Passa ai contenuti principali

MUSEI REALI, I VISITATORI CRESCONO DEL 15%: FUNZIONANO TUTTI, TRANNE I CIVICI

Alla contabilità di fine anno mancavano ancora i Musei Reali, che dipendono dall'amministrazione statale. Oggi il MiBACT ha diffuso i dati, e la direttrice Pagella può essere soddisfatta: nel 2017 si porta a casa un aumento del 14,8 per cento dei visitatori presenze, che salgono a 360.777 dai 314.195 del 2016 (il dato non tiene conto dello spazio espositivo di Palazzo Chiablese). Così i Musei Reali guadagnano 4 posizioni nella "classifica" dei musei italiani più visitati, arrivando alla diciottesima piazza, con il sesto miglior incremento assoluto. Regge l'Egizio - che come dato definitivo perde uno 0,8% scendendo da 852.065 a 845.247 visitatori ma resta saldo all'ottavo posto - e cresce la Venaria Reale ancora sesta in classifica generale, con un buon +4,5%: ma in questo caso non è omogeneo il dato  (risultano 1.039.657 "presenze" quest'anno, 984.899 nel 2016) perché calcolato sulla base dei biglietti staccati che, alla Reggia, possono essere più di uno per ogni visitatore, a seconda delle mostre che si vogliono visitare: inoltre, nel 2017 Venaria sconta due settimane extra di chiusura per il G7.
Così abbiamo terminato la conta, e gli unici musei in picchiata, a Torino, rimangono - tristi, solitari y final - i quattro musei civici: anzi, soltanto tre, perché il Borgo Medievale, in controtendenza, ha aumentato anch'esso le presenze. Temo che proprio non ci siano scappatoie: la crisi riguarda il Mao, Palazzo Madama e soprattutto la povera Gam.

Commenti

Post popolari in questo blog

L'UCCELLINO, LA MUCCA E LA VOLPE: UNA FAVOLA DAL FRONTE DEL REGIO

Inverno. Freddo. Un uccellino intirizzito precipita a terra e sta morendo congelato quando una mucca gli scarica addosso una caccona enorme e caldissima; l'uccellino, rianimato dal calore, tutto felice comincia a cinguettare; passa una volpe, sente il cinguettìo, estrae l'uccellino dalla cacca e se lo mangia. (La morale della favola è alla fine del post) C'era una volta al Regio Ora vi narrerò la favola del Regio che dimostra quanta verità sia contenuta in questo elegante aforisma. Un anno fa Chiarabella nomina alla sovrintendenza del Regio William Graziosi, fresco convertito alla causa grillina, imponendolo al Consiglio d'indirizzo e premendo sulle fondazioni bancarie: "Io non vi ho mai chiesto niente - dice ( bugia , ma vabbé) - ma questo ve lo chiedo proprio".  Appena installatosi, Graziosi benefica non soltanto i nuovi collaboratori marchigiani, ma anche i fedelissimi interni. Però attenzione, non è vero che oggi al Regio sono tutti co ntro Graz...

CHI TIRA TARDI AL MERCATO DELLE NOMINE

Un'altra settimana è andata, il Museo Egizio è ancora senza il nuovo Cda, e a tirare troppo la corda si rischia il commissariamento. Come scrivevo la settimana scorsa , il Consiglio d'amministrazione uscente è scaduto lo scorso 15 settembre e quello nuovo non può insediarsi perché incompleto: quattro dei cinque soci (Mic, Comune e le due fondazioni) hanno già indicato i propri rappresentanti, ma la Regione no. Mentre il presidente Cirio fa lo splendido in Giappone magnificando le nostre «eccellenze culturali», a Torino la sua maggioranza – lo scontro è tutto interno al centrodestra - s'accapiglia al gran mercato delle poltrone, e non riesce «a trovare una quadra» - parole loro – per dare una governance all'eccellenza culturale del Museo Egizio. Fossero almeno capaci di spartirsi la torta con un minimo di buona creanza. E qui parliamo di incarichi senza compenso: non oso immaginare quando ci sono in ballo stipendi e prebende. Ma l'indegna gazzarra deve finire in fret...

IL VANGELO DI GIULIO

Sono andato alla presentazione torinese del nuovo film di Giulio Base, «Il Vangelo di Giuda», al cinema Massaua, multisala della periferia ovest comodissima da casa mia. Non essendo un cinefilo militante, ero attratto soprattutto da curiosità mondana – vediamo chi c'è e chi non c'è – e non sono rimasto deluso: all'insegna dello «stiamo tutti invitati» la sala era stracolma di soliti noti, con il Museo del Cinema presente in massa a partire dal direttore Chatrian e dal presidente Ghigo (che ha addirittura rinviato la vacanza pasquale in Riviera per non perdersi l'evento); ben rappresentata anche Film Commission, ma non mancavano i duri e puri tipo Piemonte Movie e vari cenacoli cinefili, il manipolo dei giornalisti, l'intellighenzia cittadina (da dov'ero seduto vedevo Patrizia Sandretto, Alessandro Bollo del Museo del Risorgimento, Alessandro Isaia di Fondazione Cultura), il potere economico (onnipresente Giampiero Leo di Fondazione Crt) e politico-amministrativ...