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ARTE NELLE PERIFERIE: MILANO CI TENDE LA MANO

La Madonna della Misericordia di Piero della Francesca
a Natale è esposta a Milano.Per noi nessuna misericordia
Non volevo neanche scriverne, non mi sembrava importante. Ma poi...

Futurismi in Sala Rossa

E' andata così. Ieri c'è Consiglio comunale. Si discute l'interpellanza di Ricca sulla mancata mostra dei Futuristi, quella che ho dissezionato l'altro ieri. Risponde l'assessore alle Fontane (e Musei) Francesca Leon. Spiega com'è e come non è, appare evidente che non ne sapeva nulla e s'è frettolosamente informata presso gli uffici competenti, descrive le procedure, usa molta diplomazia, ma in sostanza dal suo discorso si deduce che gli esperti dei Musei Reali - lì era finita la patata bollente, schivata dalla Fondazione Musei - sospettavano che la mostra fosse poca cosa (e questo lo sospettavo anch'io senza essere un esperto), e traccheggiavano  cercando un modo elegante per dire di no agli aspiranti organizzatori, finché gli aspiranti organizzatori li hanno sfanculati a mezzo stampa togliendoli così dall'imbarazzo.
Ricca replica – abusando di espressioni come “assessore alle Fontane” e “il sindaco e Appendino”, che sarebbero mio copyright, ma vabbé, non mi offendo – e sostiene che la mostra meritava più attenzione e che rinunciarci è un altro vulnus alla città dopo la perdita di Manet. Niente meno. Peccato che, leggendo l'intervento che qualcun altro gli ha scritto, il Crociato Padano incespichi sulle parole difficili, tipo "aeropittura" o "Lyonel Feininger".

Ma se poi la portano a Milano...

Fine del gatto. Appena esce vi linko il video del nobile dibattito.
Dopo il match prendo da parte Ricca e gli dico con bonomia che va bene tutto, e apprezzo il suo nuovo impegno per la cultura: fa quello che può con i mezzi che ha, ma almeno ci mette un po' di brio, mica come quelli del pd che di 'sti tempi mi paiono reattivi come bradipi narcolettici.
Però, suggerisco cautamente al Crociato Padano, gli interventi bisogna leggerseli prima, almeno un paio di volte, sennò si rischiano brutte figure. Lui spiega che è un suo problema, “quando leggo quello che ho scritto mi incespico”. Ne convengo, pensando tra me e me che a fortiori la cosa può accadere leggendo un testo altrui. Quindi gli confido che, in tutta franchezza, la mostra dei Futuristi – quella mostra dei Futuristi – non mi sembrava un granché.
Lui ammette con onestà di non essere un esperto, ma sostiene che è comunque un'occasione persa, e “metti che domani gli organizzatori la portano a Milano, e a Milano fa cinquantamila visitatori...”, cala cala, dico io, “...o anche diecimila...”, cala cala, ridico io, “o fossero anche mille...”, ecco, “...sarebbero comunque mille persone che a Torino non ci vengono”.

Rubens, Canaletto e Piero della Francesca: così, tanto per gradire

Ah, vabbé. Se la portano a Milano...
Temo però che a Milano abbiano altri progetti.
Stamattina leggo su La Stampa che il sindaco di Milano Giuseppe Sala, a Londra per una borsa turistica, ha elencato le mostre di Milano: Rubens, Bellotto e CanalettoPiero delle Francesca. E noi stiamo ad arrabattarci su un po' di manifesti futuristi.
No, è inutile. Non c'è gara. Non siamo in crisi: siamo già morti. E non date la colpa a Milano.
Milano offre un'altra opportunità a Gianduja Charlie Brown

Il gran cuore di Milano batte per le periferie

Che poi, poveri cari, i milanesi sono sempre tanto gentili e comprensivi con noi svantaggiati. 
Il generoso Sala, snocciolando le sue mostre, ha avuto la delicatezza di non citare quella di Manet, perché era presente madamin Appendino, e pareva brutto infierire. Anzi, il munifico Sala ci ha persino offerto l'opportunità di condividere con loro le celebrazioni per i 500 anni di Leonardo, visto che abbiamo l'Autoritratto.
Anche il bravo sindaco Sala ci tiene a portare un po' di attività culturali nelle periferie disagiate.

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