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SONO TORNATO: UN POST CHE PARLA DI FILM, CANZONI, MINISTRI, PIETANZE E SCAZZI VARI

Sono tornato.
Non mi siete mancati. Né, spero, io a voi.
E' successo che il 9 marzo stavo di fronte a Palazzo Madama. Aspettavo la conferenza stampa per la mostra dei dipinti dell'Hermitage. E ti vedo arrivare il ministro per caso Franceschini seguito da un codazzo di scribi, reggicoda e postulanti. Il nulla circondato dal niente. Era il giorno del mio compleanno, così ho deciso di farmi un regalo. Ho girato sui tacchi e me ne sono andato a pranzo con mio figlio. Che come compagnia è molto più interessante e intelligente del nulla circondato dal niente.
Da quel momento ho fatto cose più utili e piacevoli che ascoltare e raccontare minchiate. Ho letto un paio di ottimi libri, ho sperimentato una nuova ricetta, mi sono occupato di persone care, ho curato il giardino, sono andato al concerto di un mio amico ed era un ottimo concerto, e l'indomani ci siamo accompagnati al cine e abbiamo visto "Lo chiamavano Jeeg Robot" che è un bel film - non eccezionale come dicono tanti, però bello - e a cena ho preso la finanziera del ristorante del Circolo dei Lettori, che per me resta l'unica finanziera accettabile quando non me la prepara mia madre. Ho persino scritto un pezzo per La Stampa che mi ha divertito scrivere. E, dimenticavo, di film ho anche visto l'ultimo dei fratelli Cohen e quello è eccezionale veramente, però non vale che lo dica io perché a me i fratelli Cohen potrebbero anche farmi vedere il filmino del lor bar mitzvah e io lo troverei comunque straordinario.
E insomma, più passavano i giorni e più mi scappava la voglia di riprendere lo stupido blog.
Con tutto che le cose accadono, e ti prudono le mani, e pensi che alla fin fine tante pompose nullità meritano un cronista attento e benevolo. E lo so che è uno sporco lavoro, ma qualcuno lo deve pur fare. Che è poi la morale ultima di "Lo chiamavano Jeeg Robot", per cui tout se tient.
Quindi un po' m'è tornata la voglia. Ma restava il decente obbligo - superstite retaggio di un mio mal riposto rispetto dei miei contemporanei - di spiegare agli immaginari lettori i motivi di sì protratta assenza. Ci ho pensato un po' e mi sono accorto che in realtà uno dei miei Venerati Maestri aveva già trovato le parole adatte esattamente quarant'anni fa; e poiché in quarant'anni le cose non sono migliorate, anzi, ho deciso che tanto valeva usare quelle parole, tanto io non saprei scriver di meglio. Con qualche minima aggiustatina, giusto per contestualizzare. L'originale, comunque, lo ascoltate qui.

Ai lettori

Ma se io avessi previsto tutto questo, dati causa e pretesto, le attuali conclusioni, credete che per questi quattro soldi, questa gloria da stronzi, avrei fatto 'sto mestiere? Vabbè, ammetto che mi sono sbagliato e accetto il Crucifige e così sia.  Mio padre in fondo aveva anche ragione a dir che la pensione è davvero importante. Mia madre non aveva poi sbagliato a dir che un  avvocato conta più di un giornalista. Giovane ingenuo io ho perso la testa, sian stati i libri o il mio provincialismo, e un cazzo in culo e accuse di arrivismo,  dubbi di qualunquismo son quello che mi resta.
Voi leoni della tastiera, voi intellettuali del bar sport, voi militanti severi, chiedo scusa a Vossia; però non ho mai detto che con un editoriale si fanno rivoluzioni o si cambia il mondo. Io scrivo quando posso, come posso, quando ne ho voglia senza applausi o fischi, essere letto o no non passa fra i miei rischi, voltate pagina e sputatemi addosso.
Secondo voi ma a me cosa mi frega di assumermi la bega di star qui a pigiare tasti? Godo molto di più nell'ubriacarmi, oppure a masturbarmi o, al limite, a scopare. Se son d'umore nero allora scrivo frugando dentro alle vostre miserie: di solito ho da far cose più serie,  costruir su macerie o mantenermi vivo.
Io tutto, io niente, io stronzo, io ubriacone, io poeta, io buffone, io anarchico, io fascista; io ricco, io senza soldi, io radicale, io diverso e io uguale, negro, ebreo, comunista! Io frocio, io perché scrivo so imbarcare,  io falso, io vero, io genio, io cretino, io solo qui alle quattro del mattino,  l'angoscia e un po' Maalox, voglia di bestemmiare.
Secondo voi ma chi me lo fa fare di stare ad ascoltare chiunque ha un tiramento? Ovvio, il medico dice "Sei depresso": nemmeno dentro al cesso possiedo un mio momento. Ed io che ho sempre detto che era un gioco, sapere usare o no d'un certo metro:  compagni il gioco si fa peso e tetro, però il mio didietro non lo vendo per poco.
Colleghi giornalisti, eletta schiera che fa la mosca cocchiera manco per gran guadagno, voi che siete capaci fate bene a sentirvi importanti e non solo coglioni.. Che cosa posso dirvi? Andate, fate:  tanto ci sarà sempre, lo sapete, un politico fallito, un pio, un teorete, un cittadino o un prete a sparare cazzate.
Ma se io avessi previsto tutto questo, dati causa e pretesto, forse farei lo stesso.: mi piace 'sto mestiere, mi piace far casino, e poi sono nato fesso. E quindi tiro avanti e non mi svesto dei panni che son solito portare. Ho tante cose ancora da raccontare per chi vuole ascoltare,
E a culo tutto il resto.

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