Passa ai contenuti principali

ALLA MOLE SCELGONO IL DIRETTORE (MA VITTORIA HA GIA' SCELTO)

Sergio Toffetti e Renzo Ventavoli: due presidenti per il brindisi dei trent'anni
Il Cinema Massimo festeggia i suoi trent'anni. Beh, trent'anni dalla riapertura come multisala del Museo del Cinema: la storia del Massimo è ben più antica (e qui la trovate riassunta). La riapertura nel 1989, invece, fu il frutto di un'intuizione, manco a dirlo, del padre nobile del cinema torinese Renzo Ventavoli, allora presidente del Museo: Museo che all'epoca non aveva casa, dopo la chiusura di Palazzo Chiablese e con la Mole ancora da immaginare come sede monumentale.

Arriva il direttore?

Trent'anni dopo, il Museo ha tutto: la sede, la sala, i festival... Gli manca soltanto, da quasi tre anni (per la precisione 985 giorni) il direttore: manco per scegliere i papi ci mettono tanto: e difatti fra una ventina di giorni la "sede vacante" della Mole batterà il record del Conclave più lungo della storia, quello del 1268/71 che durò 1006 giorni prima di arrivare al'elezione di Gregorio X. Ma può anche darsi che in tempo per le celebrazioni del trentennale - un ciclo di proiezioni speciali, dal 26 settembre al 2 ottobre - il direttore salti fuori. Me l'ha confermato il presidente del Museo Sergio Toffetti. Che però è lo stesso ottimista che il 19 settembre del 2018 mi disse che il direttore l'avrebbero nominato entro il 26 di quel mese. Del 2018. In effetti quasi ci azzeccò: il direttore lo scelsero da lì a poco, il 3 ottobre, ma il prescelto, Alessandro Moreschini, rifiutò l'incarico. Roba da circo equestre. Sicché ci hanno riprovato - ed è il terzo tentativo - con un bando che si è chiuso il 15 aprile scorso. Siamo quasi al 15 settembre: sono rimasti in corsa cinque candidati, adesso hanno dovuto pure sottoporsi a un management assessment, o quel che è, perché a quanto pare i componenti del Consiglio di gestione procedono con i piedi di piombo per non commettere errori e passi falsi, tipo scegliere uno che poi ci ripensa o, peggio, scegliere uno sgradito a qualche gargamella del poterucolo torinese che poi s'impunta e rompe i coglioni, com'era capitato con Alessandro Bianchi, primo direttore mancato in questa ridicola farsa.
Ovviamente la seconda eventualità -.l'ingerenza della politica - viene esclusa da Toffetti e dai consiglieri: la scelta sarà basata su valutazioni oggettive e di merito. 

La scelta di Vittoria

A proposito. Di recente l'assessore Vittoria Poggio, in un'intervista, ha dichiarato: "Mi pare positiva anche l'ipotesi di Luca Beatrice alla guida del Museo del Cinema". Purtroppo Luca Beatrice non è "un'ipotesi", bensì un candidato: uno dei cinque entrati nella short list finale, tra i quali il Consiglio di gestione del Museo dovrà scegliere (non ha ancora scelto) il direttore. Per molti Beatrice è il favorito. O anche il candidato più idoneo. Ciascuno può avere una propria opinione. Anch'io stimo Beatrice. Ma se lo dico io niente è, se non l'opinione di un cretino qualsiasi. Se lo dice l'assessore regionale alla Cultura la cosa cambia: diventa l'endorsement a favore di un candidato da parte di uno dei soci del Museo. 
E non si tratta soltanto di una mancanza d'etichetta istituzionale, scusabile con la ruspante inesperienza di un assessore di fresca nomina. Una simile dichiarazione può suonare come un indebito tentativo della politica di indirizzare la scelta del Consiglio di gestione del Museo. O indurre a pensare che l'assessore Poggio sappia qualcosa che noi comuni mortali non sappiamo: in parole brutali, che è già tutto deciso e combinato. Il presidente Toffetti, su mia precisa domanda, esclude l'una come l'altra ipotesi; ma di per sé la dichiarazione della Poggio costituisce un interessante appiglio legale per quello tra i candidati bocciati che volesse impostare un ricorso al Tar. 

