Passa ai contenuti principali

ADDIO AD ALBERTO SIGNETTO

Alberto Signetto e il suo simbolo, Red Rhino, il rinoceronte rosso
Alberto Signetto se n'è andato stamattina alle 5, a sessant'anni appena compiuti. La camera ardente è nella sua casa in via Monza 4, al 5° piano.Funerale martedì 28 alle 15 nella chiesa parrocchiale di Mazzè, con partenza da casa alle 13,45.
"Red  Rhino", come tutti lo chiamavano nell'ambiente del cinema torinese, era malato da tempo. Circa un mese fa i suoi amici e sostenitori avevano organizzato una festa-benefit per il suo compleanno, ma dovettero rinviarla per l'aggravarsi delle sue condizioni di salute.
Era un uomo di cinema appassionato, rigoroso, intelligente, ostinato. E dal cinema ha avuto molto meno di ciò che ha dato. Si è dedicato soprattutto al documentario, firmando una cinquantina di lavori, dedicati in gran parte al Piemonte e ai temi dell'emigrazione (era nato a Cordoba, in Argentina, da italiani emigrati). Nel 2010 il festival Piemonte Movie gli aveva reso omaggio con una retrospettiva quasi completa del suo lavoro. Lo scorso novembre il Tff gli aveva dedicato una serata alla Bibliomediateca del Museo del Cinema. I suoi ultimi lavori sono "Confini contesi. La Frontiera Occidentale 1940-1947" (del 2012) e "17ma Brigata Garibaldi" (2013), entrambi prodotti dall'Archivio Cinematografico della Resistenza.
Lo conoscevo bene, avevamo anche avuto occasione di collaborare. Mi mancherà.

Riporto qui sotto la sua biografia, dall'Enciclopedia del Cinema in Piemonte.
Si occupa di cinema e comunicazione dal 1970. È tra i fondatori della cooperativa Artkino che ha distribuito film di Wenders, Lang, Wajda, Sanders e altri e della società di produzione cinematografica e televisiva Rosebud Company. Nel 1986 è direttore per l’Italia di Eurovip (European Video Indipendent Producers), con sede a Bruxelles. Lavora come regista dal 1982. Dal 1992 collabora con la cooperativa Index; dal 1998 lavora con Andrea Pedrana al progetto "HLPS (Hasta La Pennoira Siempre!)". Ha collaborato con Theo Angelopoulos per "O Megalexandros" (1980), con Villi Hermann per "Matlosa" (1981), con Jean Rouch per "L’enigma" (1986).

Tra i suoi lavori si ricordano: "Sympathy for the Rolling" (1982), reportage sulla prima tournée italiana dei Rolling Stones; "Omaggio a Raul Ruiz" (1986); "Weltgenie" (1988), “video-poesia” ispirata a "Turin" di Gottfried Benn, che racconta la follia di Nietzsche a Torino; "Fish-Eyes" (1990), “video-collage” sul cinema e la sua visibilità televisiva; "Riflessioni sulla luce" (1995), divertissement sulla disoccupazione intellettuale; "Govi a Gavi" (1996), rievocazione delle riprese di un film interpretato da Gilberto Govi e girato a Gavi (Al); "...Who Dreamt and Made Incarnate Gaps In Time & Space Through Images Juxtaposed... Conversazioni con Robert Kramer" (1998), una lunga conversazione con il regista americano che ha rappresentato un importante punto di riferimento per il cinema indipendente; "Architetture olivettiane a Ivrea" (1999), documentario su Adriano Olivetti, il movimento di Comunità e i cambiamenti urbanistici e sociali nella città-laboratorio di Ivrea dagli anni Cinquanta ad oggi; "Nella pancia del piroscafo" (2006).

Commenti

Posta un commento

Post popolari in questo blog

L'UCCELLINO, LA MUCCA E LA VOLPE: UNA FAVOLA DAL FRONTE DEL REGIO

Inverno. Freddo. Un uccellino intirizzito precipita a terra e sta morendo congelato quando una mucca gli scarica addosso una caccona enorme e caldissima; l'uccellino, rianimato dal calore, tutto felice comincia a cinguettare; passa una volpe, sente il cinguettìo, estrae l'uccellino dalla cacca e se lo mangia. (La morale della favola è alla fine del post) C'era una volta al Regio Ora vi narrerò la favola del Regio che dimostra quanta verità sia contenuta in questo elegante aforisma. Un anno fa Chiarabella nomina alla sovrintendenza del Regio William Graziosi, fresco convertito alla causa grillina, imponendolo al Consiglio d'indirizzo e premendo sulle fondazioni bancarie: "Io non vi ho mai chiesto niente - dice ( bugia , ma vabbé) - ma questo ve lo chiedo proprio".  Appena installatosi, Graziosi benefica non soltanto i nuovi collaboratori marchigiani, ma anche i fedelissimi interni. Però attenzione, non è vero che oggi al Regio sono tutti co ntro Graz...

CULICCHIA DIRETTORE DEL CIRCOLO

Uscito sul Corriere e non disponibile on line. È andata come era previsto, e logico: Giuseppe Culicchia è il nuovo direttore del Circolo dei Lettori. Nomina scontata, se solo si considera il curriculum: scrittore affermato in Italia e pubblicato anche all'estero; solidi legami sia con la scena culturale cittadina, sia con l'editoria nazionale; esperienza nel mondo dei giornali; una lunga collaborazione con il Salone del Libro; apprezzato anche al Circolo, dove dirige un festival letterario, «Radici», di ottima qualità. Insomma, il perfetto kit del candidato naturale alla successione di Elena Loewenthal, anche a prescindere dall'endorsement – alquanto sfacciato – del fratello d'Italia Maurizio Marrone; endorsement che a Culicchia ha fatto più male che bene, facendone involontario oggetto di scontri di potere e appiccicandogli addosso un'etichetta «politica» che dubito gli appartenga e comunque non s'è avvertita nelle sue scelte alla direzione di «Radici», onestam...

IL MUSEO DELLE MINCHIATE

Ripubblico anche qui - revisionato e linkato - l'articolo uscito ieri sul Corriere e non disponibile on line. Sono geniali, quelli di Palazzo Civico. E non si risparmiano, una ne fanno e cento ne pensano. Sentite l'ultima. Pochi giorni fa sul Corriere commentavo la mozione della consigliera piddina Caterina Greco la quale - in una città che stenta a mantenere i propri musei all'onor del mondo - sollecita la nascita di un ennesimo museo, il «Museo dell'Immigrazione»; ovviamente senza darsi cura di indicare con quali soldi tale museo si allestirebbe e si manterrebbe. Poteva l'opposizione lasciarsi scavalcare dalle sinistre nella nobile gara per dare a Torino altri musei senza un passato e senza un futuro? Certo che no: il prossimo 12 marzo in Commissione cultura si discute una mozione del leghista Catizone (credo di riconoscerlo a destra - ovvio - nella foto postata da Fabrizio Ricca e ritraente tre festevoli consiglieri comunali che s'esibiscono con un appropr...