Passa ai contenuti principali

LA SERA ANDAVAMO DAI PRERAFFAELLITI

Ricevo e volentieri pubblico:

Da domani, 30 maggio, la mostra “Preraffaelliti. L’utopia della bellezza” a Palazzo Chiablese diverrà, tutti i venerdì sera estivi, il palcoscenico per scoprire e apprezzare l’opera, la vita e la passioni che hanno guidato la Confraternita dei Preraffaelliti.
Un programma di visite guidate e itinerari a tema, ideato da Federagit – Confesercenti Piemonte, è stato sviluppato per permettere al visitatore di immergersi nell’atmosfera che ha portato Everett Millais, Dante Gabriel Rossetti, William Holman Hunt, Ford Madox Brown, William Bell Scott e gli altri a divenire il simbolo di un’epoca ricca di contraddizioni e di cambiamenti.

Prenotazione obbligatoria: 011 0881178
Costo: 5€ a persona oltre il costo del biglietto

PROGRAMMA
Venerdì 30 maggio, ore 20.30 e Venerdì 11 luglio, ore 20.30
L’amore al tempo dei Preraffaelliti
Un percorso alla scoperta degli intrecci amorosi che hanno visto coinvolti tutti i personaggi legati alla confraternita dei Preraffaelliti: da Dante Gabriel Rossetti e Lizzie Siddal a William Morris e Jane Burden. Pettegolezzi, amori, amanti e dissolutezza contrapposti al “conservatorismo” dell’Inghilterra vittoriana.

Venerdì 6 giugno, ore 20.30
Tessuti, drappi, vesti e ninnoli: semplice contesto o protagonisti del dipinto?
La moda vittoriana, le nuove tendenze e la corrente dell’Arts & Crafts hanno fortemente influenzato la tecnica pittorica della Confraternita, che utilizzava colori puri e bianchi traslucidi per enfatizzare i particolari e i contesti delle figure. Vesti, tendaggi, collane e oggetti diventano importanti per comprendere ogni singolo dettaglio della scena rappresentata.

Venerdì 13 giugno, ore 20.30
I dipinti dei Preraffaelliti visti attraverso i versi dei poeti che li hanno ispirati
La nascita della Confraternita dei Preraffaelliti s’inserisce in un contesto storico bisognoso di valori sociali ed etici. Così, i tre giovani pittori fondatori, Dante Gabriel Rossetti, William Holman Hunt e John Everett Millais, e i loro seguaci provano a rappresentare il mondo interpretando la letteratura inglese a sfondo medievale. Una scelta di opere, accompagnate dalla lettura dei romanzi cavallereschi e shakespeariani, saranno oggetto di un approfondimento.

Venerdì 20 giugno, ore 20.30
La musica e gli strumenti musicali: ritorno al Medioevo e alle dolci ballate
La Confraternita dei Preraffaelliti ha la caratteristica di rappresentare l’arte nel suo insieme: spesso nelle opere sono presenti strumenti musicali di vario genere, evocativi di un tempo passato in cui la musica era depositaria di significati mistici e sensuali.

Venerdì 27 giugno, ore 20.30
Simboli magici e alchemici al tempo dei Preraffaelliti
Un affascinante e misterioso viaggio che ci porterà alla scoperta dei simboli e delle leggende nascoste all’interno delle opere della Confraternita dei Preraffaelliti. Nel loro modo di raccontare storie si nascondono sempre particolari evocativi e significati nascosti a metà strada tra esoterismo, religione e vita moderna.

Venerdì 4 luglio, ore 20.30
Le donne, muse ed adepte della Confraternita dei Preraffaelliti
Al centro di ogni opera preraffaellita si scorge una figura femminile, carica di un messaggio psicologico, sociale ed evangelico. Queste donne, legate in maniera indissolubile ai pittori preraffaelliti, anche dopo la loro morte, diventano icone dell’estetismo di un’epoca lontana. Svelata la loro forza emotiva, capace di influenzare gli artisti della Confraternita, si comprenderanno meglio le eroine ritratte, protagoniste di grandi capolavori.



Commenti

Post popolari in questo blog

L'UCCELLINO, LA MUCCA E LA VOLPE: UNA FAVOLA DAL FRONTE DEL REGIO

Inverno. Freddo. Un uccellino intirizzito precipita a terra e sta morendo congelato quando una mucca gli scarica addosso una caccona enorme e caldissima; l'uccellino, rianimato dal calore, tutto felice comincia a cinguettare; passa una volpe, sente il cinguettìo, estrae l'uccellino dalla cacca e se lo mangia. (La morale della favola è alla fine del post) C'era una volta al Regio Ora vi narrerò la favola del Regio che dimostra quanta verità sia contenuta in questo elegante aforisma. Un anno fa Chiarabella nomina alla sovrintendenza del Regio William Graziosi, fresco convertito alla causa grillina, imponendolo al Consiglio d'indirizzo e premendo sulle fondazioni bancarie: "Io non vi ho mai chiesto niente - dice ( bugia , ma vabbé) - ma questo ve lo chiedo proprio".  Appena installatosi, Graziosi benefica non soltanto i nuovi collaboratori marchigiani, ma anche i fedelissimi interni. Però attenzione, non è vero che oggi al Regio sono tutti co ntro Graz...

IL VANGELO DI GIULIO

Sono andato alla presentazione torinese del nuovo film di Giulio Base, «Il Vangelo di Giuda», al cinema Massaua, multisala della periferia ovest comodissima da casa mia. Non essendo un cinefilo militante, ero attratto soprattutto da curiosità mondana – vediamo chi c'è e chi non c'è – e non sono rimasto deluso: all'insegna dello «stiamo tutti invitati» la sala era stracolma di soliti noti, con il Museo del Cinema presente in massa a partire dal direttore Chatrian e dal presidente Ghigo (che ha addirittura rinviato la vacanza pasquale in Riviera per non perdersi l'evento); ben rappresentata anche Film Commission, ma non mancavano i duri e puri tipo Piemonte Movie e vari cenacoli cinefili, il manipolo dei giornalisti, l'intellighenzia cittadina (da dov'ero seduto vedevo Patrizia Sandretto, Alessandro Bollo del Museo del Risorgimento, Alessandro Isaia di Fondazione Cultura), il potere economico (onnipresente Giampiero Leo di Fondazione Crt) e politico-amministrativ...

IL FRUTTO TOSSICO DELLA SCIATTERIA POLITICANTE

Il saluto finale di Paolo Lucà, ieri pomeriggio per l'ultima volta sul palco del Folk Club, ha confermato quanto scrivevo sul Corriere. Come tante altre volte, quest'ennesimo vulnus al nostro sistema culturale è il frutto tossico di un sistema dei bandi ottuso e deleterio, e più in generale della noncuranza, della sciatteria politicante, della stolida supponenza di chi pretende di amministrarci senza possedere gli strumenti adeguati - o quantomeno un minimo di banale buon senso. Dunque non ho altro da aggiungere. Riporto qui l'articolo uscito ieri sul Corriere, non disponibile on line. Eccallà: loro combinano i casini, e ci rimettiamo noi. Non è necessario possedere l'intuito di Poirot per immaginare quale sia stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso e ha indotto Paolo Lucà a dire basta. Ho motivo di supporre che il Folk Club, come decine di altre realtà culturali, sia vittima dell'incommensurabile sòla della Regione: parlo delle associazioni che hanno partec...