Passa ai contenuti principali

PARATISSIMA: CI FATE ANDARE ALLA LA MARMORA?

Ricevo e volentieri pubblico:

Paratissima 2015, ad oggi, non ha una sede. Dopo due edizioni al M.O.I. e una a Torino Esposizioni e dopo aver valutato diversi luoghi della città, Paratissima è ancora alla ricerca di uno spazio.

L’ex caserma “La Marmora” di via Asti risponde perfettamente alle esigenze di Paratissima: è grande e in grado di contenere i 600 e oltre artisti che ogni anno si iscrivono alla manifestazione d’arte contemporanea e rappresenta un luogo simbolo di Torino da valorizzare dopo anni di abbandono, come in precedenza il Moi e Torino Esposizioni.

A tale fine è stata inoltrata una specifica richiesta alla Cassa Depositi e Prestiti, proprietaria del sito, che sta valutando la fattibilità del progetto.

La caserma, attualmente occupata dall’Associazione Terra del Fuoco, rappresenterebbe l’ottava sede dell’evento in 11 anni di vita di Paratissima. Dal 2012 Paratissima è la fiera di arte contemporanea più visitata in Italia e mette a disposizione una vetrina economicamente accessibile e professionalmente qualificante a circa 600 artisti e creativi emergenti.

Paratissima auspica che la Città di Torino sostenga il progetto di utilizzo temporaneo dell’ex Caserma “La Marmora” facendosene portavoce presso la Cassa Depositi e Prestiti.

A stretto giro di mail è arrivata la risposta dei "non occupanti" di Terra del Fuoco:

Siamo molto contenti che Paratissima abbia individuato nella caserma di Via Asti una possibile sede per la loro iniziativa. In questi giorni sono passati a vedere lo spazio e per noi è stato naturale pensare di ragionare insieme per una iniziativa che, seppur temporanea, è di grande rilevanza e coglie in pieno lo spirito che ci anima ovvero il tentativo di rendere questo spazio un luogo vivo e popolato dalla città in tutte le sue declinazioni e per tutte le sue esigenze sociali e culturali.
Per questo, come già chiedevamo nella nostra lettera ai vertici di Cassa Depositi e Prestiti (il Presidente Bassanini e il Consigliere Fassino) auspichiamo l'apertura di un confronto sul futuro di questo spazio e sul suo uso temporaneo.
Intanto prosegue il progetto di riqualificazione della caserma di Via Asti. I volontari hanno proseguito nei lavori, predisponendo percorsi di memoria all'interno della caserma in attesa di finire l'allestimento delle mostre.
Ieri Maurizio Landini ha visitato la caserma incontrando i ragazzi e i moltissimi cittadini che sono venuti a visitare Via Asti. A seguire in un incontro affollato si è acceso il dibattito sul film "Diaz" insieme al regista Daniele Vicari e a Marco Revelli.
Domani alle 16, giorno in cui con la tradizionale fiaccolata si celebrerà la liberazione nel suo settantennale, arriverà alla caserma di Via Asti Bruno Segre, arrestato nel 1944 e rinchiuso in Via Asti, autore del libro "Quelli di Via Asti" pubblicato nel 2013 da Seb27.
Bruno Segre racconterà la sua storia nei luoghi che hanno visto protagonisti torture e fucilazioni, portando in primo piano l'altissimo valore storico della Caserma di Via Asti. Valore che è alla base del progetto di riqualificazione che Terra del Fuoco e i volontari stanno portando avanti.
A seguire si svolgerà l'assemblea pubblica dedicata al 25 aprile per poi partire dalla Caserma per raggiungere Piazza Arbarello da cui partirà la fiaccolata.

Commenti

Post popolari in questo blog

CIAO SERGIO

Sergio Ricciardone non c'è più. Se n'è andato così, ad appena 53 anni, dopo breve malattia. Venticinque anni fa, insieme con i colleghi deejay Giorgio Valletta e Roberto Spallacci, aveva fondato l'associazione X-Plosiva e inventato Club to Club. Il resto è storia. La storia di una piccola serata itinerante nei club torinesi che man mano cresce, evolve, cambia pelle, fino a diventare C2C, uno dei più importanti festival musicali d'Europa e del mondo . Sergio, che di C2C era il direttore artistico, era un mio amico. Ma era molto di più per questa città: un genio, un visionario, un innovatore, un pioniere. E un innamorato di Torino, che spesso non l'ha compreso abbastanza e ancor meno lo ha ricambiato. Un'altra bella persona che perdiamo in questo 2025 cominciato malissimo: Ricciardone dopo Gaetano Renda e Luca Beatrice. Uomini che a Torino hanno dato tanto, e tanto ancora potevano dare.   Scusatemi, ma adesso proprio non me la sento di scrivere altro.

ADDIO, LUCA

Luca Beatrice ci ha lasciati all'improvviso, tradito dal cuore all'età di 63 anni. Era stato ricoverato lunedì mattina alle Molinette in terapia intensiva. Non sto a dirvi quale sia il mio dolore. Con Luca ho condiviso un lungo tratto di strada, da quando ci presentarono - ricordo, erano gli anni Novanta, una sera alla Lutèce di piazza Carlina - e gli proposi di entrare nella squadra di TorinoSette. Non me la sento di aggiungere altro: Luca lo saluto con l'articolo che uscirà domani sul Corriere . È difficile scriverlo, dire addio a un amico è sempre triste, figuratevi cos'è farlo davanti a un pubblico di lettori. Ma glielo devo, e spero che ne venga fuori un pezzo di quelli che a lui piacevano, e mi telefonava per dirmelo. Ma domani la telefonata non arriverà comunque, e pensarlo mi strazia. Ciao, Luca. Funerale sabato 25 alle 11,30 in Duomo.

L'UCCELLINO, LA MUCCA E LA VOLPE: UNA FAVOLA DAL FRONTE DEL REGIO

Inverno. Freddo. Un uccellino intirizzito precipita a terra e sta morendo congelato quando una mucca gli scarica addosso una caccona enorme e caldissima; l'uccellino, rianimato dal calore, tutto felice comincia a cinguettare; passa una volpe, sente il cinguettìo, estrae l'uccellino dalla cacca e se lo mangia. (La morale della favola è alla fine del post) C'era una volta al Regio Ora vi narrerò la favola del Regio che dimostra quanta verità sia contenuta in questo elegante aforisma. Un anno fa Chiarabella nomina alla sovrintendenza del Regio William Graziosi, fresco convertito alla causa grillina, imponendolo al Consiglio d'indirizzo e premendo sulle fondazioni bancarie: "Io non vi ho mai chiesto niente - dice ( bugia , ma vabbé) - ma questo ve lo chiedo proprio".  Appena installatosi, Graziosi benefica non soltanto i nuovi collaboratori marchigiani, ma anche i fedelissimi interni. Però attenzione, non è vero che oggi al Regio sono tutti co ntro Graz...