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QUANTO CI COSTANO DUE TIRANNOSAURI?

Nell'accalmia agostana ho dimenticato di ripubblicare qui l'ennesimo articolo sui T. Rex al Museo del Cinema, uscito sul Corriere una decina di giorni fa e non reperibile on line. Per completezza e archivio, a futura memoria, lo ripubblico adesso.

La notizia dell'esposizione, a novembre, di due scheletri di T. Rex al Museo del Cinema è stata accolta dai media con ampio seguito di articoli di cronaca e alati commenti. Tuttavia, sottotraccia a tanto entusiasmo restano da definire gli aspetti se vogliamo più corrivi dell'operazione: costi e modalità contrattuali.

La mancanza, finora, di informazioni certe alimenta voci e indiscrezioni che – pur testimoniando l'interesse creatosi attorno alla faccenda – restano tutte da confermare. E per avere conferme o smentite mi è sembrato giusto rivolgermi direttamente alla fonte, ovvero al direttore del Museo del Cinema Carlo Chatrian (anche il presidente Ghigo era disponibile a rispondermi, ma non mi sembrava bello molestarlo ieri mentre era impegnato in un'ascensione alla Capanna Margherita). Ho posto a Chartian (nella foto) soltanto tre semplici domande. Eccole, con le relative risposte.

I due scheletri di tirannosauro che esporrete alla Mole sono proprietà dell'imprenditore-paleontologo americano Thomas Heitkamp che di recente ha venduto all'asta un T. Rex per 50 milioni di dollari?

«Non lo so dire. Noi abbiamo un contratto con un'altra persona che si è fatto garante della proprietà dei due scheletri, ma non so se è direttamente il proprietario o se c'è un trust di persone che ne hanno la concessione».

Questa persona che garantisce la proprietà è Luca Cableri, il gallerista titolare della società aretina Theatrum Mundi, che ha già collaborato con il Museo fornendo svariati memorabilia per la mostra del 2024 «Movie Icons»?

«No, non è lui. Chi si è fatto garante della proprietà è un americano. Luca è il suo socio italiano. Noi il contratto lo facciamo con Theatrum Mundi, che è la società di Cableri; e l'americano, in quanto proprietario o garante della proprietà dei dinosauri, ha co-firmato il contratto».

Ultima domanda: corre voce – trattasi di una voce, c'è da augurarsi esagerata – che per l'«affitto» dei due dinosauri il Museo del Cinema sborserebbe un milione di euro. È vero?

«No. Non ci sono cifre di questo tipo. I costi sono sicuramente... fra trasporto, montaggio... Ma no, non è un milione di euro».

Grazie, per me è tutto.

«Vorrei aggiungere un'informazione e una rettifica».

Dica pure, son qui per questo.

«L'informazione è a proposito della polemica sulla “privatizzazione” del mercato dei fossili di dinosauri. Ne ho parlato con il direttore del Museo di Scienze Naturali: mi ha spiegato che in realtà ogni fossile, anche se venduto ai privati, prima è oggetto di accurati studi, anche perché ne determinano il valore. Infine mi corre l'obbligo di una rettifica: non è la prima volta che due T. Rex vengono esposti insieme: abbiamo appreso che un paio di settimane fa il Museo di Abu Dhabi ha aperto una nuova ala dove ci sono due T. Rex. Insomma, per quel che conta, la nostra non sarà una prima mondiale».

E vabbè, ce ne faremo una ragione. Io mi limito invece a sottolineare la stretta collaborazione con il Museo del gallerista Luca Cableri, e a segnalare per dovere di cronaca che la mostra «Movie Icons» è stata riproposta quest'anno a Roma «promossa dalla Regione Lazio, in collaborazione con LAZIOcrea e Theatrum Mundi» (ossia Luca Cableri): nessun cenno al Museo del Cinema.

Commenti

  1. Nel frattempo si è arreso anche Ziggy club perché i suoi spazi sono troppo piccoli per riuscire a gestire economicamente i limiti di capienza dettati dalle norme di sicurezza. Ma considerando che a Torino il 99% degli spazi sono piccoli, nel breve periodo chiuderanno tutti?

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  2. Cancellato anche Ritmika di Moncalieri. Ormai non me la prendo nemmeno più

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