Passa ai contenuti principali

MERCATINI DI NATALE: SCHIAFFI IN FACCIA AI CONSIGLIERI COMUNALI (RELOADED)

Colpo di scena - in fondo prevedibile - nella penosa vicenda dei mercatini di Natale, vicenda che trovate riassunta in questi post del 20 novembre e del giorno successivo.
Frastornato dal turbinoso giro di società effimere, nomi ricorrenti, curiose coincidenze, passaggi di proprietà, amministratori invisibili, all'epoca avevo posto alcune domande ai responsabili politici dei baraccamenti torinesi, ovvero Chiarabella e l'Assessore Triste. Senza ricevere - manco a dirlo - risposte dall'enigmatica sindaca, e incassando spiegazioni a parer mio zoppicanti dal vago assessore.
Le stesse curiosità mie avevano però indotto i consiglieri d'opposizione Lo Russo e Foglietta a chiedere già in novembre l'audizione davanti alle Commissioni 3 e 5 dei rappresentanti della Mercatini srl, società che ha l'appalto delle bancarelle in piazza Castello e altre piazze cittadine: magari l'amministratrice unica, tale signora De Mango che finora è rimasta null'altro che un nome su una visura camerale. Così, tanto per il piacere di conoscerla.
Il 10 dicembre l'audizione viene fissata per due settimane dopo, il 23: giusto giusto all'antivigilia di Natale, come sorpresa sotto l'albero. E io non vi nascondo che ero davvero ansioso di assistervi. Purtroppo proprio in queste ore - mentre seguo con attenzione le tribolazioni di Roberto Rosso, l'uomo che doveva diventare assessore alla Cultura e che adesso dovrà difendersi dall'accusa di voto di scambio mafioso - quatta quatta arriva la sconvocazione: per motivi l'avviso non specifica, l'audizione a Commissioni riunite della signora De Mango o chi per essa è rinviata "a data da destinarsi". E si noti bene: le commissioni si riuniranno comunque, per discutere le "azioni per favorire la crescita del lavoro nel distretto cinematografico" sollecitate dal consigliere Giovara.

L'amministratrice non si presenta: non lo ritiene necessario

In seguito apprendo che la sullodata signora Maura De Mango all'ultimo momento ha inviato al Comune una lettera (evidentemente scritta da un avvocato) con la quale rifiuta di presentarsi davanti alle Commissioni riunite per i seguenti motivi:
1) ha altri impegni, e anche i suoi collabotori hanno troppo da fare;
2) ritiene (lei ritiene) che la riunione "non abbia reale motivo di essere tenuta" dato che a fine manifestazione loro presenteranno una "relazione qualitativa";
3) ha ricordato inoltre, la signora De Mango, che come vincente di un appalto pubblico la società "è già sottoposta a controlli sull'esecuzione";
4) e infine, dulcis in fundo, si è premurata di sottolineare che "tale riunione non è prevista" tra gli obblighi del capitolato d'appalto.
Ciapa su. Così, a occhio, direi che siamo di fronte alla più solenne palata di merda in faccia che una Commissione consiliare abbia mai ricevuto nell'intera storia del Comune di Torino.
Va da sé che l'amministratrice di Mercatini srl ha il pieno diritto di non presentarsi, ci mancherebbe. 
Ma a memoria mia nessuno - né i vertici delle Fondazioni bancarie, né i direttori di musei, teatri, festival, né i presidenti delle massime istituzioni cittadine, neppure personaggi pubblici di grande prestigio - nessuno ha mai rifiutato tanto rudemente di incontrare i rappresentanti del Consiglio comunale, ovvero i rappresentanti dei torinesi tutti. Questo a prescindere da obblighi contrattuali, ma unicamente per ragioni di elementare rispetto istituzionale.
Mi domando se sia rimasto qualcuno, in Comune, che si preoccupi di difendere la dignità dell'Istituzione. In caso contrario, desidero comunicare a lorsignori che io non mi sento rappresentato da quaquaraquà che, se non esigono rispetto da un fornitore, men che meno ne possono pretendere da un loro datore di lavoro, che non li paga certo per sentirsi trattare a pesci in faccia dal primo che passa.
E basta, ormai non mi stupisco più di niente, e non perdo neanche tempo - il mio e il vostro - ad esporre i miei mali pensieri: ciascuno è dotato di un cervello, almeno si presume, e dunque può arrivare da solo alle considerazioni che ritiene corrette.
E' quasi Natale, e si ode un tintinnìo. Sarà la slitta del ciccione in rosso.

