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PROSPETTIVE PER IL BORGO: BRACCIA RESTITUITE ALL'AGRICOLTURA E SQUATTER CON ORIFIAMME AL VENTO

Impegno civico. Consigliere comunale intento a zappare l'orto del Borgo
In extremis, la maggioranza in Consiglio comunale ha approvato il rinnovo della Convenzione con la Fondazione Musei. Dico in extremis perché il documento recepisce la restituzione del Borgo Medievale al Comune dal 1° aprile, quando la struttura e le attività finora gestite dalla Fondazione passeranno al Municipio, che subentrerà nei contratti e nei servizi in essere. 
Vi ho già detto e ridetto che non si capisce una minchia di ciò che avverrà in concreto, e le spiegazioni fornite da Maiunagioia oggi in aula non hanno chiarito la situazione. Una Leon insolitamente confusa ha detto che "per ora" si va avanti così, e fra qualche mese valuteranno e decideranno il da farsi. Insomma, si naviga a vista. Però, ha assicurato Maiunagioia, "stiamo lavorando". Adora quest'espressiona tanto cara all'assessore Leon. Ogni volta che la pronuncia io mi immagino una lunga fila di piccoli assessori e piccoli funzionari con vanghe e picconi in spalla che marciano verso Palazzo Civico cantando in coro "Ehi-oh, andiamo a lavorar".

Prima ipotesi: dalla navigazione a vista alla gestione privata

"Ci stiamo lavorando". Assessori e funzionari corrono al loro dovere
Non è chiaro a che cosa stiano lavorando. Una scuola di pensiero, confortata dal "non detto" della Leon, ritiene che alla fine il Borgo verrà affidato ai privati, a mezzo bando. Ammesso e non concesso che a furia di lavorarci i simpatici lavoratori riescano a rabberciare un bando all'onor del mondo e a trovare un privato tanto coraggioso da prendersi quel badò, manutenzioni comprese. Era il vecchio progetto della cattivissima Asproni, che Chiarabella combattè con veemenza dai banchi dell'opposizione, salvo sposarlo da sindaco.

Seconda ipotesi: ci pensa il Comune

Una seconda scuola di pensiero è incarnata dalla consigliera Viviana InWonderland Ferrero. Fautrice dei "beni comuni", ella è fermamente e orgogliosamente convinta che il Comune gestirà direttamente il Borgo per ominia saecula saeculorum. Immagino che, secondo la visione InWonderland, l'abile team municipale farà molto, ma molto meglio della Fondazione Musei. Per non dire del Circolo dei Lettori che, quando si ritrovò il Borgo fra le palle, se ne liberò nel giro di pochi mesi, risputandolo come una polpetta avvelenata.
Non so quali dati di realtà supportino l'ottimistica previsione della consigliera InWonderland. Può però darsi che davvero al mondo siano tutti coglioni tranne l'attuale giunta comunale torinese. In tal caso - ma solo in tal caso - non escludo che l'avventura finisca in gloria. 
Però continuo a non capire con quali soldi si potrebbe realizzare quell'ambiziosa visione.

Parlare di soldi? Suvvìa, è così volgare...

Il Borgo costa uno sprofondo. Il testo della Convenzione approvata oggi accenna soltanto a bollette di 48 mila euro per acqua, luce e riscaldamento. Ma ho già riferito in varie occasioni che per tenere in piedi e far funzionare la baracca la Fondazione spendeva qualcosa come 800 mila euro all'anno; e non si capisce perché, se davvero il Comune ha i soldi per mantenere direttamente il Borgo, non li ha dati alla Fondazione evitandosi tutto quest'andirivieni; e in ultima analisi sospetto che i soldi il Comune non li abbia, ma preferisca non affrontare il problema. 
Oggi a precisa domanda la Leon ha svicolato. Di sicuro la Convenzione è firmata soltanto da lei e non dall'assessore al Bilancio Rolando. Oggi in Sala Rossa mi hanno raccontato che lo scaltro Rolando stragiura di non saperne nulla, lui, del Borgo; e a me pare strano che allo scaltro Rolando sia sfuggita la notizia, peraltro ampiamente pubblicizzata, che la Fondazione Musei restituisce al Comune il Borgo Medievale.

Braccia restituite all'agricoltura

Nel suo appassionato intervento la consigliera Viviana InWonderland Ferrero ha però fatto intravedere una suggestiva risposta alle moleste e volgari preoccupazioni economiche: ella ha difatti invitato i colleghi, compresi quelli della minoranza, a un sussulto d'orgoglio e impegno personale. 
Un gruppo di squatter si appresta a occupare il Borgo Medievale
Convinta che il Borgo non interesserà gli investitori privati perché "è piccolo" - affermazione che sottoporrei al vaglio di un sano relativismo - la Lungimirante Consigliera ha speso parole alate per gli aspetti più suggestivi della struttura, non ultimo il giardino, invitando i colleghi a prendersene cura. Non ho capito se intendesse in senso figurato. Ma, considerato il precedente delle alghe, non escludo l'ipotesi un reale impegno della Sala Rossa nella conduzione del gradevole orticello ai piedi della Rocca. Sarebbe una significativa restituzione all'agricoltura di tante braccia che le sono state sottratte. E mi piace immaginare alcuni personaggetti intenti a sarchiare e zappettare giulivi tra tenere piantine di pomodorini e petronciani.

Il destino manifesto: Csoa Camelot

Io, purtroppo, sono un uomo cinico e cattivo. Le mie previsioni non sono altrettanto bucoliche. Lo scialo di ciance e la mancanza di progetti concreti mi prospettano per il Borgo un destino analogo a quello dei Murazzi, e della Cavallerizza. Uno scenario da incubo, come scrivono i giornalisti in cerca di raffinate metafore. La solita stronzata alla torinese, per chiamarla con il suo nome. La procedura la conosciamo da una vita, ed è sempre la stessa sotto tutti i regimi: chiacchiere, velleitarismo, grandi progetti, scarsi risultati, abbandono, degrado, oblio. E alla fine una bella occupazione. Con coreografica presa del castello ad opera di un manipolo di squatter in armatura, bianchi destrieri e orifiamme al vento. Ho già pronto il nome: Centro sociale Camelot.

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