Passa ai contenuti principali

LA PREVALENZA DEL VIRUS: NIENTE ARTISSIMA ALL'OVAL, CASSA INTEGRAZIONE AL REGIO

Stardust memories: un'edizione di Artissima all'Oval
Dopo il Salone del Libro, anche Artissima si arrende all'evidenza del virus e getta la spugna. Oggi sul sito della Fiera è stato annunciato, con un eufemismo ormai corrente, che "Artissima 2020 cambia forma". Tradotto, significa che - come già deciso ieri per il Salone - anche l'edizione 2020 di Artissima prevista dal 5 all'8 novembre è ufficialmente e definitivamente annullata.
Guardiamo in faccia la realtà: il covid è tornato - anzi, non è mai andato via - ed è qui per restare. Non è aria per grandi eventi.
E trovo indicativo della situazione generale anche la notizia, trapelata giusto oggi, che il Regio ha di nuovo messo i comparti artistici in cassa integrazione per due settimane, che potrebbero diventare tre. Segnale tutt'altro che rassicurante, mentre si avvicina l'apertura della stagione...
D'altronde per Artissima viste le attuali condizioni - solo ieri in Piemonte abbiamo avuto 110 nuovi contagi e un decesso, figuriamoci a novembre... - non ci si poteva aspettare un destino diverso. Gestire in sicurezza uno spazio come l'Oval, nel pieno della seconda ondata, sarebbe stata un'impresa titanica; anzi, impossibile. Aggiungete l'aspetto finanziario: nonostante l'ottimismo esibito fino a ieri dalla direzione della Fiera per non allarmare gli espositori, a quanto mi risulta negli ultimi giorni sono arrivate le disdette di numerose gallerie, specie straniere, il che significa un sostanzioso calo degli incassi per l'affitto degli stand, tale da compromettere il già delicato equilibrio economico della manifestazione. E sarebbe anche inevitabile il forfait di molti grandi collezionisti internazionali, il che significa l'assenza di compratori: quanti di essi - di rado giovanissimi - si sarebbero sobbarcati il viaggio, ammesso che a novembre si viaggi, con la prospettiva di una quarantena?
Morale, per il 2020 va così. Salve le immancabili "iniziative di consolazione", specie sul web, per non buttare via tutto il lavoro di questi mesi.
Al momento invece sono confermate le altre fiere d'arte d'inizio novembre - da The Others a Flash Back - che tradizionalmente fanno da "corona" ad Artissima. Quest'anno saranno una corona senza testa.
Quanto a Paratissima, ha scelto una versione "light", con eventi eventi spalmati su circa due mesi, dal 23 ottobre all'8 dicembre.
Ecco infine la comunicazione diffusa oggi sul sito di Artissima:

Artissima 2020 cambia forma. In questi mesi abbiamo lavorato con la consueta determinazione all’organizzazione di una fiera che potesse a novembre accogliere a Torino – in piena sicurezza e nel rispetto delle normative vigenti – le sue gallerie, il suo pubblico, i suoi partner.
Un’attenta analisi dei più recenti sviluppi della situazione sanitaria in Europa e nel mondo e un’accurata valutazione delle sue inevitabili conseguenze, ci hanno portato oggi a prendere la difficile ma necessaria decisione di non aprire le porte del Padiglione fieristico per la 27ma edizione di Artissima. Prosegue tuttavia con cura e creatività la costruzione di un programma fisico, realizzato con Fondazione Torino Musei, e di progetti digitali che inaugureranno nelle date previste, affinché l’edizione 2020 continui ad essere un riferimento nel calendario internazionale e a rappresentare per la città e per la comunità dell’arte contemporanea un’opportunità di approfondimento e incontro.
Non verranno quindi dispersi quelle energie e quell’impegno profusi in questi mesi da coloro che hanno continuato a credere nel progetto Artissima, sostenendolo con fiducia e entusiasmo.
Crediamo che l’arte, da sempre catalizzatrice delle visioni più innovative, possa rappresentare la guida in grado di aprire scenari inaspettati testimoni di un profondo e meditato cambiamento.
Restate sintonizzati: presto sveleremo la nuova forma di questa edizione Unplugged.

E vabbè, resterò sintonizzato...

Commenti

Post popolari in questo blog

CIAO SERGIO

Sergio Ricciardone non c'è più. Se n'è andato così, ad appena 53 anni, dopo breve malattia. Venticinque anni fa, insieme con i colleghi deejay Giorgio Valletta e Roberto Spallacci, aveva fondato l'associazione X-Plosiva e inventato Club to Club. Il resto è storia. La storia di una piccola serata itinerante nei club torinesi che man mano cresce, evolve, cambia pelle, fino a diventare C2C, uno dei più importanti festival musicali d'Europa e del mondo . Sergio, che di C2C era il direttore artistico, era un mio amico. Ma era molto di più per questa città: un genio, un visionario, un innovatore, un pioniere. E un innamorato di Torino, che spesso non l'ha compreso abbastanza e ancor meno lo ha ricambiato. Un'altra bella persona che perdiamo in questo 2025 cominciato malissimo: Ricciardone dopo Gaetano Renda e Luca Beatrice. Uomini che a Torino hanno dato tanto, e tanto ancora potevano dare.   Scusatemi, ma adesso proprio non me la sento di scrivere altro.

ADDIO, LUCA

Luca Beatrice ci ha lasciati all'improvviso, tradito dal cuore all'età di 63 anni. Era stato ricoverato lunedì mattina alle Molinette in terapia intensiva. Non sto a dirvi quale sia il mio dolore. Con Luca ho condiviso un lungo tratto di strada, da quando ci presentarono - ricordo, erano gli anni Novanta, una sera alla Lutèce di piazza Carlina - e gli proposi di entrare nella squadra di TorinoSette. Non me la sento di aggiungere altro: Luca lo saluto con l'articolo che uscirà domani sul Corriere . È difficile scriverlo, dire addio a un amico è sempre triste, figuratevi cos'è farlo davanti a un pubblico di lettori. Ma glielo devo, e spero che ne venga fuori un pezzo di quelli che a lui piacevano, e mi telefonava per dirmelo. Ma domani la telefonata non arriverà comunque, e pensarlo mi strazia. Ciao, Luca. Funerale sabato 25 alle 11,30 in Duomo.

L'UCCELLINO, LA MUCCA E LA VOLPE: UNA FAVOLA DAL FRONTE DEL REGIO

Inverno. Freddo. Un uccellino intirizzito precipita a terra e sta morendo congelato quando una mucca gli scarica addosso una caccona enorme e caldissima; l'uccellino, rianimato dal calore, tutto felice comincia a cinguettare; passa una volpe, sente il cinguettìo, estrae l'uccellino dalla cacca e se lo mangia. (La morale della favola è alla fine del post) C'era una volta al Regio Ora vi narrerò la favola del Regio che dimostra quanta verità sia contenuta in questo elegante aforisma. Un anno fa Chiarabella nomina alla sovrintendenza del Regio William Graziosi, fresco convertito alla causa grillina, imponendolo al Consiglio d'indirizzo e premendo sulle fondazioni bancarie: "Io non vi ho mai chiesto niente - dice ( bugia , ma vabbé) - ma questo ve lo chiedo proprio".  Appena installatosi, Graziosi benefica non soltanto i nuovi collaboratori marchigiani, ma anche i fedelissimi interni. Però attenzione, non è vero che oggi al Regio sono tutti co ntro Graz...