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FOURNIER-FACIO DIRETTORE ARTISTICO, MA AL REGIO CHI HA VINTO?

Gaston Fournier-Facio sarà direttore artistico del Regio
Al Regio è finita come previsto, ovvero nel modo peggiore: Noseda l'ha spuntata su tutta la linea. Avrà il direttore musicale, come pretendeva: sarà Gastòn Fournier-Facio. Questo ha "deciso" ieri sera il Consiglio di indirizzo del Regio, ridotto a diligente esecutore della volontà del Karajan de noantri.

Grottesca procedura

Anzi, la procedura, grottesca se si considera la realtà dei fatti, è stata la seguente: il Consiglio di indirizzo del Regio in primo luogo ha deliberato - come previsto dalla nuova legge sulle Fondazioni liriche – di proporre al ministro Franceschini la riconferma  di Walter Vergnano quale sovrintendente. Vergnano, a sua volta, ha ribadito che, a nomina avvenuta, proporrà la riconferma del maestro Gianandrea Noseda quale direttore musicale e, "d’intesa" con Noseda stesso, del maestro Gastón Fournier-Facio quale nuovo direttore artistico. Il Consiglio d’Indirizzo, informa una nota del Teatro, "ha apprezzato e condiviso questi orientamenti".
Insomma, tradotto: Vergnano si tiene la poltrona, ma è obbligato a trangugiare il rospo. Si becca - come vuole Noseda - un nuovo direttore artistico: ruolo che finora al Regio non esisteva, e vivevamo benissimo lo stesso. Ed è obbligato pure a confermare Noseda come direttore musicale. Quel Noseda che in questi mesi lo ha coperto di miseria. Titolo finale: Cornuto e mazziato.

Chi comanda al Regio

E' andata come vi avevo anticipato esattamente un mese fa. L'unica novità è il nome del nuovo direttore artistico. Cristina Rocca, direttore dell'Orchestre National de France indicata da Noseda, ha preferito declinare la proposta - probabile che abbia fiutato il casino in cui andava a ficcarsi - e dunque la scelta è caduta su Fournier-Facio, che non è certo l'ultimo cretino. Beh, scelta per modo di dire: a quanto pare, Noseda è andato da Fassino e gli ha detto "Se non viene la Rocca, voglio Fournier-Facio". Ed è ormai chiaro che al Regio comanda Noseda, e tutti gli altri servono il caffè.
Morale della fiaba: da oggi c'è un precedente. Un direttore d'orchestra può imporre la sua volontà all'ente lirico da cui dipende, facendo assumere chi cavolo vuole lui. Obbligando l'ente medesimo a sborsare un ulteriore stipendio, alla faccia della crisi. E intanto il sovrintendente è ridotto al ruolo di certificatore della volontà del direttore d'orchestra.

 Ma è andata davvero così?

Questa è una versione. Però in città ne gira anche un'altra, secondo la quale in realtà Fournier-Facio è stato proposto da Fassino a Vergnano e Noseda come una soluzione "di compromesso". Soluzione che entrambi hanno accettato. In questo caso la vittoria di Noseda sarebbe più risicata, se non nulla. E resta da vedere se davvero verrà nominato un vice-sovrintendente nella persona di Filippo Fonsatti. Se ciò non dovesse accadere (e finora non è accaduto, né è garantito che accada), la posizione di Vergnano risulterebbe ben più forte, e quella di Noseda molto ridimensionata.

Chi è il nuovo direttore artistico

Ad ogni modo, per vostra informazione, vi riporto qui sotto un "chi è" del nuovo direttore artistico del Regio.

Nato in Costa Rica, dove ha ottenuto un Master in Storia presso l’università locale, Gastòn Fournier-Facio, 67 anni, ha proseguito gli studi musicali in Inghilterra, presso la University of Sussex, dove ha conseguito un Master in Musicologia.
Dopo essere stato Ministro Consigliere e Console Generale presso l’Ambasciata di Costa Rica a Londra, si è dedicato all’attività di Coordinatore Artistico presso prestigiose istituzioni lirico-sinfoniche italiane:
- Cantiere Internazionale d’Arte di Montepulciano fondato da Hans Werner Henze
- Biennale Musica di Venezia nel biennio della direzione di Sylvano Bussotti
- Maggio Musicale Fiorentino (Direttore Musicale Zubin Mehta)
- Accademia Nazionale di Santa Cecilia, dove ha lavorato accanto a Luciano Berio, a Bruno Cagli, a Myung-Whun Chung e ad Antonio Pappano.
Ha curato il libro Dialoghi su Musica e Teatro: Tristano e Isotta di Daniel Barenboim e Patrice Chéreau (Feltrinelli, 2008). Ha pubblicato vari testi sulla vita e l’opera di Gustav Mahler per Electa, De Sono, The Boydell Press, EDT e, nel 2010 (in occasione del 150° anniversario della nascita del compositore), ha curato Gustav Mahler. Il mio tempo verrà, per il Saggiatore (ristampato due volte nel 2011-2012). Nel 2013, in occasione del Bicentenario della nascita di Wagner, ha pubblicato per il Saggiatore L’inizio e la fine del mondo. Nuova Guida al Ring di Richard Wagner. Nello stesso anno ha curato il volume Henze a Montepulciano, pubblicato dalla casa editrice Tratti d’Autore.
In virtù del suo apprezzato lavoro di diffusione della musica austriaca e in particolare di quella di Gustav Mahler, nel 2005 è stato insignito dalla Repubblica Austriaca della Ehrenkreuz für Kunst und Wissenschaft (Croce d’Onore per l’Arte e la Scienza).
Dal 2007 riveste l’incarico di Coordinatore Artistico del Teatro alla Scala di Milano, dove lavora accanto a Stéphane Lissner e a Daniel Barenboim.

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