Uno alla volta, arrivano tutti, in ordine sparso e accalcandosi nella seconda metà di giugno: in quel periodo, covid permettendo, si prevede un gran intasamento di festival. Dopo Lover, dal 17 al 20 giugno, e con Torino Spiritualità in perfetta sovrapposizione anch'esso dal 17 al 20, adesso si accomoda una elefantiaca nona edizione del Torino Jazz Festival, la cui sezione "Main Stage" (quella importante, con i big) si terrà da venerdì 19 a domenica 27 (sempre di giugno) alle Ogr, al Conservatorio e al teatro Vittoria. Quanto al più marginale Jazz Cl(H)ub, lo faranno in autunno, da lunedì 27 settembre a domenica 3 ottobre, nei soliti club cittadini. Stando a quanto comunicato, i direttori artistici Diego Borotti e Giorgio Li Calzi intendono portare sul palco i musicisti previsti per l'edizione del 2020, quando il festival fu annullato a causa della pandemia. Ricordo comunque che lo scorso agosto ci fu una "edizione di consolazione" del Tjf, nell'ambito della non entusiasmante esperienza del Combo.
Come eravamo. E' il 2002, Patrizia Sandretto inaugura la sede torinese della Fondazione in via Modane, affiancata da Enzo Ghigo, oggi presidente del Museo del Cinema e all'epoca presidente della Regione, e dal Chiampa, allora sindaco di Torino. Alle loro spalle riconosco Vittorio Sgarbi, il marito di Patrizia Agostino Re Rebaudengo, e l'allora vicario vescovile ed ex direttore della "Voce del Popolo" monsignor Franco Peradotto, oggi scomparso Oggi la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo compie venticinque anni. Nel tempo normale, il tempo di prima che abbiamo perduto, sarebbe l'occasione delle celebrazioni di rito, del "sembra ieri", e di quant'altro si conviene a ricorrenze significative per la vita culturale della città. Oggi niente di ciò è possibile. Con adeguato understatement, Patrizia Sandretto per ricordare l'anniversario si è limitata a inviare una lettera che a me è piaciuta, e che quindi pubblico integralmente. Care e cari t...
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