Ho una spiccata attitudine ad accettare inviti che non sono certo di poter sostenere. Stasera, per esempio, mi hanno invitato a un incontro che si tiene alle 19 alla Palazzina di Stupinigi, in occasione della mostra "Regine & Re di Cuochi", dedicata alla "cucina italiana d'autore". Pur riconoscendomi un certo talento ai fornelli, nel contesto faccio fatica a considerarmi l'uomo giusto al posto giusto. Tanto più che all'incontro partecipa un cuoco vero, e famoso, Fulvio Pierangelini. Non credo ci sia partita, sul piano culinario. In realtà ho accettato perché l'altro ospite della serata è Enrico Rava, un amico ma soprattutto un divino musicista. E insomma, io più che a parlare vado ad ascoltare. Pierangelini, certo, per migliorarmi come cuoco; e Rava perché da lui, anche se non suona, impari sempre qualcosa. Lo consiglio anche a voi. E' gratis, però bisogna prenotare sul sito.
Come eravamo. E' il 2002, Patrizia Sandretto inaugura la sede torinese della Fondazione in via Modane, affiancata da Enzo Ghigo, oggi presidente del Museo del Cinema e all'epoca presidente della Regione, e dal Chiampa, allora sindaco di Torino. Alle loro spalle riconosco Vittorio Sgarbi, il marito di Patrizia Agostino Re Rebaudengo, e l'allora vicario vescovile ed ex direttore della "Voce del Popolo" monsignor Franco Peradotto, oggi scomparso Oggi la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo compie venticinque anni. Nel tempo normale, il tempo di prima che abbiamo perduto, sarebbe l'occasione delle celebrazioni di rito, del "sembra ieri", e di quant'altro si conviene a ricorrenze significative per la vita culturale della città. Oggi niente di ciò è possibile. Con adeguato understatement, Patrizia Sandretto per ricordare l'anniversario si è limitata a inviare una lettera che a me è piaciuta, e che quindi pubblico integralmente. Care e cari t...
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