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ASPRONI CONVOCATA, SULLA GAM CASSIANI E PORCINO ASCOLTANO STUDENTI E PROFESSORI


Giovanni Porcino
Luca Cassiani
Come vi avevo anticipato, stamattina una delegazione di studenti e docenti d'arte ha incontrato il presidente del Consiglio comunale Giovanni Porcino e il presidente della Commissione cultura Luca Cassiani, per raccontargli i problemi causati dalla inopinata decisione della presidente di Torino Musei Patrizia Asproni di stravolgere l'orario di apertura della biblioteca d'arte dei Musei civici (LFKAGL) alla Gam, riducendolo da cinque a un giorno e mezzo la settimana.
A quanto pare, la strategia del #Facciamofintadiniente sta sgretolandosi. La mobilitazione in rete con l'hashtag #saveGAMdà i primi risultati concreti.

La Commissione cultura convoca l'Asproni

Porcino e Cassiani hanno apprezzato i modi urbani con i quali la questione gli è stata sottoposta, e hanno assicurato la massima attenzione. Cassiani ha annunciato di aver scritto alla presidente Asproni un paio di giorni fa, chiedendole di indicare la data in cui sarà disponibile per essere ascoltata sulla vicenda dalla Commissione cultura. L'audizione si terrà entro fine maggio.
Intanto, a quanto mi risulta, il personale della biblioteca della Gam, che è improvvisamente "in esubero" causa il nuovo mini-orario, sarebbe destinato a servizi di biglietteria e sorveglianza sale.
Parlando con i due presidenti, è venuta fuori un'altra storia che merita di essere approfondita. Ci sarebbe infatti una donazione di 15 mila libri d'arte - l'intera biblioteca dello scomparso Castelnuovo - che la Fondazione Musei traccheggia ad accettare; pare per "mancanza di spazio".
Intanto, beccatevi il testo completo dell'appello che docenti e studenti d'arte hanno consegnato oggi a Porcino e Cassiani.

Ridateci la biblioteca: l'appello di docenti e studenti

Al presidente del Consiglio Comunale della città di Torino
In merito alla riduzione dell'orario della biblioteca d’arte della Fondazione Torino Musei, si fa presente che non è stato fornito alcun chiarimento esaustivo in nessuna sede, né hanno avuto risposta gli appelli di studenti e studiosi di tutta Italia.
Ci permettiamo perciò di sottoporre alla Sua attenzione le seguenti considerazioni:
1. La radicale riduzione dell’orario della biblioteca, per quanto dichiarata temporanea, impone gravi limiti al diritto allo studio e alla ricerca e si configura come un drastico ridimensionamento dell'erogazione di un pubblico servizio: un servizio dato al cittadino a mezzo di un patrimonio librario che è - e rimane - proprietà della Città, come sono sua proprietà (e non della Fondazione Torino Musei) le opere d’arte.
2. La biblioteca soffre da tempo di una ridotta acquisizione di libri e del rinnovo solo parziale degli abbonamenti alle riviste, strumenti indispensabili per una istituzione che è stata una delle migliori dell'Italia settentrionale e che vanta materiali rari e nuclei specializzati raccolti con lungimirante attenzione nel corso degli anni. Il rischio è che in poco tempo una biblioteca specializzata come questa non garantisca più l'aggiornamento indispensabile alla ricerca. Si verrebbero così a compromettere le finalità sancite dall'articolo 2 dello Statuto della Fondazione, relative alla "conservazione, manutenzione e valorizzazione di beni culturali ricevuti o acquisiti a qualsiasi titolo", beni dei quali il patrimonio librario e archivistico della biblioteca è parte integrante.   
3. A fronte della prospettata necessità di interventi relativi al riordino dei fondi, alla verifica delle condizioni dei locali ed all'aggiornamento tecnologico e digitale, come dichiarato dalla Presidente della Fondazione, si richiede che vengano resi noti i tempi e i modi di tali adeguamenti e l'eventuale progetto complessivo di riorganizzazione della struttura e delle sue condizioni di sicurezza. Si ricorda che, in occasione dei lavori di
restauro nel 1985, la biblioteca e la fototeca non furono chiuse ma spostate, in soli 35 giorni (20 maggio- 25 giugno), in altra sede comunale con orario invariato.
4. Si fa presente come l’utenza della biblioteca sia fortemente specializzata e costituita soprattutto da studiosi e studenti, dunque numericamente inferiore a quella delle altre biblioteche civiche, nazionali e universitarie aperte a un pubblico più ampio. Un settore strategicamente importante come quello della cultura, motore di sviluppo del Paese e orizzonte occupazionale, andrebbe valorizzato e sostenuto dal punto di vista qualitativo
e non meramente quantitativo.
5. A tutti i problemi prospettati si aggiunge ora la temporanea chiusura della sede universitaria di Palazzo Nuovo, con tutte le sue biblioteche e quindi anche quella di Arte, Musica e Spettacolo, aggravando ulteriormente le possibilità di studio e di ricerca.
La complessità dei problemi e la loro rilevanza civica richiedono dunque un'audizione pubblica
del Consiglio Direttivo della Fondazione Torino Musei presso le sedi e le commissioni deputate.

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