Commenti

Post popolari in questo blog

L'UCCELLINO, LA MUCCA E LA VOLPE: UNA FAVOLA DAL FRONTE DEL REGIO

Inverno. Freddo. Un uccellino intirizzito precipita a terra e sta morendo congelato quando una mucca gli scarica addosso una caccona enorme e caldissima; l'uccellino, rianimato dal calore, tutto felice comincia a cinguettare; passa una volpe, sente il cinguettìo, estrae l'uccellino dalla cacca e se lo mangia. (La morale della favola è alla fine del post) C'era una volta al Regio Ora vi narrerò la favola del Regio che dimostra quanta verità sia contenuta in questo elegante aforisma. Un anno fa Chiarabella nomina alla sovrintendenza del Regio William Graziosi, fresco convertito alla causa grillina, imponendolo al Consiglio d'indirizzo e premendo sulle fondazioni bancarie: "Io non vi ho mai chiesto niente - dice ( bugia , ma vabbé) - ma questo ve lo chiedo proprio".  Appena installatosi, Graziosi benefica non soltanto i nuovi collaboratori marchigiani, ma anche i fedelissimi interni. Però attenzione, non è vero che oggi al Regio sono tutti co ntro Graz...

CHI TIRA TARDI AL MERCATO DELLE NOMINE

Un'altra settimana è andata, il Museo Egizio è ancora senza il nuovo Cda, e a tirare troppo la corda si rischia il commissariamento. Come scrivevo la settimana scorsa , il Consiglio d'amministrazione uscente è scaduto lo scorso 15 settembre e quello nuovo non può insediarsi perché incompleto: quattro dei cinque soci (Mic, Comune e le due fondazioni) hanno già indicato i propri rappresentanti, ma la Regione no. Mentre il presidente Cirio fa lo splendido in Giappone magnificando le nostre «eccellenze culturali», a Torino la sua maggioranza – lo scontro è tutto interno al centrodestra - s'accapiglia al gran mercato delle poltrone, e non riesce «a trovare una quadra» - parole loro – per dare una governance all'eccellenza culturale del Museo Egizio. Fossero almeno capaci di spartirsi la torta con un minimo di buona creanza. E qui parliamo di incarichi senza compenso: non oso immaginare quando ci sono in ballo stipendi e prebende. Ma l'indegna gazzarra deve finire in fret...

CHOMET, BOLLANI E JERRY RUBIN: ECCO UN FESTIVAL STELLARE MA LOW COST

Due cose mi piacciono in particolare dell'imminente ventiseiesima edizione di Sottodiciotto - che da quest'anno diventa "Sotto18+" a indicare la volontà di rivolgersi sempre più (appunto...) a tutti, non soltanto ai giovanissimi. Due cose, intendo, oltre a tutto il resto, dato che da sempre ho molti ottimi motivi per apprezzare Sottodiciotto. Prima cosa, la serata di sabato 13 dicembre: per la proiezione di "Marcel et monsieur Pagnol", l'ultima opera di Sylvain Chomet , saranno presenti in sala il regista -  a mio avviso il massimo genio vivente dell'animazione - e l'autore delle musiche, il meraviglioso Stefano Bollani . Se considerate che quella sera, in sala, ci sarà pure un pianoforte, dovrete convenire che un festival può essere grande anche senza un grande budget. Come non è grande il buget di Sottodiciotto: 60 mila euro in totale dal Comune, 65 mila dalla Compagnia di San Paolo, 20 dalla Fondazione Crt, qualcosa - ma non si sa ancora se e...