Commenti

Post popolari in questo blog

L'UCCELLINO, LA MUCCA E LA VOLPE: UNA FAVOLA DAL FRONTE DEL REGIO

Inverno. Freddo. Un uccellino intirizzito precipita a terra e sta morendo congelato quando una mucca gli scarica addosso una caccona enorme e caldissima; l'uccellino, rianimato dal calore, tutto felice comincia a cinguettare; passa una volpe, sente il cinguettìo, estrae l'uccellino dalla cacca e se lo mangia. (La morale della favola è alla fine del post) C'era una volta al Regio Ora vi narrerò la favola del Regio che dimostra quanta verità sia contenuta in questo elegante aforisma. Un anno fa Chiarabella nomina alla sovrintendenza del Regio William Graziosi, fresco convertito alla causa grillina, imponendolo al Consiglio d'indirizzo e premendo sulle fondazioni bancarie: "Io non vi ho mai chiesto niente - dice ( bugia , ma vabbé) - ma questo ve lo chiedo proprio".  Appena installatosi, Graziosi benefica non soltanto i nuovi collaboratori marchigiani, ma anche i fedelissimi interni. Però attenzione, non è vero che oggi al Regio sono tutti co ntro Graz...

CULICCHIA DIRETTORE DEL CIRCOLO

Uscito sul Corriere e non disponibile on line. È andata come era previsto, e logico: Giuseppe Culicchia è il nuovo direttore del Circolo dei Lettori. Nomina scontata, se solo si considera il curriculum: scrittore affermato in Italia e pubblicato anche all'estero; solidi legami sia con la scena culturale cittadina, sia con l'editoria nazionale; esperienza nel mondo dei giornali; una lunga collaborazione con il Salone del Libro; apprezzato anche al Circolo, dove dirige un festival letterario, «Radici», di ottima qualità. Insomma, il perfetto kit del candidato naturale alla successione di Elena Loewenthal, anche a prescindere dall'endorsement – alquanto sfacciato – del fratello d'Italia Maurizio Marrone; endorsement che a Culicchia ha fatto più male che bene, facendone involontario oggetto di scontri di potere e appiccicandogli addosso un'etichetta «politica» che dubito gli appartenga e comunque non s'è avvertita nelle sue scelte alla direzione di «Radici», onestam...

IL CINEMA CHE PIACE A MOLLICONE

Già al Regio, venerdì sera, l'occupazione delle poltrone d'onore raccontava i nuovi equilibrii: accanto a un rabbuiato Lo Russo sedevano ( nella foto da sinistra - beh, si fa per dire... - a destra ) Alberto Cirio, quindi il direttore del Tff Giulio Base (poltrona raramente occupata, lui stava sempre sul palco), più a destra ancora il fratello d'Italia Federico Mollicone, presidente della Commissione cultura della Camera, e infine Sergio Castellitto in quota amicale. Specchio del paese, la maggioranza cinematografica si accomoda al Torino Film Festival lanciando accorati appelli per salvare l'industria del cinema (Castellitto) e subito dopo impegnandosi a salvarla «ma con cognizione» (Mollicone). Intanto a Roma covano tagli al Fondo per il cinema mentre a Torino la giunta Cirio proclama la granitica volontà di «trasformare il Piemonte in uno dei principali poli cinematografi d'Europa». Nientemeno. Si mettessero d'accordo con se stessi: 'sto cinema lo voglion...