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ASPETTANDO I NUOVI BALOCCHI

La notte del 19 giugno arrivano tanti doni
Posso dire? Non vedo l'ora che finisca. Vinca chi deve vincere, poco m'importa: comunque vada, per i prossimi anni non mi mancherà la materia prima per il blog. E poi ne ho francamente pieni i cabasisi di fare il bravo ragazzo. Scalpito. Non sto più nella pelle, voglio spacchettare i nuovi giocattoli. Un po' rimpiango tanti balocchi che ho già perso al primo turno (no, adesso non ve li cito, mi sembrerebbe contrario alla par condicio e più che altro all'umana pietà...), ma confido che chi li rimpiazzerà saprà regalarmi altri momenti di vivo e vibrante entusiasmo, generando post all'altezza. 

La maledizione della cultura colpisce ancora

Intanto, un dato certo emerge dal primo turno: la conferma che interessarsi di cultura è la via più pratica e diretta per farsi trombare. Ti dà visibilità, vai sui giornali, conosci gente famosa, è più divertente che occuparsi delle alberate; ma alla fine non  ti porta voti. Alla lista di vittime illustri dell'inoppugnabile regola - lista bipartisan che va da Giampiero Leo a Gianni Oliva, a Michele Coppola - si aggiungono ora due democrats, il già presidente della Commissione cultura Luca Cassiani e l'ex staffista di Braccialarghe Enzo Frammartino: entrambi si sono candidati puntando su quel mondo lì, entrambi non ce l'hanno fatta. E in fondo neppure a Fassino ha detto granché bene quel suo sottolineare in ogni occasione il proprio impegno a favore della cultura.
Però chi vince dovrà pur trovare un kamikaze per l'assessorato più sfigato del West.
Nel campo di Fassino c'è già stata una scrematura, le urne - per l'appunto - hanno preventivamente tarpato le ambizioni di Cassiani e Frammartino. In caso di vittoria al ballottaggio non so, vista la situazione, se la scelta sarà dettata dagli equilibrii politici o se resterà spazio per un esterno, come potrebbe essere Alessandro Bianchi; o anche Patrizia Asproni, la quale però mi ha già detto e stragiurato che lei neppure ci pensa. Bah, alla fine qualcuno troveranno. Tanto, si sa, l'assessore alla Cultura lo fa Fassino...

La scommessa: se vince Appendino, l'assessore sarà Chiara

E se vince Chiara Appendino? Lei aveva promesso di presentare  la squadra prima del voto, e alcuni assessori li ha già indicati: al momento però non ha ancora fatto il nome di quello alla Cultura, che dovrebbe essere scelto, come gli altri, fra chi ha aderito al famoso bando pubblico. Le ho domandato se lo presenterà prima del 19 maggio: mi ha risposto che mercoledì annuncerà altri due assessori ma "tra i due non c'è quello alla Cultura". E' possibile che non trovi un ardimentoso disposto a rischiare la futura immancabile trombatura? Non credo sia questo il problema. Sapete che c'è? A meno che la signora non abbia un coniglio nel cappello da tirar fuori all'ultimo con gran coup de theatre, al momento sono disposto a scommettere una cifra (modesta, diciamo un dieci euro) che in realtà Chiara Appendino ha già in mente il nome del suo assessore alla Cultura: Chiara Appendino. Cioé, non mi stupirei se - con sprezzo del pericolo - tenesse per sé la delega. Tipo Fassino, insomma; però formalmente. In tutti i sensi.
O magari no, e in tal caso avrò perso dieci euro. Posso farcela.

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