Ho una spiccata attitudine ad accettare inviti che non sono certo di poter sostenere. Stasera, per esempio, mi hanno invitato a un incontro che si tiene alle 19 alla Palazzina di Stupinigi, in occasione della mostra "Regine & Re di Cuochi", dedicata alla "cucina italiana d'autore". Pur riconoscendomi un certo talento ai fornelli, nel contesto faccio fatica a considerarmi l'uomo giusto al posto giusto. Tanto più che all'incontro partecipa un cuoco vero, e famoso, Fulvio Pierangelini. Non credo ci sia partita, sul piano culinario. In realtà ho accettato perché l'altro ospite della serata è Enrico Rava, un amico ma soprattutto un divino musicista. E insomma, io più che a parlare vado ad ascoltare. Pierangelini, certo, per migliorarmi come cuoco; e Rava perché da lui, anche se non suona, impari sempre qualcosa. Lo consiglio anche a voi. E' gratis, però bisogna prenotare sul sito.
Sergio Ricciardone non c'è più. Se n'è andato così, ad appena 53 anni, dopo breve malattia. Venticinque anni fa, insieme con i colleghi deejay Giorgio Valletta e Roberto Spallacci, aveva fondato l'associazione X-Plosiva e inventato Club to Club. Il resto è storia. La storia di una piccola serata itinerante nei club torinesi che man mano cresce, evolve, cambia pelle, fino a diventare C2C, uno dei più importanti festival musicali d'Europa e del mondo . Sergio, che di C2C era il direttore artistico, era un mio amico. Ma era molto di più per questa città: un genio, un visionario, un innovatore, un pioniere. E un innamorato di Torino, che spesso non l'ha compreso abbastanza e ancor meno lo ha ricambiato. Un'altra bella persona che perdiamo in questo 2025 cominciato malissimo: Ricciardone dopo Gaetano Renda e Luca Beatrice. Uomini che a Torino hanno dato tanto, e tanto ancora potevano dare. Scusatemi, ma adesso proprio non me la sento di scrivere altro.
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