Un'elegante star sul red carpet di Roma |
Non ne posso più di aprire i giornali e leggere la solita solfa sul Festival che quest'anno avrebbe rinunciato a "lustrini e red carpet".
Rinunciato?
Allora. Soavissimi genii, me lo spiegate voi dove minchia avete mai visto i lustrini e il red carpet al Tff?
No, perché capisco le esigenze, l'urgenza di fare rigaggio e la gioventù di chi scopre il mondo stamattina: l'ho fatto anch'io, siamo tutti nello stesso business, però quando è troppo è troppo.
Il red carpet della Littizzetto
Premetto: sono il primo a rimpiangere la leggerezza del Tff ridanciano di Virzì. Ma un conto è farsi quattro sane risate, un altro è voler competere con la mondanità di Cannes e Venezia, o con la volgarità caciarona di Roma. Su quel piano a Torino nessuno si è mai impegnato. Qualcuno a un certo punto ha invocato più "glamour", ma per carità di patria io non riaprirei la vicenda. Parliamo di "red carpet". Il Festival l'ho visto nascere, crescere e vivere, fra alterne fortune. Ma questo benedetto red carpet, proprio non l'ho visto mai. Sì, davanti ai cinema talora c'è una specie di tappeto; e ammetto che sia rosso. Ma se per "red carpet" intendi la passerella delle star mondiali, la "montée des marches" di Cannes o la sfilata a favore di fotografi a Venezia, ecco, non so dove ve lo siete sognato. E' vero, l'anno scorso un "red carpet" c'era, lo ricordo anch'io: un tappetino da bagno di colore rosso che s'era portato da casa Luciana Littizzetto, madrina dell'inaugurazione. By the way, mi stressano anche i pianti greci sull'assenza quest'anno della madrina: non è che in passato a battezzare il Tff siano venute Meryl Streep o Julia Roberts. Ad ogni modo: di "red carpet" al Tff s'è sempre e soltanto parlato in assenza. Nel senso che non c'è mai stato, e i giornalisti (me compreso, mica sono senza peccato...) lo hanno sempre scritto con evidente stupore (scoop, quest'anno non c'è il red carpet!), secondo la collaudata tecnica del "Capo, non è successo un cazzo"-"Fantastico, mandiamo tre inviati e titoliamo Tragico Vuoto".Il red carpet al Festival non c'è mai stato anche perché al Festival non si sono mai viste le superstar americane da farci sfilare su. L'anno scorso, per dire, l'attore americano ospite era Elliott Gould: fantastico, e dio lo benedica per "M.A.S.H.". E già che sono sull'onda dei ricordi, nel 2006 a Torino venne Keith Carradine, e già che c'era ne approfittò per farsi sposare dal Chiampa (nel senso che il Chiampa celebrò il matrimonio, che avevate capito?). Ma insomma, Dustin Hoffman al Tff risulta mai pervenuto. Una volta s'è appalesata Penélope Cruz: ma solo perché aveva girato un film in zona, e ricordo che l'allora assessore Coppola piantò le pive all'allora direttore Gianni Amelio perché non gliel'aveva presentata.
Certo, grandi nomi (dal punto di vista del cinema cinema) ne sono passati a mazzi, dal Festival: ma gente da "red carpet" - i divi che costano le milionate e rompono i coglioni per ogni fesseria - pochina.
I lustrini e le giacche dei direttori
Quanto ai "lustrini", essi rimangono per me un mistero avvolto in un enigma. Non capisco neppure a che corsa si riferiscano, i festivalologi. Ho guardato sul dizionario. La definizione di "lustrino" è "minuto dischetto di metallo o di plastica lucido e variamente colorato, che si cuce sulle stoffe come guarnizione".Notiziona: in 32 anni di Torino Film Festival (e Cinema Giovani) non ho mai visto un direttore, dico uno, indossare una giacca con lustrini. Ho visto smoking e giacche sportive, maglioni e abiti scuri, ma lustrini mai. E dubito fortemente che una giacca con lustrini sia mai stata posseduta da Paolo Virzì, Gianni Amelio (escludo a priori), Nanni Moretti (ma figuriamoci!), Turigliatto e D'Agnolo-Vallan (ecco, quelli poi me li vedo proprio, belli lustrinati), Steve Della Casa, Alberto Barbera, Gianni Rondolino. Magari farebbero pure la loro porca figura, con una giacca tempestata di lustrini. Ma sono tipi così, e da quell'orecchio non ci sentono.Quindi qualcuno mi spieghi a quali "lustrini" avrebbe rinunciato il Festival quest'anno. Quanto al red carpet, se proprio gli manca posso dare un colpo di telefono alla Littizzetto e chiederle se glielo presta, così si chetano.
P.S. E se parliamo di rinunce, semmai rattristiamoci per la rinuncia alle sale del Lux. Quella sì dettata dalle ristrettezze economiche. Quella sì dannosa per il Festival e per il suo pubblico.
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