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MUSEO DEL CINEMA: 627 GIORNI SENZA DIRETTORE, 172 PER SELEZIONARLO. TOFFETTI OTTIMISTA: "ENTRO IL 26 LO NOMINIAMO"

Sergio Toffetti, presidente del Museo
Ieri dal Museo del Cinema mi è arrivata la notizia che il film di chiusura della 36esima edizione del Torino Film Festival (23 novembre – 1 dicembre) sarà "Santiago, Italia" di Nanni Moretti. Il che significa - a fil di logica - che anche quest'anno al Festival ci sarà Nanni Moretti.
Ma la comunicazione dell'ufficio stampa ha avuto un effetto collaterale: mi ha fatto ricordare che al Museo manca ancora un direttore, e che questa storia sta diventando stucchevole. Con il vostro permesso, la riassumo:
2) per sostituire Alberto Barbera, in scadenza e per di più sgraditissimo a Chiarabella, il 20 giugno 2016 venne pubblicato un bando che costò la bellezza di 51 mila euro;
3) l'iter post-bando fu lento e pasticciato, con misteriosi rinvii e tentennamenti sospetti;
3) alla fine, il 12 dicembre 2016, dopo 175 giorni di dolorosa gestazione, il candidato selezionato tramite quel bando, Alessandro Bianchi, viene bocciato dall'amministrazione comunale cinquestelle "perché vicino al pd", mentre Barbera lascia definitivamente la direzione il 31 dicembre;
4) seguono subbugli politici e penose pantomime pubbliche e private;
5) dopo un 2017 di ciance e baruffe, nel febbraio del 2018, sotto la presidenza di Laura Milani (nominata il 29 giugno 2017), finalmente il Museo del Cinema lancia un nuovo bando per la direzione, con scadenza il 31 marzo;
6) non appena chiuso il bando, al Museo cominciano misteriosi scazzi fra la presidente Milani e il Comitato di gestione, con coloriture da spy story, dai quali si deduce che è in atto un'altra battaglia sulla scelta del direttore;
7) a fine maggio si dimette la presidente del Museo, Laura Milani, sospetto anche a seguito degli scazzi di cui al punto 6;
9) il 25 giugno (86 giorni dopo la chiusura del bando) viene finalmente nominata la Commissione, composta da persone di chiara fama e notoria integrità, che dovrà valutare le candidature (una quarantina) e fornire al Comitato di gestione una short list di cinque nomi tra i quali selezionare il direttore del Museo del Cinema;
10) Il 7 settembre (dopo la pausa d'agosto) la Commissione presenta finalmente la short list dei cinque candidati al Comitato di gestione del Museo.

Adesso ditemi. Sono trascorsi già 172 giorni dalla chiusura del bando. E ancora non ci siamo. Alla luce dei suddetti 10 punti e dei suddetti 172 giorni, non vi parrebbe lecito sospettare che anche stavolta sia in atto un ennesimo scontro di potere per mettere le zampacce sul Museo?
Ma io sono un ragazzo serio che non salta a conclusioni affrettate. Per cui ieri telefono al presidente Toffetti e gli espongo le mie perplessità.
Toffetti, con la cortesia tipica dell'uomo e con l'autorevolezza tipica del presidente, mi rassicura: garantisce che non c'è nessuno scontro, nessun imghippo, nessun pastrocchio. La selezione è stata rallentata dalla vacanza agostana, ma adesso procede con regolarità da passista: dei cinque candidati indicati dalla commissioni ne sono rimasti quattro perché nel frattempo uno s'è trovato un altro lavoro (beato lui...); in questi giorni il Comitato di gestione ha esaminato i profili dei quattro candidati superstiti, e ne ha scartati due; i restanti due verranno ulteriormente valutati ed entro il 26 settembre (così mi assicura Toffetti) il Museo del Cinema avrà un presidente, dopo appena 627 giorni di sede vacante.
Ho segnato il 26 settembre sul calendario. E' il giorno dei santi Cosma e Damiano, protettori di medici, chirurghi, dentisti, farmacisti e parrucchieri. Che ci rendano lieve l'operazione-direttore, così ci togliamo il dente e risaniamo il Museo. Serviti di barba e capelli. Voilà.

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