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SALONE DEL LIBRO: DOVE VANNO I DIPENDENTI

IL vicepresidente Mario Montalcini e l'assessore Antonella Parigi
Oggi pomeriggio l'agonia della Fondazione per il Libro è approdata alla Commissione cultura della Regione. A rispondere alle domande dei commissari-consiglieri c'erano l'assessore Parigi e il vicepresidente della Fondazione Mario Montalcini.
Come ben sapete, e come ho sperimentato sulla mia pelle, le sedute della Commissione cultura regionale sono più blindate delle riunioni della Spectre. I giornalisti non possono entrare, pena interminabili e inani conciliaboli con noiosissimi consiglieri. Per fortuna c'è sempre chi ti racconta, affinché tu possa a tua volta raccontare. Pertanto vi posso riferire che sulla questione dei fornitori da pagare non è stato detto nulla di definitivo, al di là di una generica volontà di far fronte agli impegni. Temo sia sottinteso un "per quanto possibile". 

Come nasce uno sbilancio

Resta il fatto che lo "sbilancio" fra i debiti della Fondazione (essenzialmente verso i fornitori) e i crediti che la stessa vanta nei confronti di Comune e Regione (i contributi promessi e mai pagati) si aggira attorno ai due milioni di euro. Ricordo sommessamente che, quando Comune e Regione non versano prontamente i contributi promessi - e ciò avviene ormai sistematicamente - la Fondazione deve ricorrere, per le sue necessità di cassa, ai mutui bancari. I mutui bancari implicano pesanti interessi da pagare. Negli ultimi dieci anni, la Fondazione ha dovuto pagare alle banche interessi attorno ai duecentomila euro all'anno. Fatevi voi i conti, e ditemi da dove nasce lo sbilancio. 
Qui è tutta una storia di gente che non paga, di gente che si indebita perché non viene pagata, e di gente che dopo non aver pagato fa ancora la voce grossa perché il tapino che non è stato pagato si è riempito di debiti per sopravvivere.

Verso la NewCo

Vabbé, guardiamo avanti. Parigi e Montalcini non lo hanno detto chiaro e tondo, trincerandosi dietro l'attesa del "parere legale" chiesto a un consulente specializzato. Ma è evidente che si va verso la NewCo, la "Seconda Fondazione" che svolgerà gli stessi compiti e con lo stesso personale, ma senza i debiti. I debiti rimarranno in capo alla Fondazione attuale: la  quale sarà messa in liquidazione e giustappunto pagherà i debiti. Per quanto possibile.

I dipendenti? Otto al Circolo, due alla Fondazione. Ma a tempo

Invece è stato chiarito il futuro dei dipendenti: tramontato il rischio di un licenziamento o di un nuovo rapporto con contratto a termine, pare certo che verranno "distaccati" presso i due enti incaricati di organizzare il Salone 2018, conservando comunque il vecchio contratto di lavoro. Attenzione però: si tratta di un "distacco temporaneo" fino al prossimo giugno. Poi si vedrà. Presumo che, se si farà la nuova Fondazione, i dipendenti torneranno alla base. Ma è un'ipotesi mia. Ottimistica.
In tutto i dipendenti sono dodici: due di essi rimarranno alla Fondazione per il Libro, ben otto saranno distaccati al Circolo dei Lettori e due alla Fondazione Cultura. "Il Circolo - ha dichiarato la Parigi - si occuperà delle attività interne del programma del Salone e dell’International Book Forum, mentre la Fondazione per la Cultura curerà le attività del Salone Off, quelle più prettamente musicali e la ricerca di sponsor".
Per il resto, nessuna novità. Montalcini ha confermato il ritorno della Mondadori al Salone, e il peso economico della manifestazione, tipo i 60 milioni di euro di ricadute sul territorio e il 94 per cento di camere d'albergo occupate. Quelle cose, per intenderci, di cui inspiegabilmente (o ben spiegabilmente) non si è tenuto conto al momento di stimare il valore del marchio.

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