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SCOPRIRE UN LIBRO AL SALONE: OVVERO, L'OZIO PREMIATO

"Prima pagina". L'uomo che ha diretto questo capolavoro era anche un genio del gonzo journalism. Mezzo secolo prima del gonzo journalism
Oggi proprio non ne avevo voglia. Non avevo voglia di Salone. Di occuparmi del Salone, di scrivere del Salone. Il terzo giorno è micidiale, la noia ti fulmina.
Per mia buona sorte, godo del privilegio di fare quel che più mi garba, e quindi ho fatto ciò che più mi garba: ciondolare.
Ciondolare al Salone non è malaccio. Capita persino scoprire qualcosa che vale la pena di scoprire.

Billy Wilder, venerato maestro di gonzo journalism

A me è capitato a mezzodì: due amici, Steve Della Casa e Renzo Ventavoli, presentavano allo Spazio Autori un libro pubblicato dalla torinese Lindau: una raccolta di scritti giornalistici di Billy Wilder. Proprio il Billy Wilder regista, quello di "A qualcuno piace caldo", "Viale del tramonto", "Prima pagina". Un benefattore dell'umanità.
Beh, ignoravo che da giovane, nella Berlino degli Anni Venti, prima di darsi al cinema Wilder sbarcasse il lunario scrivendo articoli e reportage per i quotidiani. Adesso quegli articoli sono stati raccolti in "Il Principe di Galles è in vacanza", il libro di cui vi dicevo e che ho scoperto soltanto in virtù della mia odierna voglia di ciondolare. L'ozio è stato giustamente premiato. Se avessi deciso di occuparmi delle fole salonistiche (con una o due elle, va bene lo stesso) ne avrei forse ignorato per sempre l'esistenza, privandomi così di uno dei maggiori piaceri dei primi mesi del 2017.
E invece vado alla presentazione, apro il libro e mi ritrovo in paradiso. Ragazzi, Wilder era un genio anche come giornalista! Ti sembra di leggere un Tom Wolfe ante litteram o un Truman Capote berlinese; il Truman Capote di "Musica per camaleonti", voglio dire. Modernissimo, appassionante, divertente.  Per usare un riferimento più recente, Billy Wilder è esattamente ciò che oggi definiresti un "gonzo journalist": si cala nella sua storia e te la racconta in presa diretta,  con la stessa ironia e la stessa meravigliosa mancanza di neutralità che ho adorato nei suoi film. Leggetevi anche soltanto il pezzo che dà il titolo al libro e poi ditemi se non paghereste volentieri il prezzo di un giornale che pubblica articoli simili. Di sicuro, il libro i suoi 18 euro li vale tutti.
Insomma, volevo farvelo sapere. Tra tanti libri del Salone, ho trovato il mio. E così spero di voi.

La domenica dei cantautori

Domani torno al Lingotto: ci sono De Gregori e Venditti e Vecchioni
Venditti lo presento io, alle 14,30 in Sala 500: a distanza di sette anni da "L'importante è che tu sia infelice", Antonello ha appena pubblicato "Nella notte di Roma", un romanzo che è anche un saggio e una dichiarazione d'amore e odio per Roma. L'ho letto d'un fiato. Non sono romano e non conosco Roma, ma mi ha preso lo stesso: perché Roma è l'Italia, solo un po' più complicata e più irritante. 
Quanto a De Gregori, presenta a mezzogiorno in Sala Gialla "A passo d'uomo", il suo libro-intervista con Antonio Gnoli. Però c'è pure il suo capobanda, Guido Guglielminetti, che alle 17 nello Spazio Editori del Piemonte, partecipa alla presentazione di "Guarda che non sono io", sontuoso "racconto in fotografie e parole" su Francesco e la sua storia, pubblicato da Sv Press: verrà proiettato il documentario sul "Vivavoce Tour".
Vecchioni arriva invece alle 19 in Sala Gialla con il suo nuovo libro "La vita che si ama", mentre alle 20 in Sala Blu Luca Beatrice parla di Lucio Dalla e di come lo ha raccontato nella biografia "Per i ladri e le puttane sono Gesùbambino".

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