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LA PROTERVIA DEGLI INSIPIENTI. PARTE UNO: SFANCULIAMO QUELLI DEI PUPAZZETTI

Foto ricordo al Circolo per Tom Mc Grath ("Madagascar") e Glen Keane ("La Sirenetta", "Aladdin"). Gutierrez sta defilata
Giuro, avevo deciso di non scrivere niente. Un po' perché rischio di passare per monomaniaco. E molto perché non voglio dargli l'impressione di avercela con loro a priori. Non ce l'ho con loro a priori. Ma ne facessero una giusta, o almeno fossero umili.
Però non volevo scrivere, stamattina. Mi sono messo a cucinare il ragù, dicendomi lascia stare Gabo, non ne vale la pena. Che te ne frega?
Però adesso il ragù è sul fuoco, e deve cuocere pian piano per almeno un paio d'ore. Così io mi ritrovo con del tempo libero, e uno sfondone di rabbia che non accenna a placarsi.
Perché insomma, ieri sera mi invitano alla "cena di gala" di View. Non che View si possa concedere grandi lussi (di certo non con i quattro soldi che gli passano Comune e Regione), però la direttrice Maria Helena Gutierrez è una signora perbene, e qualcosa per omaggiare gli ospiti internazionali doveva pur combinarla, adesso che la manifestazione sta per finire (View Fest si tiene al cinema Massimo fino a domani, domenica 19). Così ha invitato i protagonisti di View e qualche amico a cena al ristorante del Circolo dei Lettori. Io arrivo, e la situazione è la seguente.
Gli ospiti internazionali ci sono tutti. E che ospiti. Se negli ultimi dieci anni avete visto un film d'animazione, o avete giocato con un videogame, probabilmente l'avete fatto grazie a uno dei signori o delle signore che ho visto ieri sera al ristorante del Circolo. Io vi dico solo che al tavolo accanto al mio c'era il signore che ha costruito l'immaginario dei nostri figli, disegnando personaggi come la Sirenetta, Aladin, Pocahontas... Poi mi indicano un tizio e mi dicono che ha fatto gli effetti di Sin City, e per poco lo bacio. Ma che ve lo sto a raccontare? Ho già spiegato che cosa sono View Conference e View Fest; quali personaggi portano a Torino, che cosa valgono in termini di caratura artistica, visibilità internazionale e fatturato. Vi sto parlando di un business miliardario a livello mondiale, che per una settimana si dà appuntamento a Torino.
E sapete che c'è? In tutta la sala non avvisto uno straccio - dico uno! - di rappresentante delle istituzioni. Non pretendo il sindaco, troppo occupato a fare lo splendido con i ministri del lavoro europei, convinto da buon veterocomunista che il lavoro, oggi, sia ancora la fabbrica (come ben potrà constatare chiunque abbia la ventura di trovare una fabbrica); e dunque questi quattro scemi che disegnano pupazzetti non meriano la sua augusta visita pastorale. Almeno fossero birmani...
Non dico, per l'appunto, Fassino. O men che meno il Chiampa, che in quanto a cinema d'animazione è fermo a Biancaneve e i Sette Nani. Ma almeno un assessore a caso, fra i tanti che sgomitano per pavoneggiarsi alla sagra della patata arrosto - o magari il banfone che blatera di Torino Smart City; o alla mala parata un funzionario, puranco uno di quei giovani e inutili rampanti che manteniamo di tasca nostra per pontificare su ciò che non sanno - e cioé l'intero scibile umano.
Insomma. Neppure uno fra coloro che, direttamente o indirettamente (e comunque inadeguatamente) "governano" questa sventurata città, ha avuto se non altro un sussulto di curiosità per andare a capire che minchia fosse 'sto View - che non è il paese in Val di Lanzo.
No. Sanno già tutto loro. Non devono imparare nulla.
Io non ci potevo credere. Ho domandato alla Gutierrez se si fosse ricordata di invitare le cosidette - molto cosidette - "autorità". Lei, un po' imbarazzata, mi ha risposto che sì, aveva invitato tutti quelli che in questi casi è doveroso invitare.
NON NE E' VENUTO UNO.
Una città che muore, governata da una classe politica i cui orizzonti culturali sono fermi ai favolosi Anni Sessanta, si permette di snobbare i protagonisti dell'animazione digitale, il più importante business planetario nel settore dell'entertainment.
No. Non ci salviamo.
Neanche con l'Armata Barracciu.

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