Passa ai contenuti principali

"IL MUSEO RIAPRE A PRIMAVERA". E PARIGI PENSA AL "POLO SCIENTIFICO"

Museum girls: Antonellina e Patriziona unite nella lotta
Mi correggo: non dovremo aspettare fino al 2033 per riavere il Museo di Scienze Naturali. L'assessore Antonella Parigi smentisce le mie pessimistiche (benché statisticamente plausibili) previsioni, e mi assicura che il MRSN, chiuso da due anni, due mesi e una settimana, riaprirà "in parte" già prossima primavera, ed entro il 2016 sarà tutto rinnovato e visitabile. 
Classico caso di serendipity; ovvero buscar el levante por el ponente. La lieta novella la Parigi me la dà stamane, quando la chiamo per capire il senso della notizia uscita dall'ultima riunione della giunta regionale, e da me finora trascurata perché ero per mia buona sorte in tutt'altre faccende affaccendato: la direzione Promozione della Cultura, del Turismo e dello Sport è stata incaricata di preparare "uno studio di fattibilità per fare confluire il Museo Regionale di Scienze Naturali nella Fondazione Torino Musei". Manco a dirlo, i sindacati già sono allarmati.

Un vecchio progetto

Per capire i fatti è necessario collegarli con altri fatti. Così in primis ho spulciato l'archivio del blog e ho appurato che: 
1) Abbiamo un Museo di Scienze chiuso da oltre due anni, in attesa di lavori che non partono mai (vedi il post "Scoop: il Museo di Scienze riapre nel 2033").
2) Abbiamo un Chiamparino nervosissimo per il bilancio regionale, e ansioso di scaricare quanto più possibile gli oneri legati alla cultura (vedi il post "La grande fuga").
3) Abbiamo un vecchio - ma evidentemente mai tramontato - progetto di Antonella Parigi per sbolognare il Museo di Scienze alla vagheggiata Superfondazione Rivoli-Gam (vedi post "Piatto ricco - si fa per dire... - mi ci ficco"). Poi la Superfondazione non s'è fatta, ma l'accorpamento di Rivoli nella Fondazione Torino Musei è avvenuta lo stesso, con la direzione unica Rivoli-Gam.
Insomma. Dal combinato disposto, mi verrebbe da dedurre che l'assessore Parigi accelera sul progetto per sbolognare il Museo di Scienze alla Fondazione Torino Musei, ovvero al Comune. Che paghino un po' anche loro.

Per un "museo più moderno"

Non è vero, mi risponde assai assessorialmente Parigi: "La Regione manterrà il suo impegno economico per il Museo di Scienze, così come ha fatto per il Castello di Rivoli, anche se sarà inserito nella Fodazione Torino Musei". Il vantaggio, mi spiega Antonellina, è un altro: se il Museo di Scienze entra in Fondazione, sarà più "dinamico e adeguato". Insomma: oggi i musei - sostiene Parigi - devono avere strategie moderne per attirare più pubblico, per fare fundraising, per aumentare i ricavi dal bookshop, dalla caffetteria e dall'affitto delle sale per eventi privati. Quello che, in buona sostanza, stanno facendo, con alterne fortune ma con dichiarata volontà, i musei che già stanno in Fondazione. E che, aggiungo io, riesce difficile quando si è subordinati alle logiche, ai tempi e alle capacità della pubblica amministrazione. Il MRSN, una volta in Fondazione, potrà usufruire delle stesse strutture e dello stesso know how a disposizione di Gam-Rivoli, Palazzo Madama, Borgo Medievale (finché c'è) e dello sventurato Mao.
Antonellina non mi dice, ma va da sé, che la Regione, quando il MRSN sarà in Fondazione e non più direttamente a carico suo, potrà decidere con maggiore libertà non dico se dare un contributo (lo darà, non ne dubito), ma quanto dare. D'altronde, l'obiettivo dei tempi nuovi è di mettere le istituzioni culturali nella condizione di reggersi il più possibile sulle proprie gambe. Di autofinanziarsi, in parte.

