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UN CANTIERE PER LE SERRE REALI

Ricevo e volentieri pubblico:

Il  cantiere delle Serre Reali, oggetto del più importante tra gli interventi strategici dei Musei Reali di Torino, è ormai in piena attività. 

Gli eleganti padiglioni realizzati nei Giardini Reali inferiori nel primo Novecento, dopo aver ospitato per mezzo secolo il Museo di Antichità, si apprestano a diventare nei prossimi tre anni un nuovo polo dei servizi per il pubblico e per i dipartimenti musealiGli edifici del complesso verranno rinnovati sia nell’architettura, a cui sarà restituita l’ariosa spazialità originaria, sia nelle componenti tecnologiche, che consentiranno di installare nuove funzioni e attività allineate ai moderni standard museali. Il programma di rifunzionalizzazione prevede spazi espositivi e depositi climatizzati, un laboratorio di restauro, sale per i servizi educativi del museo, per conferenze ed eventi, spazi per il ricovero delle piante e le attività nel verde.

I modernissimi ambienti e un nuovo ingresso ai Musei Reali, affacciato su Corso Regina Margherita, consentiranno di valorizzare specifici segmenti delle collezioni d’arte e archeologia e di sviluppare attività insieme al quartiere e alle istituzioni del territorio, in un'ottica di sempre maggiore integrazione tra museo e città.

Una rivoluzione per il museo, che sarà dotato di servizi allineati agli standard internazionali – aggiunge Filippo Masino, responsabile del progetto – e che, con l’apertura su Corso Regina Margherita, si candida a essere un ponte tra il centro storico della città e i quartieri di Porta Palazzo e Aurora, veri laboratori di buone pratiche, di istituzioni virtuose, caleidoscopio di culture del mondo e luogo di formazione di nuovi cittadini”.

Finanziato con un fondo da 12 milioni di euro (su un preventivo totale di 17, NdG)  messo a disposizione dal CIPE – Piano Cultura e Turismo, il progetto è stato sviluppato dai Musei Reali insieme alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città metropolitana di Torino e a un team di professionisti, guidati dallo studio torinese Isolarchitetti con l’arch. Giovanni Durbiano.

Le antiche serre di Palazzo Reale ritroveranno così il loro rapporto con i Giardini Reali che, collegando il quartiere Aurora con Piazza Castello, diventeranno una vera passeggiata tra architettura e natura nel cuore della città, ospitando attività per giovani, famiglie e scuole con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio culturale e naturalistico.

Il progetto

In primo luogo si procederà con il restauro conservativo delle facciate, dove gli attuali serramenti, frutto degli interventi di qualche decennio fa, saranno sostituiti mantenendo il disegno originale ma garantendo prestazioni termiche avanzate per il contenimento dei consumi.

I padiglioni saranno liberati dalle ingombranti strutture inserite negli anni ’70, riacquistando così la loro suggestiva spazialità antica a doppia altezza e la vista sui giardini.

Il padiglione di Ponente sarà uno spazio flessibile, con arredi leggeri e riconfigurabili con una vetrina a tutta altezza dove saranno conservati segmenti delle collezioni, finora conservati nei depositi, allestiti secondo temi trasversali che potranno spaziare dall’archeologia alla pittura, dalle armi agli arredi storici.

Il padiglione di Levante, completamente immerso nei giardini di fronte al Bastion Verde, recupererà invece l’antica funzione di ricovero delle piante, reinterpretandola in termini compatibili con attività didattiche dedicate al verde, di presentazione e vendita di piante e anche di ospitalità per piccoli eventi, diventando un vero protagonista della valorizzazione delle attività nei giardini, aperto anche a progetti condivisi con scuole, quartiere e associazioni.

Il vecchio padiglione vetrato è stato da poco eliminato grazie a una attenta demolizione: sorgerà al suo posto un nuovo volume vetrato ad alta tecnologia dalle linee essenziali, che ospiterà una hall di accoglienza per il nuovo ingresso da Corso Regina Margherita, un auditorium con 120 posti e alcune sale polivalenti attrezzate per convegni, mostre, restauri visibili, attività culturali ed eventi.

Al piano inferiore troveranno posto i depositi di sicurezza per le collezioni dei Musei Reali, dietro una vetrata che consentirà al pubblico di vedere come è organizzato lo spazio di riserva di un museo contemporaneo; un laboratorio di restauro raddoppierà le superfici di quello esistente.

I piani superiori dell’edificio centrale saranno invece dedicati interamente alle attività educative e metteranno a disposizione del museo spazi ampi e attrezzati per i laboratori. Questo migliorerà l’accessibilità del museo rispetto alle reti di trasporto pubblico urbano e renderà possibile percorrere il compendio da Corso Regina Margherita a Piazza Castello in una passeggiata tra il verde dei giardini e le architetture monumentali, percorrendo la rampa elicoidale del Bastion Verde, restaurata nel 2021 con gli stessi fondi CIPE, che connette i due livelli delle mura della fortificazione barocca.

La forte flessibilità d’uso che connoterà questi spazi è stata pensata anche per favorire potenziali utilizzi in comune con altri soggetti presenti nel territorio, quali le circoscrizioni, l’Università di Torino, gli ostelli studenteschi, le associazioni del Terzo Settore dedicate a giovani e cultura, offrendo spazi di qualità per le proprie iniziative.


SCHEDA DELL’INTERVENTO

 

Progetto:

Opere di funzionalizzazione delle Serre Reali, già Orangerie, per servizi di accoglienza presso i Musei Reali di Torino - I stralcio

Responsabile Unico del Progetto:

arch. Filippo Masino

Direttore dei Lavori:

arch. Giovanni Durbiano

Impresa Esecutrice:

ARCAS S.p.A., Torino

Importo a base d’asta

€ 10.032.616,66 di cui € 133.676,16 per oneri della sicurezza, oltre IVA

Finanziamento:

Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica (CIPE) – Fondo Sviluppo e coesione 2014-2020, Piano stralcio Cultura e Turismo.


Commenti

  1. sarebbe bello che gli uffici stampa quando compilano i loro comunicati provassero a non fare solo propaganda. Sarà certo tutto bellissimo ciò che stanno progettando. Ma perché non dire che l'allestimento del Museo di Antichità era di Gabetti e Isola? Avranno demolito tutto? avranno fatto almeno delle foto documentali prima di distruggere? la memoria storica che qui a Torino ci interessa è solo quella pre Novecento?

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