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IL SENTIERO DEGLI STOLTI. OVVERO, PERCHE' AMO CINEMAMBIENTE

Ciò che ci aspetta, ciò che ci meritiamo. Il film d'apertura "The Human Element" racconta il nuovo progetto di James Balog, autore di questa foto foto
Io amo CinemAmbiente: lo considero un festival shakespeariano. Nel senso che ogni anno, la sera dell'inaugurazione, ascolto il consueto rapporto di Mercalli sullo stato del Pianeta e mi torna alla mente il verso del "Macbeth" che più mi è caro: "And all our yesterdays have lighted fools / The way to dusty death". Già. Tutti i nostri ieri hanno mostrato agli stolti il sentiero che conduce alla polvere della morte. E noi stolti lo abbiamo seguito, quel sentiero, ostinati e protervi come soltanto gli stolti sanno essere. Lo sapevamo, conoscevamo le conseguenze delle nostre azioni, e pensavamo che sì, domani qualcosa avremmo pensato, qualcosa avremmo fatto per cambiare quelle conseguenze; e domani e poi domani e ancora domani, ogni domani s'è trascinato fino a diventare oggi. E oggi è giunto il tempo prescritto per il compimento del destino che ci siamo scelti. 
Ma il vecchio Simon e il vecchio Garfunkel avevano ragione: "Still a man hears what he wants to hear / and disregards the rest". L'uomo ascolta quel che vuole ascoltare, e se ne frega di tutto il resto: e quindi temo che i film di CinemAmbiente non salveranno il mondo, perché il mondo non ha nessunissima voglia di farsi salvare; e adesso sarebbe comunque troppo tardi. Io però a CinemAmbiente ci vado lo stesso, volentieri. Per sapere a che punto è la notte. Preferisco morire informato.
E dopo queste considerazioni di moderato ottimismo, ricevo e volentieri pubblico:

L’edizione 2019 del Festival CinemAmbiente si inaugura ufficialmente oggi alle 20,30 al Massimo (Sala Cabiria), come tradizione, con “Il punto di Luca Mercalli”, l’annuale rapporto sullo stato del Pianeta stilato e interpretato dal noto meteorologo appositamente per il pubblico di CinemAmbiente.
A seguire verrà presentato in anteprima nazionale "The Human Element". Diretto dal regista Matthew Testa, il film inaugurale documenta la nuova impresa di James Balog, il fotografo statunitense che da oltre quarant’anni esplora con il suo lavoro il rapporto tra l’uomo e la natura. Dopo “Extreme Ice Survey”, l’eccezionale progetto fotografico (pubblicato dal National Geographic e raccontato nel film "Chasing Ice") con cui, nella prima decade del 2000, attraverso più di un milione di scatti, ha mostrato il progressivo scioglimento dei ghiacciai in diverse parti del mondo, Balog ha intrapreso, nel 2016, un’ulteriore esplorazione degli effetti dell’antropizzazione. "The Human Element", prodotto dallo stesso Balog – che sarà ospite del Festival e a cui va il Premio alla carriera “Movies Save the Planet” di quest’edizione di CinemAmbiente – è la cronaca di un viaggio nelle zone degli Stati Uniti più colpite dalle emergenze climatiche e ambientali. Invito a ricostruire l’equilibrio tra Uomo e Natura, il film sarà commentato nel corso dell’incontro con James Balog e Luca Mercalli che seguirà la proiezione.
Il documentario è accompagnato da una mostra, intitolata anch’essa “The Human Element”, costituita da una selezione di 19 fotografie scattate da James Balog durante il suo viaggio-reportage e allestita lungo la cancellata della Mole Antonelliana. L’esposizione verrà inaugurata nel pomeriggio (ore 18,30) e sarà visibile per tutta la durata del Festival.
Le proiezioni al Festival iniziano già nel pomeriggio con l’apertura del Concorso Documentari Italiani, che quest’anno presenta dieci film. L’edizione 2019 dedicata alla Green Generation lascia spazio ai giovani con il primo titolo della sezione competitiva, "Controcorrente" (ore 17, Cinema Massimo, Sala Cabiria), documentario in cui Claudia Carotenuto e Daniele Giustozzi, rispettivamente 25 e 26 anni, raccontano il loro viaggio iniziato da Torino e proseguito per 6000 chilometri, a bordo di un’auto ibrida, attraverso l’intera Penisola per indagare la condizione ambientale del nostro Paese in specifica relazione alla criticità dell’acqua, alla sua assenza, presenza e sovrabbondanza. Nato dal basso, finanziato attraverso il crowdfunding, il film è la cronaca di un’avventura ambientalista on the road in cui i due autori navigano per giorni con biologi marini, escono in mare con i pescatori, intervistano studiosi, esperti, attivisti, documentano fusione dei ghiacciai, contaminazione dei fiumi, alluvioni, smottamenti, restituendo il ritratto di un’Italia ferita, ma anche di stupefacente bellezza. Al rientro a Torino gli autori hanno calcolato la carbon footprint del documentario compensando e sovracompensando le emissioni di CO2 prodotte con la piantumazione, in provincia di Vercelli, di un bosco di 200 alberi. La proiezione sarà seguita da un incontro con i registi e con Sergio Galletta, responsabile dei progetti di cooperazione di Hydroaid – Scuola internazionale dell'Acqua per lo Sviluppo e con esperti di Smat.
Sempre nel pomeriggio, anche la sezione Ecoeventi si apre lasciando spazio alle nuove generazioni. Protagonisti fuori dalle sale di proiezione saranno infatti quattordici giovani artiste e artisti provenienti dall’Accademia Albertina di Belle Arti che, riuniti nel gruppo Noname, hanno prodotto appositamente per il Festival un articolato progetto, curato da Cristina Giudice, docente di Storia dell’arte contemporanea e intitolato “Intrecci ambientali”, costituito da una mostra (ospitata in due sedi diverse), un live painting e due brevi performance in svolgimento nei prossimi giorni. La mostra "Intrecci ambientali" – che si compone di installazioni, videoinstallazioni, dipinti, sculture – avrà la sua prima inaugurazione alle ore 17, al Circolo degli Artisti, dove saranno esposte le opere di Cinzia Amanti, Elisa Bagna, Beatriz Basso, Simona De Palo, Annalisa Pascai Saiu e Alessandro Fara, Livio Soffietti, Dede Varetto, Federica Verlato e Andrea Zanninello. La seconda parte della mostra, allestita nelle sale della Pinacoteca Albertina, sarà invece inaugurata lunedì 3 giugno. Entrambe le esposizioni saranno aperte fino al 9 giugno. Tutti i giorni del Festival (ore 17-20), il duo di Wasp Crew (Edoardo Kucich e Gabriele Guareschi) darà vita, su un trapezio di tela, al live painting “Habit-at”, che racconta la storia intrecciata di animali umani e animali non umani. Sul muro esterno del Cinema Massimo, infine, sarà visibile, la grande scritta “CinemAmbiente” realizzata in muschio, opera di art writing ideata da Elena Radovix.
Tutti gli eventi e le proiezioni del Festival sono a ingresso libero-

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