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BIBLIOTECA DELLA GAM: LA VERSIONE DELLA PRESIDENTE

La presidente della Fondazione Torino Musei, Patrizia Asproni, più volte sollecitata dal presidente della Commissione cultura del Comune, Luca Cassiani, perché fornisse delucidazioni sulla repentina (e a parer mio stravagante) decisione di chiudere la biblioteca d'arte della Gam per cinque giorni e mezzo la settimana, ha oggi inviato una risposta assai ultimativa. Poiché al momento sono in più piacevoli faccende affaccendato, mi limito a pubblicare il testo del comunicato della presidente Asproni, riservandomi i commenti a quando meglio mi comoderà. A più tardi, e per ora leggetevi la "President's Answer".
"Il protrarsi delle polemiche sulla riduzione temporanea dell’orario della Biblioteca dell’Arte dei Musei Civici ci spinge a tornare sull’argomento, pur avendo già in più sedi chiarito modalità, obiettivi e specifiche della temporanea e parziale - si rende necessario ribadirlo – limitazione del servizio, trasformata, con una certa quota di superficialità e a danno della corretta informazione dei cittadini, in chiusura.
Ecco quindi il primo elemento su cui tornare a fare chiarezza: la Biblioteca non chiude, ma cambia - per un periodo limitato - orario di apertura.
Secondo essenziale chiarimento: le ragioni sottostanti la scelta non sono in alcun modo esito di razionalizzazione selvaggia, taglio indiscriminato o volontà politica di sacrificare un patrimonio di cui la Fondazione Torino Musei ha piena consapevolezza: sarebbe peraltro del tutto incoerente con la visione sostenuta dalla Fondazione stessa, che è da sempre di valorizzazione e non certo di indebolimento culturale. Le motivazioni sono piuttosto legate al necessario, e non più differibile, riordino della Biblioteca, alla verifica delle condizioni della struttura - che versa in condizioni di rischio - nonché della sua dotazione digitale, nella prospettiva di un miglioramento dell’offerta agli utenti, anche in vista della prossima integrazione tra GAM e Castello di Rivoli.
Riteniamo che con un maggior grado di approfondimento e con minor pregiudizio, chi oggi lancia appelli accorati dovrebbe prendere atto che la Fondazione sta procedendo ad una analisi delle condizioni di conservazione, rilevando che il patrimonio della Biblioteca e la sua fruizione versano in una situazione di criticità cui bisogna con urgenza porre rimedio.
Lo stato dei locali in cui sono conservati i libri che li espone a possibili danni, la scarsezza e l’obsolescenza dei supporti tecnologici, per esempio: sono queste, a nostro avviso, le reali minacce all’efficienza e alla stessa natura pubblica del servizio, che risiede soprattutto nella sua capacità di raggiungere una utenza più ampia di quella attuale, promuovendo anche presso di essa il diritto all’accesso al patrimonio della Biblioteca. Non solo conservandolo per gli attuali frequentatori.
Per farlo, una struttura pubblica ha bisogno di migliorare in termini di efficacia ed efficienza valutando variabili come le modalità e l’andamento della fruizione, le caratteristiche dell’utenza reale e potenziale, i servizi offerti e i costi sostenuti con denaro della comunità tutta.
Non si tratta di sottrarre risorse, ma di reinvestire nella direzione – ci auguriamo condivisa - di rendere un servizio migliore per tutti. Con tecnologie più efficienti, spazi migliori, iniziative che coinvolgano un maggior numero di studiosi, studenti, cittadini interessati. Con un maggior collegamento con gli altri poli culturali della città, musei in primis.
Solo secondo una visione di breve periodo tutto questo può essere considerato un danno per l’attuale - e purtroppo sempre più in diminuzione - numero di frequentatori della Biblioteca. Solo secondo una prospettiva parziale si possono rendere l’aggiornamento dei cataloghi e le nuove acquisizioni secondarie rispetto al ripristino dell’orario di servizio.
Con più informazione e lungimiranza - e forse con meno ansia mediatica - si comprenderebbe invece il valore per l’intera comunità di un progetto di reale modernizzazione della struttura rispetto al quale sarebbe ideale il massimo della collaborazione possibile, piuttosto che gli sterili lai e la vuota e ideologica contrapposizione."


Segue: la replica degli studenti d'arte. Potete leggerla qui
Segue: il factchecking di Gabo. Potete leggerlo qui 

Commenti

  1. Motivazioni alquanto vaghe, a quanto pare.
    Verifica delle condizioni, aggiornamento delle strutture multimediali.. Per questo il direttivo della Fondazione Torino Musei ha deciso di chiudere per 5 giorni e mezzo la settimana l'accesso alla Biblitoeca e al suo patrimonio. Il tempo limitato è limitato a quanto? Perché non c'è mai un riferimento a ciò? e perché su La Repubblica la Presidentessa parlava di riduzione dell'orario perché gli studenti vanno in vacanza da aprile? Qualcuno si è accorto che come scusa non reggeva nemmeno un po'?

    Il patrimonio della Biblioteca è un bene pubblico, e le motivazioni non devono essere fornite a fatto compiuto solo dopo grande pressione mediatica! Le motivazioni devono essere fornite con anticipo, in massima trasparenza, non sottotraccia sperando che i "quattro" studenti di storia dell'arte subiscano in silenzio!

    Un atto di maturità gestionale sarebbe stato l'incontro pubblico con studenti, docenti, giornalisti e chi altro interessato, per spiegare con serenità e trasparenze le decisioni. Eppure nessun riferimento a tutto ciò è presente nel comunicato. Un vero peccato.

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  2. Sono dispiaciuta di leggere una risposta che non mette in evidenza modi, tempi e azioni del rinnovo della biblioteca ( la cui sala studio é stata dotata pochi anni fa di prese elettriche per pc portatili e wifi). Questa dichiarazione parla di una struttura e di depositi obsolescenti. É davvero questa la situazione? Quali quindi le proposte?
    La biblioteca del Museo Egizio fu a suo tempo spostata in BNU per permettere la fruizione durante i lavori al Museo, e gli studiosi ( per quanto sparuti e in calo) hanno potuto fruire del patrimonio e portare a compimento i propri studi e le proprie ricerche.
    Molte biblioteche ( tra cui quella in cui lavoro) operano aggiornamenti di software e riordino, catalogazioni e traslochi ( ivi compresi dei depositi) senza chiudere al pubblico ( e /o senza ridurre).
    Possibile che sia tutto qui? Non é forse quella valutazione di efficacia ed efficienza, di variabili e dell'utenza nonché la dichiarata responsabilità verso i soldi dei cittadini a decidere?
    Da cittadina, storica dell'arte e referente di biblioteca vorrei chiedere un atto di trasparenza: che siano esposti i progetti con tempi e costi, magari dal confronto emergono proposte e soluzioni più efficaci ed efficienti.

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