Avrà pure tatuaggi bizzarri e trascorsi opinabili: ma oggettivamente Alessandro Giuli è un uomo intelligente. E ciò rappresenta un non trascurabile upgrade al ministero della Cultura.
Ok: non ci voleva Einstein per capire che impuntarsi - per infantile volontà di ripicca - a cacciare Christillin, e di conseguenza Greco, dalla guida dell'Egizio sarebbe stato un suicidio politico, oltre che (per quel che può interessare a lorsignori) un'eutanasia per l'Egizio stesso, e uno schiaffo all'intera città: e quando un'intera città viene presa a schiaffoni magari poi s'incazza, e se ne ricorda alla urne. Non ci voleva Einstein per capirlo: ma intanto Alessandro Giuli lo ha capito, a differenza del suo predecessore. Così stamattina ci risvegliamo con la notizia che Alessandro Giuli ha confermato fino al 2028 Evelina Christillin alla presidenza del nostro Museo, il che implica con ogni probabilità la permanenza, almeno fino a tale data, di Christian Greco alla direzione. Saggia decisione, tenersi ben stretti Chris&Chris, presa con estremo tempismo proprio alla vigilia dell'arrivo a Torino di Mattarella per celebrare oggi il bicentenario dell'Egizio: pensa che figura di emme se invece la notizia di giornata fosse stata la cacciata di chi in questi anni ha reso grande il Museo. Beh, non c'è da spellarsi le mani a osannare Giuli: ha soltanto fatto quello che in un paese normale è il semplice dovere di ministro della Cultura: tutelare il patrimonio culturale. Ciò che sconcerta, semmai, è che il destino del più importante museo torinese, e uno dei più importanti d'Italia, sia rimasto appeso per mesi e mesi alle bizzare alzate d'ingegno di un ministro esuberante; e che, peggio ancora, la salvezza arrivi come conseguenza indiretta delle boccaccesche traversie del sullodato Romeo ministeriale. È la tabe atavica di un'Italia nata dagli amorosi intrighi della Contessa di Castiglione. Un paese che si salva a letto.
Buongiorno, convengo sull'avvenuto rinnovo nel ruolo della presidente, e mi auguro, quanto prima del direttore, tuttavia le disposizioni normative riguardo ai rinnovi - mi pare questo sia. di fatto, il quarto - dovrebbero essere rispettate puntualmente e, anche, applicate. Anche il presidente degli Stati Uniti può essere rieletto una sola volta per poi, se del caso, ricandidarsi 0dopo un quadriennio. Grazie e buon lavoro.
RispondiEliminaGentile lettore, in realtà lo Statuto della Fondazione del Museo Egizio attualmente non prevede un limite al numero di mandati del presidente e del direttore. Ciò a differenza dalla Costituzione Usa, che dal 1951, con il XXII emendamento, stabilisce che nessuno può essere presidente per più di due mandati totali, non importa se consecutivi o meno. In genere il presidente americano uscente si ricandida, ma può anche darsi (come nel caso di Trump) che chi ha ricoperto il ruolo per quattro anni e non è stato rieletto si ricandidi dopo un intervallo di tempo (quale che sia) e, se eletto, eserciti un secondo mandato, senza però potersi poi ricandidare per un terzo. Grazie a lei, saluti.
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