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ASPRONI: L'ACCORDO MAO-LUGANO COSTA 66 MILA EURO ALL'ANNO. MA LI RECUPERIAMO


La vicenda dell'accordo di collaborazione tra il Mao e il Museo delle culture di Lugano a Torino non emoziona più di tanto, mentre viene seguita con vibrante attenzione dai giornalisti di Lugano. Costoro, dopo che da Torino erano trapelate voci su una disdetta dell'accordo, hanno interpellato la presidente della Fondazione Torino Musei, Patrizia Asproni, per avere una parola definitiva. Asproni ha dichiarato al sito Ticinonews: “A oggi tra la nostra fondazione e il museo luganese non sono intervenute modifiche contrattuali rispetto a quanto pattuito. La fase successiva dell'accordo prevede la condivisione di un crono programma delle attività espositive temporanee per il periodo 2015-2017. Le modalità della collaborazione devono tuttavia ancora essere definite e dovranno tener conto della situazione contingente e della prossima nomina della nuova direzione del Mao".

Il comunicato: "Conclusa la prima fase, l'accordo continua"

Ieri è anche uscito un comunicato congiunto di Museo delle culture e Mao: "Nell’ambito dell’accordo di programma siglato sei mesi fa con la Città di Lugano, si è conclusa la prima fase di lavoro che ha portato alla consegna alla Fondazione Torino Musei (Ftm) del documento che servirà come punto di riferimento per il riassetto del Museo d’Arte Orientale di Torino (Mao), sulla base del modello di gestione sperimentato a partire dal 2006 dal Museo delle Culture di Lugano (Mcl). Il documento, intitolato 'Stato dell’arte e interventi di riassetto del Museo d’Arte Orientale di Torino', è uno strumento innovativo, non solo per la sua organicità, ma anche perché ha coinvolto metodicamente, e dal basso, l’intero staff tecnico e scientifico del Mao, che ha prodotto un’ampia riflessione sulle attuali condizioni del museo, servita poi come piattaforma condivisa di lavoro. La riflessione condotta sulla base di tale documento, e le approfondite analisi gestionali che esso contiene, ha portato la Ftm ad accelerare il processo per la nomina di un nuovo nuovo direttore del Mao, cui potranno in futuro essere assegnati precisi obiettivi qualitativi e quantitativi. Altrettanto rilevante è stato l’avvio della programmazione congiunta fra Mao e Mcl. L’esposizione 'Le Donne del Mare' di Fosco Maraini (prodotta da Mcl nel 2005), che si è tenuta nel periodo 21 giugno - 28 settembre ha avuto oltre 20.000 visitatori. Rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, vi è stato un incremento di oltre 16.000 visitatori, per un maggiore incasso di oltre 80.000 euro, senza contare i maggiori ricavi del bookshop e delle attività didattiche, per cui alla fine i ricavi sorpassano gli 85.000 euro. I costi dell’esposizione per il Mao sono stati inferiori a 13.000 euro, compreso il ciclo di nove eventi collaterali e la comunicazione, segnando alla fine un utile di gestione di oltre 67.000 euro; con un ritorno dell’investimento nella misura di 6 a 1. A ciò si aggiunga un ottimo ritorno stampa e, soprattutto, la sperimentazione di una condivisione di lavoro che ha visto congiuntamente come protagonisti gli staff del Mcl e del Mao".

Asproni: "Il costo totale è 66 mila euro all'anno. Ci conviene"

Questi i documenti ufficiali. L'accordo prevede che "il Museo delle culture metta a disposizione del Mao il suo Sistema delle attività come modello per l’elaborazione di un analogo Sistema delle attività del Mao e con l’obiettivo dichiarato di avviare per quest'ultimo il processo di certificazione di qualità ISO 9001:2008. L’accordo di programma prevede anche la definizione di una programmazione integrata delle attività espositive tra i due Musei dal 2014 al 2017". In cambio, Torino verserà a Lugano - il dato mi è stato fornito oggi dalla presidente di Torino Musei Patrizia Asproni - 66 mila euro all'anno per tre anni. La Asproni smentisce la cifra di 360 mila franchi svizzeri (pari a 297 mila euro) in quattro anni che circola in rete: guardate qui, ad esempio, che cosa scrivono gli svizzeri giubilanti. La Asproni ha anche sottolineato che i 66 mila euro sono "comprensivi di tutto" e che in pratica quest'anno sono già stati recuperati con l'utile della mostra di Maraini.
Il direttore del Museo delle culture, Francesco Paolo Campione, è il responsabile generale del progetto. A Lugano, lui e il suo museo sono al centro un aspro dibattito culturale ma anche politico del quale, onestamente, non so molto (faccio già fatica a seguire quelli di casa nostra...).

Il bando per il nuovo direttore

Ho anche chiesto a Patrizia Asproni a che punto sono con la scelta del nuovo direttore del Mao. Mi ha risposto che "entro ottobre ci sarà il bando, per la precisione un call internazionale con requisiti di alto livello". 
Sostiene Cassiani
Nel pomeriggio di oggi il presidente della Commisione cultura del Comune, Luca Cassiani, mi ha inviato la seguente dichiarazione: "A noi in commissione e' stato detto il contrario! Sia dalla Asproni (registrazione a verbale) che dalla direttrice Pagella (conferma). A tale commissione hanno preso parte consiglieri e giornalisti, tra i quali Beppe Minello che ha sentito come ho sentito io. Il risparmio in 2 anni sarebbe stato di 120.000 euro e che il lavoro del Museo di Lugano, ovvero del consulente Campione, era terminato. Misteri della comunicazione verbale...". Sta di fatto, ad ogni modo, che il patto Con gli svizzerotti non convince proprio tutti tutti, in Consiglio comunale. La più incarognita pare la cinquestelle Chiara Appendino, decisa a fare le pulci anche alle virgole dell'operazione. 

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