Passa ai contenuti principali

ISAIA DIRETTORE DI ARTEA

Alessandro Isaia
Ricevo e volentieri pubblico:

La Fondazione Artea ha un nuovo direttore: è Alessandro Isaia, 47 anni, torinese, laureato in Architettura al Politecnico di Torino. La sua nomina è stata deliberata durante l’ultimo Cda della Fondazione ed è frutto di un’approfondita procedura di selezione effettuata dallo stesso Consiglio d’Amministrazione, in collaborazione con la società Praxi, alla quale hanno partecipato oltre 130 candidati provenienti da tutta Italia. Il nuovo direttore prenderà l’incarico a partire dal mese di giugno.
“Per la Fondazione Artea è stato un onore poter scegliere fra così tante e qualificate candidature – sottolinea il Presidente Michela Giuggia –. Crediamo di aver fatto la scelta migliore e siamo contenti di avere in squadra il nuovo direttore, che ha accettato di mettersi in gioco e di spendere le sue competenze ed esperienze per questo territorio”.
“Sono estremamente lieto di poter assumere questo incarico – dichiara Alessandro Isaia – e ringrazio la Presidente e il Cda della Fondazione per la fiducia accordatami. Sono convinto che la Fondazione Artea possa svolgere un ruolo strategico nella valorizzazione dello straordinario patrimonio culturale della provincia di Cuneo, contribuendo alla crescita delle realtà culturali che operano a livello locale e all’adozione di pratiche e modelli innovativi che coinvolgano tutti i soggetti che reputano la cultura uno degli elementi fondamentali per lo sviluppo di questo territorio”.
Dopo la laurea, Alessandro Isaia consegue la qualifica di “Esperto in Sistemi di gestione e comunicazione applicati ai Beni Culturali” frequentando il Master della Scuola Normale Superiore di Pisa.
Nel 2001 entra a far parte del Comitato organizzatore della BIG-Biennale Internazionale dei Giovani Artisti di Torino e nel 2002 diventa manager degli eventi culturali per il TOROC – Comitato per l’Organizzazione dei XX Giochi Olimpici Invernali di Torino 2006, per il quale progetta e coordina le Olimpiadi della Cultura, con oltre 150 iniziative tra mostre, concerti, spettacoli di danza e teatro, lirica, perfomances, reading e rassegne cinematografiche.
Terminata l’esperienza olimpica, diventa dirigente dello staff dell’assessore alla Cultura della Città di Torino, Fiorenzo Alfieri, con il compito di coordinare i settori Arti Visive, Cinema e Multimedia. È artefice del progetto ContemporaryArtTorinoPiemonte, contenitore delle arti contemporanee, tuttora attivo, che mette a sistema l’offerta prodotta dalle principali istituzioni culturali torinesi del settore e valorizza le tendenze contemporanee più attuali.
Nel 2008, la Fondazione Torino Musei gli affida la responsabilità del settore Comunicazione, Marketing & Web e la direzione organizzativa di T2-Triennale d’Arte Contemporanea di Torino, curata da Daniel Birnbaum, che si realizza al Castello di Rivoli, alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo e alla Palazzina Promotrice delle Belle Arti.
Nel 2014, quando la Regione Lombardia decide di avviare il progetto Abbonamento Musei Lombardia Milano ispirandosi al modello piemontese, Alessandro Isaia lascia la Fondazione Torino Musei e diventa project manager dell’Abbonamento Musei Lombardia Milano, occupandosi di gestirne lo studio di fattibilità, la progettazione e la start up.

Commenti

Post popolari in questo blog

CIAO SERGIO

Sergio Ricciardone non c'è più. Se n'è andato così, ad appena 53 anni, dopo breve malattia. Venticinque anni fa, insieme con i colleghi deejay Giorgio Valletta e Roberto Spallacci, aveva fondato l'associazione X-Plosiva e inventato Club to Club. Il resto è storia. La storia di una piccola serata itinerante nei club torinesi che man mano cresce, evolve, cambia pelle, fino a diventare C2C, uno dei più importanti festival musicali d'Europa e del mondo . Sergio, che di C2C era il direttore artistico, era un mio amico. Ma era molto di più per questa città: un genio, un visionario, un innovatore, un pioniere. E un innamorato di Torino, che spesso non l'ha compreso abbastanza e ancor meno lo ha ricambiato. Un'altra bella persona che perdiamo in questo 2025 cominciato malissimo: Ricciardone dopo Gaetano Renda e Luca Beatrice. Uomini che a Torino hanno dato tanto, e tanto ancora potevano dare.   Scusatemi, ma adesso proprio non me la sento di scrivere altro.

ADDIO, LUCA

Luca Beatrice ci ha lasciati all'improvviso, tradito dal cuore all'età di 63 anni. Era stato ricoverato lunedì mattina alle Molinette in terapia intensiva. Non sto a dirvi quale sia il mio dolore. Con Luca ho condiviso un lungo tratto di strada, da quando ci presentarono - ricordo, erano gli anni Novanta, una sera alla Lutèce di piazza Carlina - e gli proposi di entrare nella squadra di TorinoSette. Non me la sento di aggiungere altro: Luca lo saluto con l'articolo che uscirà domani sul Corriere . È difficile scriverlo, dire addio a un amico è sempre triste, figuratevi cos'è farlo davanti a un pubblico di lettori. Ma glielo devo, e spero che ne venga fuori un pezzo di quelli che a lui piacevano, e mi telefonava per dirmelo. Ma domani la telefonata non arriverà comunque, e pensarlo mi strazia. Ciao, Luca. Funerale sabato 25 alle 11,30 in Duomo.

L'UCCELLINO, LA MUCCA E LA VOLPE: UNA FAVOLA DAL FRONTE DEL REGIO

Inverno. Freddo. Un uccellino intirizzito precipita a terra e sta morendo congelato quando una mucca gli scarica addosso una caccona enorme e caldissima; l'uccellino, rianimato dal calore, tutto felice comincia a cinguettare; passa una volpe, sente il cinguettìo, estrae l'uccellino dalla cacca e se lo mangia. (La morale della favola è alla fine del post) C'era una volta al Regio Ora vi narrerò la favola del Regio che dimostra quanta verità sia contenuta in questo elegante aforisma. Un anno fa Chiarabella nomina alla sovrintendenza del Regio William Graziosi, fresco convertito alla causa grillina, imponendolo al Consiglio d'indirizzo e premendo sulle fondazioni bancarie: "Io non vi ho mai chiesto niente - dice ( bugia , ma vabbé) - ma questo ve lo chiedo proprio".  Appena installatosi, Graziosi benefica non soltanto i nuovi collaboratori marchigiani, ma anche i fedelissimi interni. Però attenzione, non è vero che oggi al Regio sono tutti co ntro Graz...