Passa ai contenuti principali

GLI AUDACI COLPI DELLA BANDA DEL BUCO



Come promesso, ecco il link dell'articolo di oggi sul Corriere che riassume le celebri defenestrazioni messe in atto tramite buco in bilancio. Ispirato dalla notizia della richiesta di archiviazione che chiude sette mesi di indagini penali della Procura sullo sbilancio del Regio, l'articolo rievoca illustri precedenti e analizza il modus operandi della banda del buco.
La tesi dell'articolo è che un buco nel bilancio di un'istituzione culturale a Torino ha un peso variabile, variabili conseguenze e variabili possibilità di essere tappato: dipende dalle convenienze del potere del momento. In sintesi: non sono i soldi che mancano. Al limite manca la persona giusta cui darli. Sii la persona giusta: e i soldi si troveranno. Ma se non sei la persona giusta, fai le valigie in fretta: se non ti sbrighi parte la tempesta di merda. 
Roosevelt diceva del dittatore Somoza: "He may be a son of a bitch, but he's our son of a bitch". Il potere non fa distinzioni fra buoni e cattivi: soltanto fra amici e nemici. E si libera senza rimpianti anche degli amici quando non gli servono (o non lo servono) più.
Ecco, questo è l'argomento dell'articoloCome bonus track, e ad approfondimento delle vicende citate, aggiungo qui sotto i link ad alcuni post che in passato ho dedicato al simpatico argomento. Ci ritroverete molti concetti, espressioni o episodi che compaiono anche nell'articolo di oggi: è inevitabile, purtroppo qui le cose non cambiano, semmai peggiorano. Ad ogni modo, vi avverto: se trovate il tempo e la voglia di leggere i post che seguono, lo fate a vostro rischio e pericolo. Io non rispondo di eventuali acidità, gastriti e crisi depressive. 

Commenti

  1. Ho trovato il tempo e la voglia di rileggere i suoi lungimiranti post. Ho rivisto anche un mio commento, scritto quando ancora credevo in una oggettiva valutazione dei fatti. Non ho avuto " crisi depressive", ma la conferma che esistono ancora giornalisti " liberi", che non rincorrono solo notizie degne di una rivista di gossip, ma che espongono in modo chiaro ciò che solo chi vuol fingersi cieco non vede.
    In questo mondo di " usa e getta", è consolante sapere che esiste qualcuno che non dimentica i fatti, i meriti, le competenze e, sicuramente, anche qualche errore perchè la fallibilità umana esiste.
    Ho letto con particolare attenzione le strane variazioni della valutazione del marchio del Salone del Libro. Io non sono una esperta, ma assegnare una valutazione senza tenere conto delle ricadute economiche del marchio sul territorio è un " non senso" e non penso nemmeno che sia del tutto legittimo. Forse anche questa giostra di cifre era " propedeutica" a qualche soluzione che poi non si è realizzata.
    La ringrazio per la sua"voce libera". È un grande!!!

    RispondiElimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

L'UCCELLINO, LA MUCCA E LA VOLPE: UNA FAVOLA DAL FRONTE DEL REGIO

Inverno. Freddo. Un uccellino intirizzito precipita a terra e sta morendo congelato quando una mucca gli scarica addosso una caccona enorme e caldissima; l'uccellino, rianimato dal calore, tutto felice comincia a cinguettare; passa una volpe, sente il cinguettìo, estrae l'uccellino dalla cacca e se lo mangia. (La morale della favola è alla fine del post) C'era una volta al Regio Ora vi narrerò la favola del Regio che dimostra quanta verità sia contenuta in questo elegante aforisma. Un anno fa Chiarabella nomina alla sovrintendenza del Regio William Graziosi, fresco convertito alla causa grillina, imponendolo al Consiglio d'indirizzo e premendo sulle fondazioni bancarie: "Io non vi ho mai chiesto niente - dice ( bugia , ma vabbé) - ma questo ve lo chiedo proprio".  Appena installatosi, Graziosi benefica non soltanto i nuovi collaboratori marchigiani, ma anche i fedelissimi interni. Però attenzione, non è vero che oggi al Regio sono tutti co ntro Graz...

CULICCHIA DIRETTORE DEL CIRCOLO

Uscito sul Corriere e non disponibile on line. È andata come era previsto, e logico: Giuseppe Culicchia è il nuovo direttore del Circolo dei Lettori. Nomina scontata, se solo si considera il curriculum: scrittore affermato in Italia e pubblicato anche all'estero; solidi legami sia con la scena culturale cittadina, sia con l'editoria nazionale; esperienza nel mondo dei giornali; una lunga collaborazione con il Salone del Libro; apprezzato anche al Circolo, dove dirige un festival letterario, «Radici», di ottima qualità. Insomma, il perfetto kit del candidato naturale alla successione di Elena Loewenthal, anche a prescindere dall'endorsement – alquanto sfacciato – del fratello d'Italia Maurizio Marrone; endorsement che a Culicchia ha fatto più male che bene, facendone involontario oggetto di scontri di potere e appiccicandogli addosso un'etichetta «politica» che dubito gli appartenga e comunque non s'è avvertita nelle sue scelte alla direzione di «Radici», onestam...

IL CINEMA CHE PIACE A MOLLICONE

Già al Regio, venerdì sera, l'occupazione delle poltrone d'onore raccontava i nuovi equilibrii: accanto a un rabbuiato Lo Russo sedevano ( nella foto da sinistra - beh, si fa per dire... - a destra ) Alberto Cirio, quindi il direttore del Tff Giulio Base (poltrona raramente occupata, lui stava sempre sul palco), più a destra ancora il fratello d'Italia Federico Mollicone, presidente della Commissione cultura della Camera, e infine Sergio Castellitto in quota amicale. Specchio del paese, la maggioranza cinematografica si accomoda al Torino Film Festival lanciando accorati appelli per salvare l'industria del cinema (Castellitto) e subito dopo impegnandosi a salvarla «ma con cognizione» (Mollicone). Intanto a Roma covano tagli al Fondo per il cinema mentre a Torino la giunta Cirio proclama la granitica volontà di «trasformare il Piemonte in uno dei principali poli cinematografi d'Europa». Nientemeno. Si mettessero d'accordo con se stessi: 'sto cinema lo voglion...