Passa ai contenuti principali

TOUR ANNULLATO: LA BAND DEL BATACLAN NON VIENE A TORINO

Eagles of Death Metal: dopo la strage al concerto a Parigi, annullano il tour
Ricevo e prontamente pubblico:


Come annunciato dagli Eagles Of Death Metal tramite i propri social network, a seguito degli attentati terroristici di Parigi, il tour è stato annullato, incluso il concerto torinese di sabato 5 dicembre al Cap10100.
Di seguito il comunicato ufficiale della band.

«While the band is now home safe, we are horrified and still trying to come to terms with what happened in France. Our thoughts and hearts are first and foremost with our brother Nick Alexander, our record company comrades Thomas Ayad, Marie Mosser, and Manu Perez, and all the friends and fans whose lives were taken in Paris, as well as their friends, families, and loved ones.
Although bonded in grief with the victims, the fans, the families, the citizens of Paris, and all those affected by terrorism, we are proud to stand together, with our new family, now united by a common goal of love and compassion.
We would like to thank the French police, the FBI, the U.S. and French State Departments, and especially all those at ground zero with us who helped each other as best they could during this unimaginable ordeal, proving once again that love overshadows evil.
All EODM shows are on hold until further notice.
Vive la musique, vive la liberté, vive la France, and vive EODM.»


Tutti coloro che sono in possesso del biglietto per la data annullata potranno richiederne il rimborso entro il 20 dicembre incluso, presso il punto vendita della propria città dove è stato acquistato.
Per maggiori informazioni potete rivolgervi a Boxoffice Piemonteticket.

Per i rimborsi dei biglietti acquistati online tramite il circuito ticket.it, i clienti verranno contattati e informati della procedura per la richiesta di rimborso.

Commenti

Post popolari in questo blog

L'UCCELLINO, LA MUCCA E LA VOLPE: UNA FAVOLA DAL FRONTE DEL REGIO

Inverno. Freddo. Un uccellino intirizzito precipita a terra e sta morendo congelato quando una mucca gli scarica addosso una caccona enorme e caldissima; l'uccellino, rianimato dal calore, tutto felice comincia a cinguettare; passa una volpe, sente il cinguettìo, estrae l'uccellino dalla cacca e se lo mangia. (La morale della favola è alla fine del post) C'era una volta al Regio Ora vi narrerò la favola del Regio che dimostra quanta verità sia contenuta in questo elegante aforisma. Un anno fa Chiarabella nomina alla sovrintendenza del Regio William Graziosi, fresco convertito alla causa grillina, imponendolo al Consiglio d'indirizzo e premendo sulle fondazioni bancarie: "Io non vi ho mai chiesto niente - dice ( bugia , ma vabbé) - ma questo ve lo chiedo proprio".  Appena installatosi, Graziosi benefica non soltanto i nuovi collaboratori marchigiani, ma anche i fedelissimi interni. Però attenzione, non è vero che oggi al Regio sono tutti co ntro Graz...

IL VANGELO DI GIULIO

Sono andato alla presentazione torinese del nuovo film di Giulio Base, «Il Vangelo di Giuda», al cinema Massaua, multisala della periferia ovest comodissima da casa mia. Non essendo un cinefilo militante, ero attratto soprattutto da curiosità mondana – vediamo chi c'è e chi non c'è – e non sono rimasto deluso: all'insegna dello «stiamo tutti invitati» la sala era stracolma di soliti noti, con il Museo del Cinema presente in massa a partire dal direttore Chatrian e dal presidente Ghigo (che ha addirittura rinviato la vacanza pasquale in Riviera per non perdersi l'evento); ben rappresentata anche Film Commission, ma non mancavano i duri e puri tipo Piemonte Movie e vari cenacoli cinefili, il manipolo dei giornalisti, l'intellighenzia cittadina (da dov'ero seduto vedevo Patrizia Sandretto, Alessandro Bollo del Museo del Risorgimento, Alessandro Isaia di Fondazione Cultura), il potere economico (onnipresente Giampiero Leo di Fondazione Crt) e politico-amministrativ...

IL FRUTTO TOSSICO DELLA SCIATTERIA POLITICANTE

Il saluto finale di Paolo Lucà, ieri pomeriggio per l'ultima volta sul palco del Folk Club, ha confermato quanto scrivevo sul Corriere. Come tante altre volte, quest'ennesimo vulnus al nostro sistema culturale è il frutto tossico di un sistema dei bandi ottuso e deleterio, e più in generale della noncuranza, della sciatteria politicante, della stolida supponenza di chi pretende di amministrarci senza possedere gli strumenti adeguati - o quantomeno un minimo di banale buon senso. Dunque non ho altro da aggiungere. Riporto qui l'articolo uscito ieri sul Corriere, non disponibile on line. Eccallà: loro combinano i casini, e ci rimettiamo noi. Non è necessario possedere l'intuito di Poirot per immaginare quale sia stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso e ha indotto Paolo Lucà a dire basta. Ho motivo di supporre che il Folk Club, come decine di altre realtà culturali, sia vittima dell'incommensurabile sòla della Regione: parlo delle associazioni che hanno partec...