dal 2005 al 2011.cev

Commenti

Post popolari in questo blog

L'UCCELLINO, LA MUCCA E LA VOLPE: UNA FAVOLA DAL FRONTE DEL REGIO

Inverno. Freddo. Un uccellino intirizzito precipita a terra e sta morendo congelato quando una mucca gli scarica addosso una caccona enorme e caldissima; l'uccellino, rianimato dal calore, tutto felice comincia a cinguettare; passa una volpe, sente il cinguettìo, estrae l'uccellino dalla cacca e se lo mangia. (La morale della favola è alla fine del post) C'era una volta al Regio Ora vi narrerò la favola del Regio che dimostra quanta verità sia contenuta in questo elegante aforisma. Un anno fa Chiarabella nomina alla sovrintendenza del Regio William Graziosi, fresco convertito alla causa grillina, imponendolo al Consiglio d'indirizzo e premendo sulle fondazioni bancarie: "Io non vi ho mai chiesto niente - dice ( bugia , ma vabbé) - ma questo ve lo chiedo proprio".  Appena installatosi, Graziosi benefica non soltanto i nuovi collaboratori marchigiani, ma anche i fedelissimi interni. Però attenzione, non è vero che oggi al Regio sono tutti co ntro Graz...

CULICCHIA DIRETTORE DEL CIRCOLO

Uscito sul Corriere e non disponibile on line. È andata come era previsto, e logico: Giuseppe Culicchia è il nuovo direttore del Circolo dei Lettori. Nomina scontata, se solo si considera il curriculum: scrittore affermato in Italia e pubblicato anche all'estero; solidi legami sia con la scena culturale cittadina, sia con l'editoria nazionale; esperienza nel mondo dei giornali; una lunga collaborazione con il Salone del Libro; apprezzato anche al Circolo, dove dirige un festival letterario, «Radici», di ottima qualità. Insomma, il perfetto kit del candidato naturale alla successione di Elena Loewenthal, anche a prescindere dall'endorsement – alquanto sfacciato – del fratello d'Italia Maurizio Marrone; endorsement che a Culicchia ha fatto più male che bene, facendone involontario oggetto di scontri di potere e appiccicandogli addosso un'etichetta «politica» che dubito gli appartenga e comunque non s'è avvertita nelle sue scelte alla direzione di «Radici», onestam...

IL CINEMA CHE PIACE A MOLLICONE

Già al Regio, venerdì sera, l'occupazione delle poltrone d'onore raccontava i nuovi equilibrii: accanto a un rabbuiato Lo Russo sedevano ( nella foto da sinistra - beh, si fa per dire... - a destra ) Alberto Cirio, quindi il direttore del Tff Giulio Base (poltrona raramente occupata, lui stava sempre sul palco), più a destra ancora il fratello d'Italia Federico Mollicone, presidente della Commissione cultura della Camera, e infine Sergio Castellitto in quota amicale. Specchio del paese, la maggioranza cinematografica si accomoda al Torino Film Festival lanciando accorati appelli per salvare l'industria del cinema (Castellitto) e subito dopo impegnandosi a salvarla «ma con cognizione» (Mollicone). Intanto a Roma covano tagli al Fondo per il cinema mentre a Torino la giunta Cirio proclama la granitica volontà di «trasformare il Piemonte in uno dei principali poli cinematografi d'Europa». Nientemeno. Si mettessero d'accordo con se stessi: 'sto cinema lo voglion...