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LA CHIUSURA DEL SALONE: APPUNTI IN PRESA DIRETTA

Conferenza finale: da sx, Passoni, Parigi, Milella, Ferrero, Culicchia, Faure
Si è appena conclusa la conferenza stampa del Salone del Libro. Mentre di là smontano "Il terzo Paradiso" di Pistoletto a favore di Tgr, vi trascrivo i miei appunti nudi e crudi, come prima info. Poi ci torniamo su con calma. Unica variante, le cifre delle presenze, che Milella da autentica maga del thriller ha fatto sospirare che nemmeno il "the winner is..." degli Oscar.
Dunque: sul pubblico, l'unico dato che al momento viene comunicato da Giovanna Milella sono i biglietti venduti, Milella presenta i tabulati Siae e annuncia 126.179 biglietti venduti quest'anno, contro i 122.638 del 2015. Con un incremento dunque del 3,1%. I 122 mila del 2015 erano stati dichiarati da Milella nell'ottobre scorso.
Ed ecco gli appunti nudi e crudi. Sul sito del Salone c'è la videoregistrazione integrale della conferenza.

Milella: Ce l'abbiamo fatta. A fare il Salone all'altezza della sua storia e delle aspettative. Mai avuto dubbi sul nostro lavoro. Gli editori sono stati premiati: hanno avuto più pubblico e più libri venduti. 
Per la prima volta c'è stato anche un grande pubblico lontano, su internet, via streaming e siti dei grandi giornali.
Adesso avvieremo il Salone del futuro. 
Annuncia che l'anno prossimo le regione ospite potrebbero essere Toscana o Friuli. 
Saluta Accornero, non cita Picchioni. 

Ferrero (salutato con vera e lunghissima ovazione): Da anni spiego che i numeri da soli non significano nulla.  I casi sono due. O ho davanti una scolaresca di zucconi, il che è anche probabile, o non riesco a spiegarmi. I numeri non significano nulla senza la soddisfazione degli editori, perché se non sono soddisfatti non tornano più. 
La forza del Salone sta nel tessuto connettivo, e sarebbe bello se qualcuno volesse andare a investigarlo: ma capisco di chiedere troppo. 
Questa necessità assoluta del cambiamento per il cambiamento stento a capirla. Gli editori sono preoccupati, perché questa formula gli va benissimo. Dico a chi verrà di studiare bene il dossier e non decidere in un'ora come è stato fatto.

Culicchia: Dati di vendita positivi per moltissimi editori, uno solo in ribasso, due stabili. 
Nel 1988 lavorai al primo Salone. Anche allora nessuno ci credeva. Fu un successo. Alla fine qualcuno disse l'anno prossimo sarà a Milano. 
Altrove ci invidiano. 

Parigi: Grazie a Milella per una scelta di trasparenza che è segno di coraggio. 
Sottolineo la sintonia delle istituzioni pubbliche per arrivare a fare questa edizione. Questa comunione di intenti non è normale in altre regioni. 
Sul futuro vi dico che il Salone è e sarà sempre a Torino. È la punta di diamante di un'eccellenza, di un ecosistema culturale unico nell'ambito del libro. 
Prima di parlare di futuro ricordiamo che ci sono elezioni cittadine.  Aspetteremo per correttezza istituzionale il nuovo sindaco. 
Circa il nuovo direttore, credo che prima debbano venire le idee, poi i nomi. 
Non si potrà comunque  rinunciare all'esperienza e ai consigli di Ferrero. 

Passoni (che rappresentava Fassino): Milella è stata e sarà grande risorsa per la città. 

That's all folks. Adesso mi riposo un po', ceno e poi, magari, se ho voglia e in tv non c'è niente di interessante, dico anche come la vedo io.

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