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CULICCHIA: VENT'ANNI DOPO, SIAMO SEMPRE GIU' PER TERRA

Culicchia al bar, durante la chiacchierata con Gabo. Qui in realtà sta parlando con uno che deve portargli i mobili a casa
Domani esce da Mondadori, nella collana Strade Blu, "Tutti giù per terra remix" di Giuseppe Culicchia. Lo scrittore, a vent'anni dalla prima pubblicazione del suo fortunatissimo romanzo d'esordio, lo ha completamente riscritto, ambientandolo nella Torino di oggi. Qualche giorno fa ho incontrato Culicchia, un vecchio e caro amico: ce la siamo raccontata un po' e ne è venuto fuori un articolo, che mi è piaciuto scrivere (cosa rara) e che è finito su La Stampa del 26 marzo. Pubblico qui l'inizio del pezzo.


Quasi come Dumas. Vent’anni dopo ci ritroviamo, Giuseppe Culicchia ed io, in un altro bel giorno d’incerta primavera, quasi la stessa faccia, e una vita in mezzo. Lui arriva, come la prima volta, in bicicletta. Io con l’auto, come sempre mal parcheggiata. E’ cambiato soltanto il bar, perché nel frattempo è cambiata Torino. Non più alla Crocetta, bensì in piazza Quattro Marzo, in quel Quadrilatero romano che allora non era né chic né trendy. Non era, e tanto fa.
Uguale invece il motivo dell’incontro. Un libro. Sempre lo stesso. Eppure diverso. Come noi. Come la vita. Il libro è “Tutti giù per terra”. Il romanzo seminale di una generazione, che sottrasse Giuseppe Culicchia a un destino da commesso di libreria.
La prima volta che ci incontrammo il libro era uscito da poco. Era andato benissimo, e presto sarebbe diventato un film che segnò la fortuna del regista Davide Ferrario.
Vent’anni dopo, il prossimo primo aprile, Mondadori pubblica “Tutti giù per terra remixed”. Non è una ristampa celebrativa. E’ – come noi, in questo giorno d’incerta primavera – un’altra cosa, uguale ma diversa. Culicchia lo ha riscritto. Ambientandolo al giorno d’oggi. Il protagonista è sempre Walter: giovane, emarginato, spaventato dalla vita adulta. Anche lui infinitamente diverso da quello del 1994. Eppure uguale. E’ il girotondo della vita. Ci ritroviamo, alla fine, tutti giù per terra. Sempre.
Quando ci incontrammo la prima volta Culicchia era appena diventato un “giovane scrittore”. Se l’è portata dietro a lungo, quell’etichetta. Giuseppe Culicchia, il giovane scrittore. Poi, come dio e anagrafe vogliono, è finita.
E adesso che cosa sei?, gli domando mentre ordiniamo.
“Sono finalmente un vecchio scrittore”.
“Un vecchio scrittore in crisi che non ha più storie da raccontare e riscrive quelle che raccontava da giovane?”, gli butto lì con l’aria saputa.
Lui mi guarda con un mezzo sorriso, e mi risponde serio. Sono vent’anni che risponde serio alle mie battute idiote. Unico indizio che stiamo giocando è quel mezzo sorriso. “Non penso di aver finito le storie. Ho già scritto il mio prossimo romanzo”.
"Quello che pubblicherai dopo 'Tutti giù per terra remixed'?”.
“Quello”.
 

 Il resto, se vi interessa, dovete andarvelo a leggere sulla stampa.it. Ok, lo so che adesso è a pagamento, ma non posso darvelo qui gratis: in fondo loro mi hanno pagato, per pubblicarlo, quindi agirei da cialtrone oltre che da cretino, autopiratandomi; e in ultima analisi, se non volete pagare per leggere gli articoli dei giornali, poi non lamentatevi se l'informazione muore. Ad ogni modo, oltre all'incipit, GaboSuTorino vi dà un'informazione nuova, appena arrivata: per il mese di maggio Culicchia sta pure preparando una versione teatrale di "Tutti giù per terra remixed", che avrà come protagoniste Federica Maffucci e Federica Buzzi. Sono già previste messe in scena a Torino, Viterbo, Vasto, Pienza e in Sardegna.

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