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SPONSOR E VISITATORI: E' RISORTO IL MUSEO DEL RISORGIMENTO

Il direttore Ferruccio Martinotti
L'altra mattina vado al Museo del Risorgimento attirato da un raro caso positivo di sponsorizzazione: una multinazionale come la Fujifilm, oltretutto con la sede italiana a Milano, ha pagato l'intero costo (30 mila euro) della bella mostra "Arma il prossimo tuo" di due fotogiornalisti torinesi, Roberto Travan e Paolo Siccardi. La mostra sta andando benissimo, tanto che l'hanno prorogata fino a settembre. E insomma, in una città dove tutti blaterano di fundraising ma non sanno trovare uno straccio di sponsor, mi ha incuriosito la notizia che un colosso come la Fujifilm si appassioni a un progetto in apparenza "minore"; e lo finanzi senza ingerenze (per dire, le fotografie esposte non sono tutte realizzate con materiali Fuji...) e con reciproca soddisfazione.
Così l'altra mattina vado al Museo del Risorgimento e visito la mostra. Il direttore Ferruccio Martinotti ha avuto questa idea, di trasformare la galleria laterale che s'affaccia su piazza Carignano in uno spazio per esposizioni temporanee: ha cominciato un anno fa con "Dai 60s ai 60s" curata da Luca Beatrice e non si è più fermato. I risultati sono sorprendenti.
L'arrivo di Martinotti alla direzione, a metà 2016, ha segnato un cambio di passo per il Museo. La sua strategia di svecchiamento e di apertura alla città a quanto pare funziona: eventi, serate, collaborazioni con altre istituzioni culturali, rassegne di cinema, e persino - udite udite! - "laboratori ludico didattici nelle scuole di periferia torinesi". Tra tante sfighe del nostro malconcio sistema museale, l'altra mattina mi illuminavo d'immenso mentre Martinotti mi snocciolava i dati di una crescita costante.
Nel 2017 il Museo Nazionale del Risorgimento ha superato i 160 mila visitatori: erano stati 150 mila nel 2016 e 40 mila nel 2015. E i ricavi da autofinanziamento (biglietteria e book shop) sono cresciuti del 30 per cento. Non vorrei apparirvi crudele, ma è mio dovere di cronista ricordare che la Gam nel 2017 s'è bloccata a 145.549 presenze, con un'emorragia di oltre centomila visitatori in un anno, e duecentotrentamila in due anni. Giusto per il piacere di saperlo, vi ricordo che nel 2017 il Mao ha avuto 93.400 visitatori (103 mila nel 2016), il Borgo Medievale 149.607 (143 mila nel 2016) e Palazzo Madama 228.404 (310 mila nel 2016, ma nei primi mesi del 2018 si segnala una ripresa).
Il direttore Martinotti percepisce una retribuzione annua lorda di 82 mila euro, più 13 mila di premio di produzione, in linea con gli stipendi dei direttori della Fondazione Musei (Gam, Palazzo Madama, Mao e, ancora per pochi giorni, Borgo Medievale) che a seconda dei casi oscillano tra i 75 e gli 88 mila euro lordi.
Il Museo del Risorgimento non dipende dalla Fondazione Musei: è un ente morale finanziato dal MiBACT, dalla Regione e dal Comune. Nel 2018 riceverà 82 mila euro dal MiBACT (erano 68 mila fino all'anno scorso), la Regione ha confermato i suoi 135 mila, e il Comune darà 54.571 mila euro (erano 75 mila fino al 2016). Il Comune si è impegnato a versare anche 422 mila euro per l'organizzazione e gestione dei servizi di biglietteria e guardiania, in base alla nuova convenzione fra la Città e il museo.

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