L'idea del "polo scientifico"

Ad ogni modo. L'assessore Parigi sostiene che l'arrivo in Fondazione Musei del MRSN rallegra assai Patriziona Asproni. Non tanto (o non solo) perché il suo impero si estenderebbe ancora, ma soprattutto perché, mi dice Antonella, "i poli museali scientifici e tecnologici oggi hanno sempre più visitatori". Tant'è che alla Parigi piacerebbe vedere in Fondazione anche "una parte almeno del Museo del Computer di Marco Boglione".
Il diligente Gabo chiama Patriziona che conferma. L'Asproni mi dice che la sola prospettiva ("siamo ancora alla fase di studio di fattibilità", si affretta a ricordarmi) ha già suscitato l'interesse degli altri musei scientifici italiani, che oggi scontano ancora l'eredità della suddivisione crociana tra umanesimo e scienza (con Patriziona si vola sempre altissimi). Mi fa notare, Patriziona, che un "pacchetto" unitario di musei umanistici e scientifici costituirebbe pure un'opportunità molto interessante per eventuali sponsor. E mi conferma la distinzione fra aspetto gestionale ("da affidare a specialisti", ovvero la Fondazione) e finanziario: "Deve restare comunque un sostegno pubblico: non c'è museo al mondo che si mantenga soltanto con risorse proprie o di privati, persino il Metropolitan riceve un contributo dalla città di New York".
Tutto molto rassicurante, insomma. Staremo a vedere.
Quanto alla conversazione con Antonellina, ha poi virato su altri temi. Tipo quali siano le proposte culturali che davvero costituiscono un'attrazione forte per il turismo. Ma di questo parliamo in un altro post, quando ho tempo.

Commenti

Post popolari in questo blog

L'UCCELLINO, LA MUCCA E LA VOLPE: UNA FAVOLA DAL FRONTE DEL REGIO

Inverno. Freddo. Un uccellino intirizzito precipita a terra e sta morendo congelato quando una mucca gli scarica addosso una caccona enorme e caldissima; l'uccellino, rianimato dal calore, tutto felice comincia a cinguettare; passa una volpe, sente il cinguettìo, estrae l'uccellino dalla cacca e se lo mangia. (La morale della favola è alla fine del post) C'era una volta al Regio Ora vi narrerò la favola del Regio che dimostra quanta verità sia contenuta in questo elegante aforisma. Un anno fa Chiarabella nomina alla sovrintendenza del Regio William Graziosi, fresco convertito alla causa grillina, imponendolo al Consiglio d'indirizzo e premendo sulle fondazioni bancarie: "Io non vi ho mai chiesto niente - dice ( bugia , ma vabbé) - ma questo ve lo chiedo proprio".  Appena installatosi, Graziosi benefica non soltanto i nuovi collaboratori marchigiani, ma anche i fedelissimi interni. Però attenzione, non è vero che oggi al Regio sono tutti co ntro Graz...

CHI TIRA TARDI AL MERCATO DELLE NOMINE

Un'altra settimana è andata, il Museo Egizio è ancora senza il nuovo Cda, e a tirare troppo la corda si rischia il commissariamento. Come scrivevo la settimana scorsa , il Consiglio d'amministrazione uscente è scaduto lo scorso 15 settembre e quello nuovo non può insediarsi perché incompleto: quattro dei cinque soci (Mic, Comune e le due fondazioni) hanno già indicato i propri rappresentanti, ma la Regione no. Mentre il presidente Cirio fa lo splendido in Giappone magnificando le nostre «eccellenze culturali», a Torino la sua maggioranza – lo scontro è tutto interno al centrodestra - s'accapiglia al gran mercato delle poltrone, e non riesce «a trovare una quadra» - parole loro – per dare una governance all'eccellenza culturale del Museo Egizio. Fossero almeno capaci di spartirsi la torta con un minimo di buona creanza. E qui parliamo di incarichi senza compenso: non oso immaginare quando ci sono in ballo stipendi e prebende. Ma l'indegna gazzarra deve finire in fret...

LUCA MANA DIRETTORE DEL MUSEO OMETTO

Luca Mana è il nuovo direttore del Museo Accorsi-Ometto Ricevo e volentieri pubblico: Da ieri il Museo Accorsi-Ometto ha un nuovo direttore. Il 26 settembre 2019 si è riunito il Consiglio d’amministrazione della Fondazione Accorsi-Ometto che ha ratificato le ultime volontà del Cavaliere Giulio Ometto, nominando Direttore del Museo e del Consiglio artistico Luca Mana, attuale responsabile delle collezioni museali. L’incarico sarà effettivo dal 1°ottobre. Luca Mana, 38 anni, è storico dell’arte. Ha studiato a Torino e a Bologna. Vincitore nel 2009 della borsa di studio Crt “Master dei Giovani Talenti della Società Civile”, dal 2015 è responsabile delle collezioni del Museo di Arti Decorative Accorsi-Ometto, del quale, in questi ultimi anni, ha curato il riallestimento delle sale e gli allestimenti delle mostre. Curatore e co-curatore di esposizioni dedicate alla cultura figurativa italiana tra Seicento e Ottocento, è autore di saggi e di articoli che spaziano dall’evoluzione dei re...