Passa ai contenuti principali

I BIGLIETTI DEL SALONE: IL DATO DEFINITIVO

Arrivano i dati definitivi dei biglietti del Salone del Libro "staccati", quindi i venduti e gli omaggi. Quelli comunicati ieri alle 18 ovviamente comprendevano una "proiezione" sull'andamento dell'ultima serata. Questi, invece, sono effettivi, precisa l'ufficio stampa che li fornisce. Io che, in attesa del futuro che verrà, per il passato ci tengo a fare le cose per benino fino all'ultimo, ve li trascrivo paro paro.


Alla chiusura delle casse del XXIX Salone Internazionale del Libro di Torino, alle 22 di lunedì 16 maggio, i biglietti staccati sono stati 127.596: un incremento del 4,05% rispetto ai 122.638 del 2015.Un risultato che supera le proiezioni della conferenza stampa conclusiva di lunedì 16 alle ore 18, basate sulla performance serale delle giornate precedenti (giovedì-domenica), con un'ipotesi di chiusura a 126.406 biglietti venduti e un incremento pari al 3,1% sul 2015.I biglietti staccati dalle 18 alla chiusura del Salone (ore 22 il giovedì, domenica e lunedì; ore 23 il venerdì e sabato) sono stati complessivamente 18.084 contro i 6.143 del 2015.Al suo debutto, il biglietto ridotto serale a 5 euro ha fatto pertanto registrare un incremento del 294% degli ingressi dopo le ore 18.

Commenti

Post popolari in questo blog

L'UCCELLINO, LA MUCCA E LA VOLPE: UNA FAVOLA DAL FRONTE DEL REGIO

Inverno. Freddo. Un uccellino intirizzito precipita a terra e sta morendo congelato quando una mucca gli scarica addosso una caccona enorme e caldissima; l'uccellino, rianimato dal calore, tutto felice comincia a cinguettare; passa una volpe, sente il cinguettìo, estrae l'uccellino dalla cacca e se lo mangia. (La morale della favola è alla fine del post) C'era una volta al Regio Ora vi narrerò la favola del Regio che dimostra quanta verità sia contenuta in questo elegante aforisma. Un anno fa Chiarabella nomina alla sovrintendenza del Regio William Graziosi, fresco convertito alla causa grillina, imponendolo al Consiglio d'indirizzo e premendo sulle fondazioni bancarie: "Io non vi ho mai chiesto niente - dice ( bugia , ma vabbé) - ma questo ve lo chiedo proprio".  Appena installatosi, Graziosi benefica non soltanto i nuovi collaboratori marchigiani, ma anche i fedelissimi interni. Però attenzione, non è vero che oggi al Regio sono tutti co ntro Graz...

CULICCHIA DIRETTORE DEL CIRCOLO

Uscito sul Corriere e non disponibile on line. È andata come era previsto, e logico: Giuseppe Culicchia è il nuovo direttore del Circolo dei Lettori. Nomina scontata, se solo si considera il curriculum: scrittore affermato in Italia e pubblicato anche all'estero; solidi legami sia con la scena culturale cittadina, sia con l'editoria nazionale; esperienza nel mondo dei giornali; una lunga collaborazione con il Salone del Libro; apprezzato anche al Circolo, dove dirige un festival letterario, «Radici», di ottima qualità. Insomma, il perfetto kit del candidato naturale alla successione di Elena Loewenthal, anche a prescindere dall'endorsement – alquanto sfacciato – del fratello d'Italia Maurizio Marrone; endorsement che a Culicchia ha fatto più male che bene, facendone involontario oggetto di scontri di potere e appiccicandogli addosso un'etichetta «politica» che dubito gli appartenga e comunque non s'è avvertita nelle sue scelte alla direzione di «Radici», onestam...

IL CINEMA CHE PIACE A MOLLICONE

Già al Regio, venerdì sera, l'occupazione delle poltrone d'onore raccontava i nuovi equilibrii: accanto a un rabbuiato Lo Russo sedevano ( nella foto da sinistra - beh, si fa per dire... - a destra ) Alberto Cirio, quindi il direttore del Tff Giulio Base (poltrona raramente occupata, lui stava sempre sul palco), più a destra ancora il fratello d'Italia Federico Mollicone, presidente della Commissione cultura della Camera, e infine Sergio Castellitto in quota amicale. Specchio del paese, la maggioranza cinematografica si accomoda al Torino Film Festival lanciando accorati appelli per salvare l'industria del cinema (Castellitto) e subito dopo impegnandosi a salvarla «ma con cognizione» (Mollicone). Intanto a Roma covano tagli al Fondo per il cinema mentre a Torino la giunta Cirio proclama la granitica volontà di «trasformare il Piemonte in uno dei principali poli cinematografi d'Europa». Nientemeno. Si mettessero d'accordo con se stessi: 'sto cinema lo voglion...