Passa ai contenuti principali

RICHI FERRERO: QUALCHE DOMANDA SUL FORTE DI EXILLES

L'allestimento di Richi Ferrero per il museo delle truppe alpine al Forte di Exilles
A proposito della nuova governance del Forte di Exilles ricevo da Richi Ferrero, artista noto e notoriamente rompiscatole, la lettera aperta che pubblico integralmente, poiché Gabo non censura le opinioni, seppur controverse, purché intelligenti. Ferrero a suo tempo ha curato al Forte di Exilles il suggestivo allestimento del museo dedicato alle truppe alpine italiane, e dunque conosce bene il luogo e la sua storia. Fermo restando che il nuovo progetto della Regione sembra ancora nebuloso (da quel che ho capito io, ma la cosa non è per nulla chiara, del Forte dovrebbe occuparsi principalmente il Salone del Libro, e il Circolo dei Lettori intervenire soprattutto a Maison Musique), molte osservazioni di Ferrero mi sembrano meritevoli quantomeno di una risposta. Eccovi la sua lettera.

Bene, anzi male. Ora che il Museo Nazionale della Montagna ha consegnato le chiavi del Forte di Exilles al sindaco del paese omonimo, restituendo alla Regione Piemonte, su sua richiesta, la gestione della Fortezza, ecco alcune mie considerazioni a penna libera su quanto accaduto e potrà accadere conseguentemente alle decisioni  dell'Assessorato alla Cultura della Regione Piemonte. Siamo alle solite, all'azzeramento delle esperienze. Laddove non si è in grado di sostenere attività in corso si utilizzano le ruspe, si fa piazza pulita e con il piglio di "arrivano i nostri" si annunciano grandi rilanci, nuovi progetti, inedite soluzioni (di questi tempi poi...con i soldi di chi?) salvo poi risultare ridicoli quando il suono delle trombe si trasforma in un soffio. E' questo il caso che riguarda la gestione del Forte di Exilles da parte del Museo della Montagna di Torino, considerata dall'Assessorato alla Cultura non all'altezza di quanto invece la Regione potrá fare con un progetto annunciato come grande iniziativa rinnovatrice e di rilancio del territorio valsusino. Dal progetto, la cui attività culturale dell'estate in corso è stata pubblicata in questi giorni sugli organi di stampa,  risulta chiaro come si stia operando in modo occasionale con un calendario di eventi qualitativamente modesto, non paragonabile a quelli, anche internazionali, degli anni dal 2000 al 2010 quando il referente regionale era l'assessore Giampiero Leo, che delle attività del Forte ne sosteneva progetti e programmi prima della debacle, colpevolmente portata avanti, in maniera rovinosa, dall'amministrazione Cota-Coppola che, comme d'habitude, ha dato vita alla demolizione sistematica di quanto intestato alla giunta precedente, per arrivare all'attuale gestione politica che vede all'opera la regia del nuovo assessore regionale Antonella Parigi. Regia che mi appare svuotata dalla mancanza di un progetto ragionato e da un conflitto d'interesse di ordine morale. Infatti l'Antonella, come primo gesto, introduce nell'attività del Forte (e di Maison Musique) il Circolo dei Lettori - creatura da lei diretta fino al nuovo, recente incarico di assessore - e una non meglio precisata partecipazione del Salone del Libro. 
Un altro scorcio dell'allestimento di Richi Ferrero al Forte di Exilles
L'impressione è che si cerchi di trovare la quadratura del cerchio spingendo dentro qualcosa a sfavore di qualcun altro e questo appare evidente data la mancanza di un progetto culturale che sia tale, strategico e articolato nel tempo e che consegue ad una frettolosa ed incomprensibile eliminazione del Museo della Montagna, che fino ad oggi ha salvaguardato la fortezza in modo ineccepibile fin dove e fin quando le risorse gli hanno permesso di operare. In merito a questa gestione sono state dette molte sciocchezze e falsità, ma la storia racconta le cose per quelle che sono quindi...

 

E' bene ricordare che...

Dall'anno 2000 fino al 2010 con la collaborazione di Musica 90 e quegli straordinari cultori di World Music che erano Giampiero Gallina e Silvio Mossetto si organizzano nella Corte del Cavaliere, nei mesi estivi, serate eccezionali  con concerti di Michael Nyman, Wim Mertens, Miriam Makeba, l'indimenticabile concerto per organo a fuoco di Michel Moglia (2000 spettatori sotto il diluvio), Danze e Musiche Sacre dei Monaci Tibetani, innumerevoli concerti di qualità. In collaborazione con il Folk Club (caro fratello Lucá, la stessa regia ti ha identicamente scippato la tua Maison Musique...) si è dato vita dal 2001 al 2007 a "Piazza Profana" appuntamento itinerante con artisti provenienti da tutto il mondo. Una processione con centinaia di musicanti (ogni anno diversa nel sound) che coinvolgendo il paese di Exilles si snodava fino al Forte attirando ad ogni edizione oltre 3000 spettatori.  Progetti paralleli come il Danse Éscalade con i miti dell'arrampicata che si esibivano scalando le mura del Forte, il concerto Rai in mondovisione dalla spianata del Forte. L'ultima stagione con iniziative di rilievo è stata quella del 2010. Tutto ciò che ho ricordato e che rappresenta solo una piccola parte delle attivitá, ha sempre avuto un catino d'utenza dai 1000 agli oltre 3000 spettatori! Numeri che sarà bene ricordare. Il Forte era un progetto magnifico con un'offerta culturale varia, dagli allestimenti permanenti alle iniziative estive, andava semplicemente sorretto come tale, con professionalità dedicate come è stato in quegli anni, allora sì che collaborazioni importanti come il Circolo dei Lettori (il Salone del Libro non riesco ad inquadrarlo tra i monti ma è evidente che è un mio limite) si sarebbero inserite in una struttura operativamente avanzata con tutti i vantaggi reciproci che questo avrebbe comportato. Ora penso che la salita sarà ardua anche perché, e ci torno sopra, sostenuta da un programma d'occasione troppo poco promozionale. Bisogna considerare che al Forte di Exilles si va con la propria auto perché  i mezzi pubblici non esistono quindi solo eventi di grande interesse  con un'offerta di visita articolata e complessa... ma il museo è aperto?

