Eh boh, sarò io che non capisco le dinamiche. Mi succede questo: ieri sera passo al Museo del Cinema per l'inaugurazione di Lovers (nella foto, il suggestivo incontro del presidente e del direttore della Mole e la Mole medesima). C'era l'intero cucuzzaro politico-cultural-economico al gran completo, compresa in quota centrodestra una Porchietto ritardataria ma prodiga di lodi per la direttrice Luxuria e il festival tutto - e vabbè, no news. Mi hanno invece sorpreso alcuni esponenti della maggioranza comunale che ho incrociato in Mole e mi hanno espresso il loro personale apprezzamento per un mio pezzullo sbarazzino uscito ieri sul Corriere: pezzullo che amabilmente perculava una mozione, discussa lunedì in Consiglio comunale, presentata da un consigliere di maggioranza e approvata con i voti della maggioranza. Sono contento che si siano divertiti leggendo le mie povere righe, ma se anche loro vedono il ridicolo della faccenda, perché non ne parlano prima, si mettono d'accordo con se stessi ed evitano di portare in discussione certe minchiate?
Comunque, per completezza, qui sotto riproduco il pezzullo in questione, che non è reperibile on line:
«Il Consiglio comunale invita la giunta a promuovere un progetto che preveda il coinvolgimento degli “umarell” - in forma organizzata e riconosciuta - per monitorare l’andamento dei cantieri in città. La mozione - sottoscritta da Simone Fissolo (Moderati) e approvata con diciotto voti favorevoli - ricorda l’elevato numero di cantieri in città come la complessità di verificarne l’andamento; altre amministrazioni hanno sviluppato progetti coinvolgenti pensionati con competenze tecniche nel monitoraggio civico di cantieri pubblici e di aree urbane per migliorare la sorveglianza e la qualità dei servizi offerti. La mozione invita a verificare entro sei mesi dall’avvio del progetto l’utilità e l’efficacia dell’iniziativa».
… E no, non è «Lercio». È la comunicazione ufficiale del Comune. Avevo scritto qualche settimana fa della stravagante proposta di sguinzagliare tra scavi e asfalti squadroni di vigilantes della terza età: e sottolineavo che «purtroppo da luglio 2025 essa giace negletta nei bassifondi del teorico ordine dei lavori del Consiglio comunale». Speravo si cogliesse l'ironia. Figurarsi. Approfittando dell'uggiosa giornata di pioggia, e dell'impasse sul nuovo Statuto, lunedì scorso i nostri eroi della Sala Rossa hanno riesumato la fondamentale mozione 23248 «Coinvolgimento degli umarell nei cantieri», per sviscerarla in quaranta minuti di pensoso «dibbattito» e approvarla trionfalmente.
Niente di che, sia chiaro. La sesquipedale vacuità della genialata troverà certificazione in se stessa, in quell'invito «a verificare entro sei mesi dall’avvio del progetto l’utilità e l’efficacia dell’iniziativa»: fra sei mesi tutti si saranno dimenticati di tutto. Ma sarebbe un crimine contro la satira tacere della surreale discussione che ha accompagnato il voto, a cominciare dalle acute disquisizioni semantiche ispirate ai consiglieri cruscanti dal termine «umarell»: lo giudica «quasi offensivo» il consigliere Viale, mentre la consigliera Apollonio lo considera «affettuoso» e ormai «acquisito nella lingua italiana» (ah, se lo dice lei...); ad ogni buon conto la consigliera Patriarca si premura di precisare a verbale che «umarell non è mai stato utilizzato per i senior civici in rapporto ai servizi educativi». Mo' me lo segno.
Sul merito della questione l'assemblea si divide in tre correnti di – come dire? - vabbè, «di pensiero». Gli entusiasti auspicano rimedi alla «solitudine degli anziani» (Garione) e plaudono al «protagonismo della terza età» (Tosto) nonché al «coinvolgimento attivo» (Tuttolomondo) altrimenti detto «invecchiamento attivo» (Ledda). Parlano per loro, spero. Personalmente preferirei invecchiare attivamente senza guardare i cantieri.
Poi ci sono gli scettici realisti, come il consigliere Catizone, che pur auspicando l'«invecchiamento attivo» (nei cantieri?) non si nascondono i dilemmi posti dalla cruda realtà: cosa farebbero di preciso, gli umarell cantieristi? Chi li assicura? Potrebbero entrare nei cantieri? Massì: ci mancano solo gli umarell che girano fra bitumiere e ruspe, e scatta l'operazione cantieri sicuri.
Infine, ecco gli idealisti che gettano il cuore al di là dell'ostacolo. Lacci e lacciuli della grigia burocrazia non li scoraggiano: la «mozione degli umarell», pontificano gli arditi, è «un atto politico», toccherà poi agli uffici risolvere le aride questicelle pratiche. L'intendance suivra. Detta in semplice italiano, armiamoci e partite.
E anche questa è fatta. L'aula, soddisfatta, passa ad esaminare l'ordine del giorno in solidarietà con i curdi del Rojava. Un'altra fruttuosa giornata di lavori consiliari volge dolcemente al termine.

senza contare quanto saranno contenti gli operai di trovarsi una selva di anziani autorizzati a rompergli le balle
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