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LA MADONNA NON E' UNA VACCA. UN POST PREVENTIVO

La Sacra Famiglia nel presepio di Richi Ferrero: Mucca, Asinello e Agnello di Dio
Sono reduce da una visita alla bottega dell'artista Richi Ferrero, e considerata l'aria che tira mi corre l'obbligo di scrivere questo post preventivo, visto che il 29 novembre potrebbe scoppiare il solito canaio che a Torino scoppia ogni qualvolta si scherza con i santi (non che a scherzare con i fanti vada granché meglio: qui sono tutti suscettibili, santi e fanti).
Una vista d'insime del presepio di Richi Ferrero

#Presepio: una mostra con l'hashtag

Il 29 novembre si inaugura la mostra "#Presepio" (non chiedetemi perché c'è il cancelletto # che fa tanto hashtag: immagino sia per dare un senso di modernità). La mostra è organizzata dall'Accademia Albertina e da Palazzo Madama, e si tiene in quelle due sedi. Sottotilo: "L'immagine della Natività dal Medioevo all'arte contemporanea". Nessun problema con il Medioevo ed epoche seguenti. Però hanno pensato bene di commissionare (come al solito a titolo grautito) delle opere a tema a una cinquantina di artisti contemporanei. Tra questi Richi Ferrero. Richi Ferrero è un artista indiscutibile, fra i più importanti che abbiamo a Torino. E' anche un notorio rompicoglioni, quindi rendo onore ai curatori Guido Curto ed Enrica Pagella per essersi presi il rischio. Richi non li ha delusi: il suo presepe, che mi ha mostrato in anteprima, è molto suggestivo, ma sono sicuro al mille per mille che il Battaglione Baciapile di stanza in città non mancherà di alzare alti gemiti.

Madonna mucca e San Giuseppe asino

Nel presepe di Richi, infatti, i pastori adoranti sono rappresentati da una serie di statuine che mostrano gli orrori dell'umanità: la guerra, la fame, le violenze sugli uomini e sugli animali, le manipolazioni genetiche eccetera eccetera. E fin qui, ci sta. Quello che ha fatto sbiancare gli organizzatori - che solo per evitare tacconi peggiori del buso hanno acconsentito a esporre l'opera a Palazzo Madama - è il gruppo della Sacra Famiglia: laddove la Madonna ha la testa di una mucca, San Giuseppe quella di un asino e il Bambin Gesù di una pecorella. Richi Ferrero mi ha spiegato la sua scelta, che ovviamente non è blasfema. Richi è un uomo troppo intelligente per perdere tempo a bestemmiare. Nella sua immaginazione, mi ha spiegato, la mucca è la sublimazione della maternità (mi ha raccontato la profonda impressione che gli fece, da bambino, assistere al parto di una mucca, in campagna), mentre l'asino è il simbolo della pazienza, del lavoro duro, dell'accettazione del proprio destino: ho convenuto che da quel punto di vista il povero San Giuseppe è perfettamente in ruolo. Ovviamente l'Agnello di Dio è Gesù, lo dicono i preti, lo conferma De Gregori, e dunque dove sta il problema?
Ferrero con la versione maxi di una statuina del presepio
Il problema - per chi sia dotato di un QI superiore a quello di una lumaca - non sta da nessuna parte. Tanto più che il Presepe di Ferrero è bello davvero.

Una scommessa

Ma sono pronto a scommettere la mia collezione di dischi contro un biglietto della metro che non passeranno trenta minuti dall'inaugurazione della mostra "#Presepio" senza che qualche laico devoto, o qualche pseudocattolico in caccia di voti, non salti su a stracciarsi le vesti (spero solo metaforicamente) gridando alla blasfemia. Se avessi fiducia nell'umanità, penserei che dopo la lettura di questo post i sullodati laici e cattolici si genino un pochetto a dare libero sfogo al loro istinto della foresta. Però io non ho nessuna fiducia nell'umanità, quindi nutro la serena certezza che qualche Enrico Toti dell'idiozia lo troveremo.
I giornali gli andranno dietro come i topi dietro al pifferaio di Hamelin.
E io comincerò il conteggio dei coglioni.

Commenti

  1. Io preparerei un presepio vivente fatto da furries.
    O il presepio di Peppa Pig.

    Così almeno siamo a posto su più fronti :)

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