Ma il Museo è chiuso?

Il programma estivo previsto sarà relegato al solo Cortile del Cavaliere o sarà possibile la visita alle aree museali e ai percorsi interni della Fortezza? Qualcuno ha chiesto informazioni sul funzionamento del Forte e del Museo? Accensioni, spegnimenti, manutenzione, sicurezza, quale chiave per quale porta? No, hanno invece licenziato il responsabile Lionel. Il responsabile Lionel è lo straordinario personaggio chiave del Forte, ne conosce ogni angolo, ogni problema, ogni insidia. Ne ha vegliato la sorte per sedici anni, ne ha garantito il funzionamento sempre, ha diretto il personale con saggezza e controllato il pubblico e la sua sicurezza, aprendo e chiudendo, ogni giorno, la grande Porta Reale garantendo alla Regione la miglior conservazione della Fortezza. Mi chiedo con quanta superficialitá e miopia si elimina un personaggio che ha un ruolo cosí importante per la continuità anche del loro "progetto". Sarà che Lionel è montanaro, sarà che ha gli occhi da lupo ed è montanaro, quasi laureato ma montanaro, parla perfettamente il francese ma è montanaro e ha chiuso il grande portale del Forte un'ultima volta.

Regna poi sovrana sul cielo del Forte di Exilles una preoccupazione: chi vigila da oggi sul forte e il suo patrimonio museale? Blowin'in the wind...


Richi Ferrero

Commenti

Post popolari in questo blog

CIAO SERGIO

Sergio Ricciardone non c'è più. Se n'è andato così, ad appena 53 anni, dopo breve malattia. Venticinque anni fa, insieme con i colleghi deejay Giorgio Valletta e Roberto Spallacci, aveva fondato l'associazione X-Plosiva e inventato Club to Club. Il resto è storia. La storia di una piccola serata itinerante nei club torinesi che man mano cresce, evolve, cambia pelle, fino a diventare C2C, uno dei più importanti festival musicali d'Europa e del mondo . Sergio, che di C2C era il direttore artistico, era un mio amico. Ma era molto di più per questa città: un genio, un visionario, un innovatore, un pioniere. E un innamorato di Torino, che spesso non l'ha compreso abbastanza e ancor meno lo ha ricambiato. Un'altra bella persona che perdiamo in questo 2025 cominciato malissimo: Ricciardone dopo Gaetano Renda e Luca Beatrice. Uomini che a Torino hanno dato tanto, e tanto ancora potevano dare.   Scusatemi, ma adesso proprio non me la sento di scrivere altro.

ADDIO, LUCA

Luca Beatrice ci ha lasciati all'improvviso, tradito dal cuore all'età di 63 anni. Era stato ricoverato lunedì mattina alle Molinette in terapia intensiva. Non sto a dirvi quale sia il mio dolore. Con Luca ho condiviso un lungo tratto di strada, da quando ci presentarono - ricordo, erano gli anni Novanta, una sera alla Lutèce di piazza Carlina - e gli proposi di entrare nella squadra di TorinoSette. Non me la sento di aggiungere altro: Luca lo saluto con l'articolo che uscirà domani sul Corriere . È difficile scriverlo, dire addio a un amico è sempre triste, figuratevi cos'è farlo davanti a un pubblico di lettori. Ma glielo devo, e spero che ne venga fuori un pezzo di quelli che a lui piacevano, e mi telefonava per dirmelo. Ma domani la telefonata non arriverà comunque, e pensarlo mi strazia. Ciao, Luca. Funerale sabato 25 alle 11,30 in Duomo.

L'UCCELLINO, LA MUCCA E LA VOLPE: UNA FAVOLA DAL FRONTE DEL REGIO

Inverno. Freddo. Un uccellino intirizzito precipita a terra e sta morendo congelato quando una mucca gli scarica addosso una caccona enorme e caldissima; l'uccellino, rianimato dal calore, tutto felice comincia a cinguettare; passa una volpe, sente il cinguettìo, estrae l'uccellino dalla cacca e se lo mangia. (La morale della favola è alla fine del post) C'era una volta al Regio Ora vi narrerò la favola del Regio che dimostra quanta verità sia contenuta in questo elegante aforisma. Un anno fa Chiarabella nomina alla sovrintendenza del Regio William Graziosi, fresco convertito alla causa grillina, imponendolo al Consiglio d'indirizzo e premendo sulle fondazioni bancarie: "Io non vi ho mai chiesto niente - dice ( bugia , ma vabbé) - ma questo ve lo chiedo proprio".  Appena installatosi, Graziosi benefica non soltanto i nuovi collaboratori marchigiani, ma anche i fedelissimi interni. Però attenzione, non è vero che oggi al Regio sono tutti co ntro Graz...