Ho una spiccata attitudine ad accettare inviti che non sono certo di poter sostenere. Stasera, per esempio, mi hanno invitato a un incontro che si tiene alle 19 alla Palazzina di Stupinigi, in occasione della mostra "Regine & Re di Cuochi", dedicata alla "cucina italiana d'autore". Pur riconoscendomi un certo talento ai fornelli, nel contesto faccio fatica a considerarmi l'uomo giusto al posto giusto. Tanto più che all'incontro partecipa un cuoco vero, e famoso, Fulvio Pierangelini. Non credo ci sia partita, sul piano culinario. In realtà ho accettato perché l'altro ospite della serata è Enrico Rava, un amico ma soprattutto un divino musicista. E insomma, io più che a parlare vado ad ascoltare. Pierangelini, certo, per migliorarmi come cuoco; e Rava perché da lui, anche se non suona, impari sempre qualcosa. Lo consiglio anche a voi. E' gratis, però bisogna prenotare sul sito.
Inverno. Freddo. Un uccellino intirizzito precipita a terra e sta morendo congelato quando una mucca gli scarica addosso una caccona enorme e caldissima; l'uccellino, rianimato dal calore, tutto felice comincia a cinguettare; passa una volpe, sente il cinguettìo, estrae l'uccellino dalla cacca e se lo mangia. (La morale della favola è alla fine del post) C'era una volta al Regio Ora vi narrerò la favola del Regio che dimostra quanta verità sia contenuta in questo elegante aforisma. Un anno fa Chiarabella nomina alla sovrintendenza del Regio William Graziosi, fresco convertito alla causa grillina, imponendolo al Consiglio d'indirizzo e premendo sulle fondazioni bancarie: "Io non vi ho mai chiesto niente - dice ( bugia , ma vabbé) - ma questo ve lo chiedo proprio". Appena installatosi, Graziosi benefica non soltanto i nuovi collaboratori marchigiani, ma anche i fedelissimi interni. Però attenzione, non è vero che oggi al Regio sono tutti co ntro Graz...
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